Se non la sto guardando, la luna continua a splendere in cielo? E se mi volto dall’altra parte, quelli che amo sono ancora con me? Sono queste due domande esistenziali che ci introducono a Cassette Boy, interessante esperimento di Wonderland Kazakiri Inc distribuito da Pocketpair Publishing. Il gioco ci mette davanti una realtà che può essere messa in discussione sotto ogni aspetto e ci lascia il piacere di scoprire come fare per manipolarla.
La prima delle due domande, infatti, è fortemente collegata alla meccanica quantistica ed è da attribuirsi proprio a uno dei padri della fisica, ovvero Albert Einstein. Cassette Boy, tuttavia, prende questa frase e la sviluppa nella principale linea narrativa di questo interessante titolo indie. Non mancano dei collegamenti con diverse correnti filosofiche di stampo scettico e tantissimi spunti di riflessione.
Una realtà malleabile

Proprio a causa di una distrazione del nostro personaggio, che ha smesso di guardarla, la luna è sparita. Così, la nostra avventura in Cassette Boy può avere inizio. Essa, come scopriremo presto, si è frammentata in svariati pezzi che, come un desiderio troppo grande per essere gestito in sicurezza, stanno facendo letteralmente impazzire chiunque entri in contatto con uno di essi. Per evitare che il caos piombi sul piccolo villaggio nel quale il nostro protagonista vive, ci imbarchiamo in una ricerca disperata di questi frammenti di luna armati di una piccola spada e un paio di cuffie.
Così come accade per la luna, anche il resto della realtà smette di esistere quando non la guardiamo. È così che Cassette Boy ci trascina in un universo narrativo intrigante, nel quale possiamo percorrere diverse strade che ci saranno più o meno celate, se non le guardiamo nella giusta prospettiva. È proprio questo, infatti, l’elemento più intrigante di questo indie, ovvero il fatto che ruotando la visuale con i tasti R1 ed L1 del nostro pad possiamo scoprire un passaggio che ci era totalmente ignoto pochi istanti prima, delle monete nascoste dietro una parete o, addirittura, fare scomparire un nemico che ci blocca la strada.
Tra labirinti e rompicapi più o meno ostici, continueremo a scoprire nuovi modi per alterare la realtà e piegarla in nostro favore. Che si tratti di far scomparire la barriera elettrica che protegge un boss, piuttosto che rivelate un muro debole alle esplosioni o un passaggio subacqueo, Cassette Boy nasconde una gran varietà di modi per costringerci a utilizzare il cervello e mettere in dubbio ogni cosa che ci troviamo davanti.
Scetticismo

Per molto tempo, filosofi di ogni corrente hanno tentato di dare una definizione a ciò che è reale e a come è regolato il funzionamento di tutto ciò che ci circonda. Dai pensieri più pragmatici come quelli di Talete, secondo il quale l’unico principio fondante della realtà è l’elemento dell’acqua, si è giunti a teorie molto più elaborate che hanno finito per mettere in discussione l’intero concetto di realtà.
Quello che più si può collegare a Cassette Boy, a nostro avviso, è il concetto di Solipsismo, ovvero la credenza che tutto ciò che è al di fuori della nostra mente non sia reale. L’unica cosa di cui possiamo essere certi è che noi esistiamo e che la nostra mente esiste e pensa. Tutto ciò che ci troviamo davanti nel quotidiano, però, non è altro che una creazione proprio della nostra mente. Pertanto, se riportiamo questo pensiero a Cassette Boy, risulta evidente che piegare alla nostra volontà ciò che vediamo non è così assurdo.
Se tutto ciò che ci troviamo davanti è una proiezione della nostra mente, infatti, nel momento in cui non lo osserviamo smette di esistere. Pertanto, quando nascondiamo un nemico dietro una parete che lo copre interamente, esso smette di essere vivo e cessa, dunque, di esserci d’intralcio. È una sorta di variante estrema del Cogito Ergo Sum cartesiano. Anche in quel caso, infatti, possiamo essere certi solo del fatto che noi esistiamo e pensiamo e possiamo trovare un senso al reale soltanto dubitando di ogni cosa che è possibile mettere in discussione.
Cassette Boy, con il suo gameplay ci mette, dunque, nei panni di un filosofo scettico, che deve fare costante esperienza di una realtà che è mutevole e, pertanto, si può mettere in discussione in qualsiasi istante. Non mancano, inoltre, personaggi consapevoli di questa loro natura effimera che ci diranno apertamente di esistere soltanto perché li stiamo osservando in quel preciso istante.
Realtà empirica

In Cassette Boy, dunque, non esiste un mondo unico e reale, ce ne sono molti e mutevoli. L’esperimento di Wonderland Kazakiri Inc si rivela piuttosto riuscito, nonostante alcuni difetti che ne minano lievemente la giocabilità. Proprio per questa sua natura astratta e mutevole, infatti, non sempre è facile capire quale percorso seguire per progredire nella storia e si rischia di finire in un backtracking estenuante per l’intera mappa di gioco che può diventare frustrante. Inoltre, i comandi sono ancorati sul classico sistema dei titoli con visuale isometrica, fermandosi alle quattro direzioni classiche che risultano limitanti soprattutto negli scontri a distanza con i nemici.
A parte questo, però, Cassette Boy si rivela un titolo assolutamente godibile che ci spinge a riflettere non solo sulle tematiche filosofiche, ma anche su questioni pratiche come la risoluzione dei vari percorsi che dovremo portare a termine se vogliamo andare avanti nella nostra avventura. Allo stesso modo, i vari ambienti di gioco sono ben curati e anche le boss fight risultano interessanti, senza mai diventare frustranti.



