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Uno dei temi più interessanti emersi nel lavoro di OFFICINA TRANSMEDIALE riguarda il rapporto fra videogioco e identità culturale italiana. Due produzioni offrono prospettive molto diverse ma complementari: Enotria: The Last Song e Bye Sweet Carole. Nel primo caso l’Italia non viene utilizzata semplicemente come scenario. Commedia dell’Arte, maschere e immaginario mediterraneo diventano direttamente parte del sistema narrativo e ludico. L’identità culturale viene quindi tradotta in azione.

Bye Sweet Carole percorre una strada differente. Il progetto di Chris Darril mette in relazione animazione disegnata a mano, tradizione cinematografica e survival horror, costruendo un’identità visiva fortemente riconoscibile. OFFICINA TRANSMEDIALE lo individua come uno dei casi particolarmente significativi della produzione italiana del 2025. La questione va oltre la semplice rappresentazione geografica.

Per un’industria nazionale relativamente piccola rispetto ai grandi mercati internazionali, la specificità culturale può diventare una leva competitiva. Non necessariamente attraverso produzioni gigantesche, ma attraverso identità artistiche riconoscibili. È uno dei punti sui quali il progetto invita a riflettere: l’internazionalizzazione non richiede necessariamente la cancellazione dell’identità locale. A volte può funzionare esattamente al contrario.

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