Tra i protagonisti del biopic Michael di Antoine Fuqua c’è anche una della creature più amate dal Re del Pop: lo scimpanzé Bubbles. Ebbene, l’animale è stato ricreato in CGI, insieme al lama, alla giraffa e al pitone che popolavano la tenuta di famiglia a Encino, in California. Una decisione che ha scatenato curiosità e domande, ma che nasconde una motivazione etica precisa, di grande rispetto nei confronti del primate più fotografato degli anni Ottanta.
Bubbles è vivo e vegeto e pesa circa 77 chili. Ha 43 anni, un’età di tutto rispetto per uno scimpanzé, e si trova al Center for Great Apes, un santuario nella cittadina di Wauchula, in Florida, dal 2005. Lontano dai riflettori, dalle tournée mondiali e dalle camere da letto di Neverland Ranch, l’animale vive una serena routine quotidiana tra pisolini, attività ricreative e pasti a base di frutta, verdure e foglie verdi. Una delle sue grandi passioni? Gli zaini con il velcro che ama riempire di piccoli tesori.
È un tipo dolcissimo. La gente lo immagina ancora come quel cucciolo dal viso rosa che Michael portava in braccio, ma ora è un omone di 77 chili. Vive in un gruppo di cinque esemplari e stiamo introducendo alcuni giovani nel gruppo. Bubbles ha aiutato a crescere due cuccioli quando è arrivato qui” – Patti Ragan, direttrice fondatrice del santuario
Uno dei suoi compagni più stretti è Oopsy, uno scimpanzé di 52 anni che negli anni Settanta era una controfigura nella sitcom action Truck Driver. Due ex star del mondo dello spettacolo che hanno trovato pace lontano dalle telecamere, nella compagnia silenziosa dei loro simili. La storia di Bubbles comincia negli anni Ottanta, quando Michael Jackson lo salvò da un centro di ricerca in Texas. Era solo un cucciolo, e il cantante se ne innamorò immediatamente, tanto da portarlo con sé sempre in tour e nelle situazioni più incredibili per un animale, come il matrimonio del suo avvocato John Branca, dove ha partecipato con uno smoking su misura. Tra i momenti più memorabili vissuti con Michael Jackson ci fu il tè sorseggiato con lui durante una visita a funzionari governativi in Giappone nel 1987: immagini che fecero il giro del mondo, alimentando il mito di un’icona pop molto eccentrica.
Quando Jackson si trasferì a Neverland Ranch, Bubbles dormiva in una culla nella sua camera da letto. Ma con il passare del tempo, lo scimpanzé diventò più forte e aggressivo, tanto da rendere impossibile la convivenza domestica. A quel punto, fu affidato a un addestratore di animali per alcuni anni, fino all’approdo al Center for Great Apes. La Jackson Estate, l’entità legale che si occupa di amministrare i beni della popstar, continua a sostenere economicamente le cure di Bubbles, un gesto che evidenzia un legame profondissimo.
Secondo Patti Ragan, Michael stava addirittura organizzando una visita al santuario proprio nel periodo della sua morte, nel 2009, senza fare in tempo. La scelta di Lionsgate e del regista Antoine Fuqua di utilizzare la CGI per ricreare Bubbles nel film Michael non è stata dettata solo da ragioni pratiche. È stata il frutto di un dialogo costruttivo con PETA, la più nota organizzazione no-profit per i diritti degli animali, e di una consapevolezza che oggi non può più essere ignorata.
“Oggi sappiamo molto di più su ciò di cui scimpanzé e scimmie hanno bisogno per prosperare, inclusa la libertà e la compagnia dei loro simili, rendendo i set cinematografici e le case umane inaccettabili per il loro benessere. I PETA lodano la decisione di Lionsgate di non usare animali reali e chiedono al pubblico di non acquistare mai primati da allevatori né di tenerli come animali domestici“. – Lauren Thomasson, direttrice del dipartimento animali nel cinema e in televisione dei PETA
Bubbles, d’altronde, non è un animale che si presta volentieri all’obiettivo, forse stanco di essere sotto i riflettori. Sul sito del Center for Great Apes si legge che è fotogenico, ma anche molto timido davanti alle macchine fotografiche, a cui spesso gira le spalle. E dire che, secondo quanto riportato da alcuni organi d’informazione, tra cui il New York Times Magazine, nel 2015 sarebbe stato addirittura proposto a Hollywood un biopic incentrato proprio su Bubbles, basato su una sceneggiatura di Isaac Adamson. Segno di un interesse mai scemato per questa figura così particolare. Semmai un eventuale sequel di “Michael” dovesse vedere la luce, i produttori hanno già fatto sapere che potrebbe concentrarsi ancora di più sull’amore di Jackson per gli animali. Intanto, Bubbles si gode la sua vecchiaia con i suoi simili, giocando e riposando. Inconsapevole di essere stato testimone della vita di un personaggio che, nel bene e nel male, è stato sempre un Re.
