Non tutte le tappe di un tour musicale passano da un palco illuminato da migliaia di luci ed alcune, le più significative, si consumano tra le corsie silenziose di un ospedale, dove il pubblico non applaude ma sorride, dove non ci sono scalette da rispettare ma solo tempo da regalare. Emma Marrone lo ha capito il 19 luglio, quando prima di salire sul palco dell’AXPO Arena del Mare di Genova per l’Altraonda Festival, ha scelto di fare una deviazione che valeva più di mille concerti.
La cantante salentina è stata ospite dell’Istituto Giannina Gaslini, l’ospedale pediatrico di Genova. Ad accoglierla c’era Don Roberto Fiscer, presenza costante tra quelle mura, che da anni porta la musica ai piccoli pazienti anche quando nessun artista varca quelle porte. E dall’altra parte, nei letti dei reparti, c’erano loro: i bambini ricoverati, che non si aspettavano certo di vedere proprio Emma Marrone entrare nella loro stanza.
Un ospedale pediatrico è un luogo che chiede rispetto, discrezione, ma soprattutto tempo. Quel tempo che per molti, tra un impegno professionale e l’altro, diventa la risorsa più difficile da concedere. Emma invece quel tempo lo ha trovato, rimanendo al Gaslini per oltre due ore, senza fretta, senza guardare l’orologio, senza dare mai l’impressione di avere altro per la testa. Ha attraversato reparto dopo reparto: dalla Neuro-Gastroenterologia alla Neurochirurgia, dall’Ortopedia fino al reparto di Trapianto di Midollo Osseo, uno dei più delicati dell’intera struttura.
La cantante si è fermata in ogni stanza. Non una visita di passaggio, non un saluto veloce per le foto di rito, visto che Emma si è seduta accanto ai letti, ha preso in braccio i bambini, ha ascoltato le loro storie, ha firmato disegni e magliette, si è fatta scattare fotografie con chi glielo chiedeva. Ha parlato con le famiglie, ha condiviso momenti di leggerezza in una realtà dove le giornate sono spesso segnate dalle cure, dall’attesa, dalla paura. Ha regalato sorrisi in un posto dove sorridere non è sempre scontato.
L’Istituto Giannina Gaslini ha voluto raccontare quella visita attraverso i propri canali social, definendola con parole che pesano più di qualsiasi recensione di un concerto.
“Il concerto più importante lo ha fatto in corsia. Un cuore grande si vede dalle piccole cose, e oggi Emma ce lo ha dimostrato nel modo più semplice e più vero: esserci, davvero, per ognuno di loro.” – Istituto Giannina Gaslini
Quando, poche ore dopo, Emma Marrone è salita sul palco dell’AXPO Arena del Mare, il pubblico di Genova ha ritrovato l’artista che conosce: energia, voce e una presenza capace di coinvolgere migliaia di persone. Ma per molti il momento più significativo della giornata era già arrivato, lontano dai riflettori, nelle corsie del Gaslini.
La visita ai piccoli pazienti è diventata rapidamente virale sui social, dove migliaia di utenti hanno elogiato la scelta della cantante di dedicare oltre due ore ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Un gesto spontaneo, lontano dalle logiche della promozione, che ha colpito soprattutto per la naturalezza con cui Emma ha trascorso del tempo con chi sta affrontando un momento difficile.
A raccontarlo è stato anche Don Roberto Fiscer, che ha accompagnato la cantante durante l’incontro e ha descritto una persona disponibile, empatica e capace di mettere da parte il ruolo di artista per trasformarsi semplicemente in una presenza rassicurante per i bambini. Un ricordo che si aggiunge a quello condiviso dall’Istituto Giannina Gaslini, che ha definito quella visita “il concerto più importante” della giornata.
Non è la prima volta che Emma dimostra questa sensibilità, visto che nelle ultime settimane la cantante è tornata al centro dell’attenzione anche per un altro messaggio diventato virale: la risposta alle critiche ricevute sul suo aspetto fisico dopo un concerto. Attraverso un video pubblicato sui social, ha ricordato che le cicatrici lasciate dagli interventi fanno parte della sua storia e ha invitato tutti ad accettarsi per quello che sono, chiudendo con un messaggio semplice ma potente: “Amatevi sempre e non ascoltate nessuno.” Una presa di posizione che, proprio come la visita al Gaslini, racconta un lato di Emma che va ben oltre la musica.
