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Sabato 27 giugno 2026, Milano ha vissuto una delle edizioni più partecipate e simboliche del Pride della sua storia. Sotto un sole che sembrava non voler dare tregua, quasi 400mila persone hanno invaso le strade del capoluogo lombardo per celebrare i diritti della comunità LGBTQIA+ in occasione della 25esima edizione della manifestazione organizzata da Cig Arcigay Milano.

Tra i volti noti che hanno scelto di esserci, a sfilare pubblicamente per la causa, c’erano Elodie e la sua compagna Franceska Nuredini. Per la cantante romana, lanciata dal talent Amici e ormai affermata anche come attrice, l’impegno per i diritti civili non è mai stato un accessorio di facciata. È una costante che attraversa il suo percorso artistico e personale, e che negli ultimi mesi ha assunto una dimensione ancora più autentica da quando vive apertamente la relazione con Franceska.

Il Pride di quest’anno arrivava in un momento particolarmente delicato. Pochi giorni prima, a Camaiore, Mirko Moricone era stato ucciso insieme alla madre dal padre, un omicidio che aveva scosso l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sull’omotransfobia in Italia. Mirko aveva scelto di chiamarsi Michelangelo Andreoni e aveva denunciato pubblicamente sui social il rifiuto paterno, scrivendo: “Per mio padre meglio morto che gay“. Un grido che non aveva trovato ascolto in tempo.

Elly Schlein, segretaria del PD, presente al Pride insieme al sindaco di Milano Beppe Sala, ha colto l’occasione per ribadire un concetto doloroso ma necessario: “L’omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko. Qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Questo è il senso: cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia continua a fare vittime, perché l’odio e la discriminazione portano alla violenza, in tante forme“.

In questo contesto carico di significato, la presenza di Elodie e Franceska ha rappresentato una boccata d’aria di normalità e gioia. Le due donne si sono immerse nella folla senza filtri, visibilmente felici, scambiandosi baci, abbracci e sorrisi. Elodie ha condiviso sulle sue storie Instagram una breve clip del bacio con Franceska, un gesto semplice ma potente che ha fatto il giro dei social in poche ore.

L’outfit scelto dalla cantante era impossibile da non notare: un reggiseno gioiello tempestato di cristalli, gonna argentata con catena in vita e un pin arcobaleno sul petto. Un look che mescolava glamour e messaggio politico, perfetto per salire sul carro e trasformarsi da partecipante a performer.

Ed è esattamente quello che è successo. Sul carro, insieme a Franceska, Elodie ha intonato “Vamos a Bailar (Esta vida nueva)” di Paola e Chiara, trascinando la folla in un momento di pura euforia collettiva. La scena è stata ripresa da decine di telefoni tra i partecipanti, creando un effetto moltiplicatore sui social. La cantante sembrava l’unica a non accusare il caldo record che aveva costretto gli organizzatori a posticipare la partenza del corteo di un’ora e mezza, dalle 15.30 alle 17.

Ma non tutto è filato liscio. Come si vede da un video pubblicato su TikTok dall’account @_enrih_ e poi ripreso su X, a un certo punto Elodie e Franceska sono state letteralmente travolte dall’affetto del pubblico. Una folla oceanica ha reso difficoltoso il loro passaggio, costringendo due addetti dello staff del Pride, riconoscibili dai gilet gialli, a intervenire per gestire il flusso di persone e scortare le due donne in sicurezza.

Proprio in quel momento, qualcuno ha strattonato Elodie con forza, probabilmente per attirare la sua attenzione, chiedere un saluto o una foto. La cantante si è girata preoccupata, per poi riprendere a camminare serenamente. Il gesto, però, non è passato inosservato e ha scatenato reazioni indignate sui social: “Vi devono tagliare le mani, ma come vi viene in mente di tirare il braccio a una persona in questo modo“, ha scritto qualcuno.

Deve passare un guaio”, ha rincarato un altro utente, prendendo le difese dell’artista. L’episodio, per quanto spiacevole, non ha scalfito lo spirito della giornata. Il corteo si è snodato per circa tre chilometri, da via Vittor Pisani, davanti alla Stazione Centrale, fino all’Arco della Pace, accompagnato da musica, striscioni e una partecipazione che ha superato ogni aspettativa.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.