A tre anni dalla fine di Riverdale, KJ Apa ha deciso di togliersi la maschera e raccontare quello che nessuno vedeva dietro i sorrisi patinati e le scene romantiche della serie che lo ha reso famoso. L’attore neozelandese che ha interpretato Archie Andrews per sette stagioni ha rivelato dettagli scioccanti sul suo passato, parlando apertamente di dipendenza da sostanze stupefacenti, bulimia e del momento in cui il suo collega e amico Cole Sprouse lo ha colpito con un pugno in faccia.
La confessione è arrivata durante una puntata del podcast Wildmen, condotto da Brendan Columbus e Dylan Sprouse, fratello gemello di Cole. Un contesto particolare, considerando che Dylan era presente quella notte allo strip club quando suo fratello decise di usare le maniere forti con l’amico. Apa non ha usato mezzi termini nel descrivere quel periodo buio della sua vita. “Mi ha dato un pugno perché eravamo in uno strip club e, in quel periodo, facevo uso di molte droghe. Molti dei miei amici erano davvero preoccupati per me”, ha raccontato l’attore, spiegando che Cole aveva scoperto che aveva ricominciato a drogarsi dopo un periodo di apparente miglioramento.
La reazione di Cole Sprouse fu immediata e violenta. “Mi ha colpito dritto in faccia e io sono fuggito via“, ha ricordato Apa. Dylan Sprouse, testimone della scena, ha aggiunto un dettaglio che rende ancora più vivida quella notte: “Ricordo che sei scappato come uno struzzo. Io ero lì e ho visto tutto. Ricordo di aver guardato mio fratello e di aver pensato, cavolo, hai rischiato grosso”. Ma il momento più toccante del racconto è quando Apa ha rivelato cosa provò dopo quel pugno.
“Io stavo piangendo quando tu mi hai chiamato“, ha detto rivolgendosi a Dylan. “Quello è stato un pugno che mi ha svegliato. Mi ha dato la carica per capire che stavo sbagliando”. Un gesto estremo che, secondo l’attore, si è trasformato in una wake-up call, la spinta necessaria per prendere coscienza della gravità della sua situazione. Ma la dipendenza dalle droghe era solo una parte del problema. Durante la stessa intervista, Apa ha parlato anche del disturbo alimentare con cui conviveva nello stesso periodo, descrivendo un rapporto con il cibo completamente fuori controllo che lo aveva portato a sviluppare comportamenti bulimici.
“Sul set mangiavo ciambelle tutto il giorno. Poi tornavo nel mio trailer e vomitavo“, ha confessato senza filtri. Un’immagine che stride fortemente con quella del protagonista atletico e sempre in forma che il pubblico vedeva sullo schermo. La pressione di mantenere un certo aspetto fisico, combinata con le sue dipendenze, aveva creato un circolo vizioso devastante. L’attore ha raccontato un episodio particolarmente crudo avvenuto durante il periodo della quarantena, quando dovette rimanere isolato nel suo appartamento per due settimane.
“Cercavo di rimanere sobrio e di non fumare marijuana né usare altre sostanze. Avevo una fame incredibile, ma allo stesso tempo volevo perdere molto peso perché stavo per tornare al lavoro. Erano le due di notte. Ho ordinato McDonald’s e appena arrivato il cibo ho pensato: perché l’ho fatto? Ho urinato sul cibo avanzato e ho vomitato tutto quello che avevo mangiato. Venti minuti dopo sono uscito e ho iniziato a mangiare di nuovo quel cibo, cercando di evitare la parte su cui avevo urinato”. – KJ Apa
Un dettaglio scioccante che Apa stesso ha usato per spiegare quanto fosse grave la sua condizione. “Avrei potuto semplicemente ordinarne altro, ma in quel momento sentivo di averne bisogno subito“. Una testimonianza che mostra come i disturbi alimentari e le dipendenze non seguano logiche razionali, ma siano impulsi compulsivi che sovrastano ogni altra considerazione. Alla domanda da quanto tempo fosse sobrio, Apa ha risposto di esserlo da circa un anno e mezzo, aggiungendo una riflessione che rivela molto sulla sua lotta: “Qualsiasi cosa mi facesse stare bene finivo per abusarne, perfino il cibo”. Una personalità che tende alla dipendenza, indipendentemente dalla sostanza o dal comportamento.
In una precedente intervista rilasciata ad Andy Cohen su SiriusXM, l’attore aveva già accennato al fatto che la nascita di suo figlio era stata la motivazione decisiva per smettere definitivamente. “Mi sono reso conto che dovevo sistemare molte cose nella mia vita. L’ho fatto e ho capito che, per me, non esisteva un’altra strada“. La storia di KJ Apa è quella di tanti giovani attori che raggiungono il successo troppo presto, senza gli strumenti per gestire la pressione, la fama e le tentazioni che ne derivano. Riverdale è stata per sette anni una delle serie più popolari al mondo, con un fandom ossessivo che seguiva ogni mossa dei protagonisti. Dietro quel mondo apparentemente perfetto, però, si nascondeva una realtà fatta di dipendenze, disturbi mentali e sofferenza.
