Sostenibilità è una parola facile da utilizzare e molto più difficile da trasformare in game design. È proprio questa la sfida del Premio Ecologia Interattiva. Il riconoscimento non cerca semplicemente videogiochi nei quali compaiano foreste, animali o catastrofi climatiche. Il punto è capire se l’interazione possa contribuire a sviluppare una diversa percezione del rapporto fra persone e ambiente.
La distinzione è importante. Un film può mostrare le conseguenze di una scelta. Un videogioco può chiedere al pubblico di compierla. La sostenibilità può quindi passare dal livello tematico a quello sistemico: gestione delle risorse, equilibrio degli ecosistemi, trasformazione del territorio e conseguenze delle azioni diventano parte dell’esperienza. Il progetto lega esplicitamente Ecologia Interattiva alla promozione di comportamenti virtuosi e a una cultura più consapevole della sostenibilità.
Ma l’attenzione ambientale riguarda anche l’organizzazione stessa della manifestazione, che prevede comunicazione prevalentemente digitale, raccolta differenziata, riduzione della plastica monouso, illuminazione a basso consumo e attenzione ai fornitori locali. Il messaggio è coerente: parlare di sostenibilità attraverso il videogioco ha senso soprattutto quando il principio viene trasformato in pratica.
