Warhammer 40.000 ha un grande vantaggio: nel corso degli anni è diventato una delle ambientazioni più crossmediali del mondo ludico. A partire dalla sua anima wargamer, proseguendo con la letteratura, fino ad approdare su lidi videoludici e giocoruolistici. Non è un mistero che una delle prime domande di un neofita sia proprio: ma con cosa comincio?
In questo articolo proverò a fare un’analisi generale, che verrà approfondita nel corso dei prossimi articoli.
La mia esperienza

Non farò il conto esatto di quanti anni sono passati da quando per la prima volta incontrai il 41esimo millennio. Dirò solo che avevo sedici anni la prima volta che le nostre rette fino ad allora parallele, si sono incontrate. Non era una realtà del tutto estranea perché in casa i miei fratelli giocavano e spesso ero incappata nei pomeriggi in cui si chiudevano all’ultimo piano di casa di nonna, con i loro amici, attorno a quei tavoli enormi pieni di scenari ed eserciti. Tavoli che avevano sempre esercitato un certo fascino ai miei occhi.
Dopo essere stata introdotta pochi anni prima al mondo dei giochi di ruolo (ndr: con Girsa ) fu quasi un passaggio obbligato che un giorno mi venisse chiesto: “Ti va di fare una partita a Warhammer?”
Non potevo immaginare che rispondere di si avrebbe aperto una voragine nel Warp che anni dopo mi avrebbe permesso di essere qui a scrivere di questo, mentre alle mie spalle una pila indicibile di scatole di miniature reclama attenzioni.
L’incipit della mia relazione con Warhammer 40k racconta di una partita tra Guardia Imperiale ed Eldar, che diede inizio ad una grande storia d’amore. Due anni dopo per i diciotto anni avrei ricevuto in regalo mille punti Necron e da lì non avrei mai più abbandonato questo universo. Anzi, mi ci sarei addentrata ancora di più.
La Black Library

Se per molti il Wargame è stato l’inizio, per altri lo sono stati i libri che hanno cercato di dare forma ad un immaginario immenso fatto di archetipi e citazioni. La Black Library in questo ha forgiato generazioni di lettori che hanno approfondito aspetti fino ad allora a malapena citati nei Codex della propria fazione. Così, pilastri narrativi appena sfiorati hanno preso concretezza. Abbiamo potuto fare la conoscenza dei grandi protagonisti del 41esimo millennio.
L’Imperatore, i Primarchi, l’Eresia di Horus, gli Space Marine ma anche gli eroi della Guardia Imperiale. Con loro abbiamo sofferto, abbiamo provato paura, coraggio. Ci siamo affezionati nonostante sapessimo che nel tetro futuro esiste solo guerra e quasi mai speranza. Pagine di storia che accrescono un universo vastissimo in cui ognuno di noi può trovare il proprio spazio. Storie di guerra, di uomini, ma anche racconti dedicati alle razze Xeno più iconiche. Spaccati di vite che ci addentrano ancora di più nell’immensa lore di Warhammer.
Videogiochi: da Space Crusade a Space Marine

Accanto al Wargame, che nella sua prima forma aveva il nome di Rogue Trader, si mossero di pari passo anche versioni semplificate, adattate ad essere più giochi da tavolo. Nel 1989 Space Hulk aveva fatto la sua comparsa nelle librerie ludiche di qualunque appassionato, seguito l’anno dopo da StarQuest che passerà alla storia come la versione sci-fi di HeroQuest, in cui un giocatore interpretava gli “Alieni” e gestiva le parti del gioco come avrebbe fatto il Game Master di un classico GdR, mentre gli altri erano gli Space Marine che dovevano completare le varie missioni. Forti del successo di queste versioni da tavolo, negli stessi anni arrivarono a conquistare il mondo dei videogiochi.
Space Crusade fu il primo gioco a tema Warhammer 40k, della Gremlin Graphics e prendeva a piene mani da StarQuest. La rivoluzione fu però Space Hulk omonimo del gioco da tavolo, sviluppato niente di meno che da Electronic Arts. Uno strategico in tempo reale, famoso per la sua complessità ma anche per le atmosfere. Da allora i videogiochi di Warhammer fecero proprio il media fino ad arrivare a capolavori del genere come lo strategico in tempo reale Dawn of War, l’rpg Rogue Trader, lo sparatutto in terza persona Space Marine. Il secondo capitolo della serie con protagonista l’Ultramarines Titus, ha ulteriormente alzato l’asticella avvicinando al mondo del 41esimo millennio tantissimi neofiti che non avevano giocato a nulla prima (spesso neanche al primo capitolo).
E non è un male cominciare proprio dai videogiochi. Essi danno uno spaccato autentico di ciò che significa il setting di Warhammer, permettendo di vivere attraverso lo schermo cose che per mancanza di tempo o di passione, non si possono vivere attorno al tavolo.
Interpretare i protagonisti del tetro futuro

È un dato di fatto che uno dei grandi meriti dei giochi di ruolo è la sensazione di diventare protagonisti della storia che si sta raccontando. E non di meno sono i gdr di Warhammer. Dark Heresy, Rogue Trader, Imperium Maledictum, Wrath & Glory. Sono solo alcuni dei titoli che negli ultimi anni hanno plasmato l’universo del 40k e regalato tantissime avventure ai giocatori.
La possibilità di non essere solo spettatori degli eventi ma di poter plasmare davvero il mondo di gioco con la propria presenza è un’esperienza dinamica in grado di regalare emozioni e ricordi indelebili. Ogni titolo vi permetterà di immergervi nel 41esimo millennio, respirando le atmosfere cupe di una galassia perennemente in guerra e con la vostra vita costantemente in pericolo.
Che siate più tipi da sessioni investigative o cerchiate l’azione a qualunque costo, potrete trovare il gioco di ruolo che più vi soddisfa nel vasto catalogo di quelli tematici del 40k.
Modellismo is the way

Menzione speciale per quello che è l’hobby per eccellenza che lega la sua arte a Warhammer. Il modellismo è stato la porta d’accesso per molti appassionati, alcuni dei quali si sono poi inoltrati nei meandri delle molteplici forme del setting mentre altri si sono fermati allo step di comprare scatole su scatole di miniature che poi, forse, un giorno, verranno montate e dipinte.
C’è qualcosa di poetico nella possibilità di ritagliarsi quel momento per sé in cui si chiude il mondo fuori e non c’è nessun altro se non tu, quel piccolo oggetto di plastica e tutto il kit necessario per farlo cessare di essere un “grigio”.
Anche se pensate di non essere in grado, anche se non vi sentite precisi o poco artistici, concedetevi di provare. Potreste scoprire un mondo fatto di miniature e pennelli, che vi catturerà.
Sei tu il primo passo
Warhammer tocca talmente tante realtà ludiche e non, che la vera risposta alla domanda è: scegli quello che più ti piace. Amare una delle sue forme rispetto ad altre non fa di te meno fan.
Puoi essere appassionato della storia ma non riuscire a provare piacere nella strategia del Wargame, così come puoi adorare chiuderti in casa a dipingere ma non riuscire proprio ad apprezzare i videogiochi. Non c’è un modo giusto o sbagliato di approcciarsi a Warhammer.
Sei tu, con quello che ami, la tua passione e la tua voglia di scoprire a dettare “le regole”.
Sei tu il primo passo.
L’unica cosa certa è che non ti pentirai di averlo fatto.



