Cosa significa digitalizzare un museo dedicato ai videogiochi? La risposta più immediata sarebbe mettere online un catalogo. GAMM DIGITAL PLATFORM parte invece da un presupposto differente: il digitale deve diventare parte integrante dell’esperienza culturale.
Il progetto sviluppato da KABUTO punta infatti a collegare catalogo, Cineteca Digitale, applicazione, totem, schermi e programmazione audiovisiva all’interno di uno stesso ambiente tecnologico e curatoriale. È una distinzione importante. Un archivio tradizionale conserva; una piattaforma culturale deve anche raccontare, contestualizzare e creare relazioni tra le opere.
Il GAMM utilizza quindi le tecnologie digitali come strumento di mediazione tra il visitatore e la storia del videogioco. Console, software, immagini, documenti e testimonianze possono essere inseriti in percorsi narrativi capaci di mostrare come il medium sia cambiato dal punto di vista tecnologico, artistico e sociale.
La prospettiva è quella di un museo phygital, nel quale ambiente fisico e contenuti digitali non rappresentano due esperienze separate. Il visitatore attraversa uno spazio reale, ma incontra continuamente livelli digitali di approfondimento. Una trasformazione particolarmente coerente con il videogioco, medium che da sempre nasce dall’incontro tra hardware, software, immagine, suono e interazione.
