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Il percorso di OFFICINA TRANSMEDIALE passa anche dal GAMM Game Museum di Roma, individuato dal progetto come uno dei punti di incontro tra pubblico, ricerca e industria culturale. Il museo rappresenta un contesto particolarmente adatto a una ricerca di questo tipo. Qui il videogioco può essere osservato non soltanto nel presente, ma all’interno di una storia del medium fatta di hardware, linguaggi, autori, trasformazioni industriali e rapporto con il pubblico.

Gli incontri organizzati nell’ambito del progetto portano fuori dai documenti di ricerca alcune delle domande centrali di OFFICINA TRANSMEDIALE: quando possiamo parlare davvero di transmedialità? Che differenza esiste fra adattare un film e trasformare il suo linguaggio in un sistema interattivo? E soprattutto: in che modo cambia il ruolo del pubblico? Il progetto prevede infatti workshop specialistici e almeno due seminari divulgativi, con possibilità di fruizione anche a distanza, per aprire la riflessione a studenti, professionisti e pubblico.

È significativo che questo dibattito avvenga in un museo. Una parte importante della sfida culturale del videogioco passa proprio dalla capacità di costruire strumenti di mediazione: conservare le opere, contestualizzarle e spiegarne i linguaggi. Non significa trasformare ogni videogioco in un oggetto museale. Significa riconoscere che l’interattività è ormai uno dei linguaggi attraverso i quali la cultura contemporanea produce immagini, storie e memoria.

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