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Quella di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl, ancor prima di essere la storia di un survival ambientato in Ucraina, è una storia di sopravvivenza e profonda umanità. Con la sua uscita su PlayStation 5, infatti, il seguito dell’amatissima trilogia ha finalmente trovato una sua maturità e risolto gran parte dei problemi che ne avevano afflitto il day one. 

Tuttavia, oltre ad essere un survival piuttosto ostico e dal forte impatto visivo ed emotivo, S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl ha vissuto un “dietro le quinte” piuttosto complesso e che merita di essere raccontato al fine di comprendere appieno la passione e il talento che i ragazzi di GSC Game World hanno saputo mettere su quest’opera.

Uno sviluppo travagliato

Una notte in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl
Una notte in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl – GSC Game World

S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl viene annunciato ufficialmente nel 2018, creando una forte hype già dal primo trailer. Nel primo periodo, gli sviluppatori portano a termine svariate spedizioni all’interno della Zona, storico scenario in cui è avvenuto il disastro nucleare di Chernobyl, al fine di ottenere quante più immagini ed emozioni possibili da quel luogo abbandonato e in gran parte ancora radioattivo. Il risultato è brillante e viene mostrato già nel primissimo trailer, presentato all’Xbox Showcase del 2020, che si apre con l’immagine della celebre ruota panoramica. 

La ricerca dietro questo titolo è maniacale in ogni aspetto della sua atmosfera, compresi i rumori del metallo arrugginito che scricchiola sospinto dal vento. L’uscita del gioco non viene annunciata in questo primo video, ma sarà svelata l’anno successivo al medesimo evento. L’arrivo di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl è previsto per aprile del 2022. Tuttavia, il mondo intorno a GSC Game World stava per cambiare radicalmente. A febbraio di quell’anno, infatti, quando ormai mancano solo due mesi al tanto atteso lancio di un titolo a cui hanno lavorato per quasi cinque anni, gli sviluppatori si trovano coinvolti nello scoppio della guerra con la Russia.

La guerra

Una fase di combattimento in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl
Una fase di combattimento in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl – GSC Game World

Su YouTube, è presente un documentario dalla durata di circa un’ora e mezza nel quale i ragazzi di GSC Game World narrano tutto il percorso dello sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl. Questo comprende anche tutti i momenti successivi allo scoppio della guerra ma, soprattutto, quelli immediatamente precedenti. In molti, infatti, sanno che lo studio ha dovuto spostare la sua base da Kiev a Budapest, dove il processo di sviluppo del gioco è stato concluso. Visto dall’esterno, il percorso intrapreso dagli autori sembra piuttosto lineare e si può riassumere in: “è scoppiata la guerra, andiamo via dall’Ucraina e concludiamo il gioco”. 

È solo ascoltando le testimonianze dei diretti interessati che ci rendiamo conto di quanto questa scelta sia stata sofferta e di quanto coraggio sia servito per prenderla. Basti pensare che già qualche settimana prima dell’inizio dei bombardamenti, sotto la sede di GSC Game World, sono stati posteggiati alcuni autobus, con un autista a bordo h24, pronto ad agire in caso di necessità. Questi mezzi sono stati utilizzati pochi giorni prima che le bombe iniziassero a precipitare sulla capitale ucraina e hanno portato in salvo buona parte del team.

Anche qui, però, il rischio di banalizzare il tutto è abbastanza alto. Immaginate di svegliarvi in piena notte, una sirena urla incessantemente per tutta la città. Aprite gli occhi e la prima cosa che vedete è una bomba che rade al suolo l’edificio di fronte al vostro. Avete un bambino, è nato a dicembre, quindi ha solo un paio di mesi. Inizia a urlare e piangere. In pochissimo tempo, vi trovate a raccattare tutto quello che potete e portate vostro figlio nello scantinato, dove tutti i vostri vicini di casa si stanno già rifugiando e dove passerete le prossime ore al freddo, senza elettricità e senza sapere se riuscirete a vedere l’alba ancora una volta.

È solo una delle storie drammatiche che sono riportate nel documentario sopra citato, ma ci aiuta a farci un’idea di cosa abbiano passato delle persone che fino al giorno prima vivevano una vita serena, in una grande capitale europea. A questo punto, viene naturale pensare che lo sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl sia passato in secondo, se non in terzo piano.

Tra tutti i dipendenti di GSC Game World, alcuni hanno deciso di non prendere quegli autobus il giorno prima, chi per paura di lasciare i propri cari e chi perché non credeva che ci sarebbe davvero stata una guerra. Alcuni di loro hanno provato a fuggire dopo l’inizio del bombardamento, altri hanno deciso di lottare per difendere la propria patria. Non si tratta più di produrre un gioco nel quale bisogna sopravvivere all’interno di una zona di guerra, adesso il conflitto è reale e qualcuno dovrà fare qualcosa per fermarlo. Nelle prime settimane, se non mesi, nessuno degli artisti ha alcuna voglia di continuare a lavorare su S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl, il pensiero è uno solo ed è quello di assicurarsi che i propri cari stiano bene.

Fine dello sviluppo

Interno di un edificio in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl
Interno di un edificio in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl – GSC Game World

Solo dopo che la parte più violenta del conflitto si è conclusa, in GSC Game World riprendono i lavori per completare S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl. Dapprima, gli sviluppatori fuggiti da Kiev si sono spostati in una cittadina al confine più vicino con i paesi della NATO, nella speranza che i russi non bombardassero nelle vicinanze di queste nazioni. Alcuni hanno continuato a disegnare i propri bozzetti su fogli di carta, ancora a Kiev, all’interno di rifugi improvvisati.

Quando finalmente sono riusciti a raggiungere Budapest, gli autori hanno trovato un edificio nel quale creare la nuova sede di GSC Game World e nel quale concludere lo sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl. Tuttavia, anche in questo caso, non è stato un processo semplice. A Budapest, infatti, gli artisti non dispongono di uno studio di Motion Capture e gli attori inizialmente selezionati per interpretare i personaggi sono tutti da sostituire. Alcuni non sono più raggiungibili, altri non possono recarsi a Budapest e altri ancora si sono arruolati e combattono per la salvezza dell’Ucraina.

Nell’ultima fase, dunque, è stato necessario sostituire l’intero cast del gioco e ricreare tutte le animazioni che ormai erano diventate inutilizzabili. Dopo un periodo così stressante a livello psicologico, molti avrebbero rinunciato alla realizzazione di quell’opera sulla quale centinaia di persone avevano dedicato cinque anni del proprio tempo. Tuttavia, GSC Game World è riuscita a completare il lavoro nonostante le enormi difficoltà e portare alla luce un piccolo miracolo che si chiama S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl.

Conclusioni

Falò in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl
Falò in S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl – GSC Game World

S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl è un gioco decisamente imperfetto che, tuttavia, ha saputo trovare una versione piuttosto stabile nella sua recente uscita su PlayStation 5. Molti dei bug riscontrati nella prima release del novembre 2024 sono stati ormai risolti, anche se permane qualche criticità legata al movimento di alcuni nemici e ad altre componenti tecniche non ottimali. Rimane, seppur con notevoli differenze rispetto alla trilogia, un’esperienza piuttosto impegnativa, nella quale dovremo abituarci a morire parecchio prima di poter sopravvivere alla zona.

Tuttavia, il titolo di GSC Game World è uno di quei casi per i quali non è possibile attuare una critica vera e propria. Non possiamo dimenticarci che le guerre, spesso, nascono dall’arroganza di poche persone influenti che cercano di arricchirsi ancora di più e, nella maggior parte dei casi, ne fanno le spese persone comuni, con sogni semplici come quello di raccontare una storia attraverso un videogioco.

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Laureato in Cinema e Media, giocatore dalla nascita e appassionato di qualsiasi cosa racconti una storia coinvolgente. Ha iniziato a scrivere di videogiochi nel 2021, collaborando con diversi siti come Tom's Hardware. Nel 2025 arriva sulle pagine virtuali di Screenworld, per continuare a condividere la sua passione con chiunque voglia dedicare del tempo nella lettura dei suoi contenuti.