Se ti sei sentito personalmente coinvolto dall’annuncio del fidanzamento tra Taylor Swift e Travis Kelce, se hai seguito con partecipazione la rottura di Lily Allen raccontata nel suo ultimo album West End Girl, o se hai iniziato a considerare ChatGPT come un confidente digitale, il Cambridge Dictionary ha una parola per te: parasocial. Ed è la parola dell’anno per il 2025. Il termine fu coniato nel 1956 dai sociologi Donald Horton e Richard Wohl dell’Università di Chicago, che osservarono come gli spettatori televisivi sviluppassero relazioni para-sociali con le personalità che vedevano sullo schermo. Connessioni che rispecchiavano quelle con amici e familiari, con una differenza fondamentale: erano completamente unilaterali.

Come riportato dal Guardian, Colin McIntosh, lessicografo del Cambridge Dictionary, spiega che “ciò che un tempo era un termine accademico specialistico è diventato mainstream“. La parola cattura lo zeitgeist del 2025, dice, dimostrando come il linguaggio si evolva insieme alla società. E i dati lo confermano perché il sito web del dizionario ha registrato picchi significativi nelle ricerche del termine parasocial nel corso dell’anno. Ma cosa significa esattamente essere in una relazione parasociale? Il Cambridge Dictionary la definisce come “una connessione che qualcuno sente tra se stesso e una persona famosa che non conosce“. È quel senso di intimità che provi verso un influencer che segui quotidianamente, la convinzione di conoscere davvero una celebrità basandosi sui suoi post social, l’interpretazione ossessiva dei testi delle canzoni come se fossero messaggi personali.

Taylor Swift in The Life of a Showgirl
Taylor Swift in The Life of a Showgirl, fonte: Spotify

Nell’era digitale, le opportunità per sviluppare questo tipo di relazioni asimmetriche si sono moltiplicate esponenzialmente. I social media hanno abbattuto le barriere apparenti tra fan e idoli, creando l’illusione di un rapporto diretto. Taylor Swift condivide momenti della sua vita con 300 milioni di follower, e ognuno di loro può sentirsi parte della sua cerchia intima. Quando ha annunciato il fidanzamento con Kelce, milioni di persone hanno provato emozioni autentiche per una coppia che la stragrande maggioranza non aveva mai incontrato. Simone Schnall, professoressa di psicologia sociale sperimentale all’Università di Cambridge, avverte che “siamo entrati in un’era in cui molte persone formano relazioni parasociali malsane e intense con gli influencer“. Questo porta a un senso illusorio di conoscenza e fiducia verso persone che, in realtà, non conosciamo affatto. E le conseguenze possono sfociare in forme estreme di lealtà o, al contrario, di delusione devastante.

Il fenomeno si è amplificato con il crollo della fiducia nei media tradizionali. Le persone si rivolgono sempre più agli influencer come fonti di informazione e guida, sviluppando con loro legami emotivi che sfuggono al controllo razionale. È più facile fidarsi di un volto familiare che parla direttamente alla tua fotocamera, che di un’istituzione percepita come distante e impersonale. Ma la dimensione più inquietante delle relazioni parasociali nel 2025 riguarda l’intelligenza artificiale. I chatbot come ChatGPT stanno diventando confidenti, amici virtuali, persino partner romantici per un numero crescente di utenti. Schnall sottolinea che “le tendenze parasociali assumono una nuova dimensione quando molte persone trattano gli strumenti di AI come ‘amici’, che offrono affermazioni positive o fungono da sostituti della terapia“.

Una bambina usa troppo lo smartphone a causa dei chatbot
Una bambina usa troppo lo smartphone a causa dei chatbot

I giovani sono particolarmente vulnerabili all’illusione di una relazione offerta dai chatbot e la cosa può assumere toni tragici. A differenza delle celebrità, l’AI può rispondere, adattarsi, sembrare presente. Ma rimane un’interazione fondamentalmente vuota, programmata per simulare empatia senza provarla realmente. L’uso del termine parasocial è esploso proprio quest’anno, mentre crescono le preoccupazioni per le connessioni che le persone stanno sviluppando con le intelligenze artificiali. McIntosh osserva che “il linguaggio intorno ai fenomeni parasociali si sta evolvendo rapidamente, mentre tecnologia, società e cultura cambiano e mutano: dalle celebrità ai chatbot, le tendenze parasociali affascinano chi è interessato allo sviluppo del linguaggio”.

Schnall conclude che le relazioni parasociali hanno “ridefinito il fandom, la celebrità e, con l’AI, il modo in cui le persone comuni interagiscono online“. Capire questo fenomeno, dargli un nome, è il primo passo per navigarlo consapevolmente in un’era in cui il confine tra reale e virtuale, tra connessione autentica e illusoria, è sempre più sfumato.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it