Jonathan Kashanian rompe il silenzio sul caso che vede Alfonso Signorini indagato dalla Procura di Milano per estorsione e molestie sessuali, a seguito della denuncia presentata da Antonio Medugno. L’ex vincitore della quinta edizione del Grande Fratello sceglie di esporsi in prima persona, intervenendo in un clima dominato da polemiche, accuse incrociate e processi mediatici. Pur precisando di non avere un rapporto di amicizia con il conduttore, Kashanian prende una posizione netta contro l’immagine pubblica che si è costruita attorno a Signorini. Per lui, il problema centrale non è solo giudiziario, ma riguarda il modo in cui una persona viene raccontata e giudicata prima ancora che la giustizia faccia il suo corso.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Kashanian descrive quella che considera una dinamica tipica del mondo dello spettacolo: la creazione di un “capro espiatorio” utile a catalizzare l’attenzione, alimentare il clamore e generare ritorni mediatici. Secondo il suo punto di vista, Alfonso Signorini sarebbe stato utilizzato in questo meccanismo, anche a causa delle accuse e delle narrazioni rilanciate da Fabrizio Corona. Kashanian sottolinea uno squilibrio che lo colpisce profondamente: mentre Corona continua a ottenere visibilità e successo con i suoi contenuti, l’immagine pubblica di Signorini risulta gravemente compromessa, indipendentemente dall’esito delle indagini. È per questo che rifiuta con forza l’idea che il conduttore venga presentato come un “mostro” o come un colpevole già condannato.

L’ex gieffino amplia poi il discorso, spostandolo su un piano più generale e scomodo: la responsabilità individuale. Kashanian contesta la narrazione che dipinge il mondo dello spettacolo come un sistema in cui esistono solo vittime passive e carnefici onnipotenti. Si chiede apertamente se sia davvero credibile pensare che non esistano persone disposte a sfruttare la propria avvenenza, le relazioni o le occasioni offerte per fare carriera. Porta come esempio i social network e i messaggi privati, che descrive come pieni di proposte ambigue e dinamiche tutt’altro che innocenti. Con queste parole, mette in discussione una lettura semplicistica che elimina ogni zona grigia e ogni responsabilità personale, invitando a guardare il fenomeno con maggiore complessità.
Un passaggio centrale del suo intervento riguarda il Grande Fratello, programma oggi al centro di nuove polemiche. Kashanian torna alla sua esperienza diretta, ricordando di essere entrato nel reality a soli 22 anni in modo “estremamente naturale e pulito”. Racconta di aver sperimentato sulla propria pelle la trasparenza delle selezioni e di non aver mai percepito pratiche irregolari o meccanismi “sporchi”, come invece in questi giorni viene spesso lasciato intendere. Le sue dichiarazioni non sono una difesa acritica di Alfonso Signorini, ma una testimonianza personale che contrasta l’idea di un sistema televisivo totalmente corrotto e manipolato.
L’intervista si intreccia infine con un bilancio più intimo della vita di Jonathan Kashanian. In occasione del suo quarantacinquesimo compleanno, lo stilista e personaggio televisivo si definisce un “eterno trentenne”, ma ammette che il passare del tempo lo spinge a porsi domande profonde. Il rimpianto più grande, oggi, è quello di non aver creato una famiglia. Confessa il desiderio di innamorarsi e di crescere un figlio insieme alla persona che ama e torna su un momento cruciale della sua vita privata: nel 2018 aveva seriamente pensato di sposare Bianca Atzei e di avere dei figli con lei, convinto che fosse la persona giusta. Un progetto che non si è mai realizzato a causa di visioni diverse, ma che ancora oggi rappresenta per lui un punto di riflessione.



