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Come si valuta un videogioco quando il criterio non è semplicemente stabilire quanto sia “divertente”? Serve inevitabilmente una giuria multidisciplinare. Il comitato previsto per Nuovi Orizzonti Interattivi mette insieme competenze provenienti dalla ricerca, dalla promozione culturale, dall’industria e dall’inclusione.

Fra i nomi indicati nel progetto figurano Carlo Pastore, International Ambassador del GAMM; Marie-Claire Isaaman, CEO di Women in Games International; Gemma Johnson Brown, legata al programma Ambassador di Women in Games e all’industria videoludica; Marco Accordi Rickards, docente universitario e direttore del museo delle opere interattive; e Raoul Carbone, impegnato da oltre vent’anni nella produzione e nella promozione culturale del medium.

La composizione racconta bene la filosofia del premio. Un’opera può infatti essere innovativa sotto il profilo estetico ma poco accessibile. Può affrontare un tema importante senza riuscire a trasformarlo realmente in interazione. Oppure può introdurre una soluzione di game design capace di modificare profondamente la relazione con il pubblico. Per valutarla servono quindi prospettive diverse. Nuovi Orizzonti Interattivi nasce proprio dall’idea che il valore contemporaneo di un videogioco non possa essere ridotto a una sola dimensione.

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