Una ricerca culturale è utile soltanto se i suoi risultati possono circolare. OFFICINA TRANSMEDIALE nasce con questa idea e dedica una parte rilevante del progetto alla produzione di contenuti analitici e strumenti divulgativi. Report, articoli, dossier, white paper, infografiche e materiali destinati ai social fanno parte dell’impianto previsto fin dall’origine. La scelta è significativa.
Lo studio del videogioco non viene concepito come un’attività chiusa esclusivamente nel mondo accademico, ma come una forma di conoscenza utilizzabile da operatori culturali, professionisti, studenti e imprese creative. Gli studi dei casi svolgono una funzione particolarmente efficace perché permettono di partire da opere concrete. Non si parla genericamente di “transmedialità”: si osserva come funziona in A Quiet Place.
Non si discute astrattamente di memoria culturale: si guarda a Final Fantasy VII Rebirth o Astro Bot. Non si affronta il patrimonio territoriale in termini teorici: si analizzano Enotria o Mafia: The Old Country. La teoria diventa così una lente. Ed è forse questo uno dei risultati metodologici più interessanti del progetto: costruire strumenti che permettano di tornare alle opere e guardarle meglio.
