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Forse il punto non è avere più premi. È avere categorie migliori. La prima edizione di Nuovi Orizzonti Interattivi lascia aperta una domanda interessante per l’intero settore. Se il videogioco è ormai una forma culturale matura, ha ancora senso valutarlo quasi esclusivamente attraverso categorie nate dalla sua dimensione industriale? Grafica, tecnologia, genere e successo commerciale continueranno naturalmente a essere importanti. Ma non raccontano tutto.

Accessibilità, capacità di costruire comunità, innovazione linguistica, rapporto con il patrimonio, valore pedagogico e sostenibilità stanno diventando dimensioni altrettanto significative. Il progetto di Sorriso in Viaggio E.T.S. ha scelto tre di queste direzioni e le ha trasformate in premi. Non pretende di costruire una tassonomia definitiva. Al contrario, il nome stesso della manifestazione suggerisce qualcosa di aperto: orizzonti.

Territori che iniziamo appena a osservare e che potrebbero produrre in futuro nuove forme artistiche, nuove professionalità e nuovi modi di intendere il rapporto fra videogioco e società. Forse è questo il risultato culturale più importante della manifestazione. Non dirci quali opere siano migliori. Ma suggerire nuovi criteri con cui guardarle.

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