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Il 3 marzo 2026 qualcuno ha depositato la domanda di registrazione del marchio “Per Sempre Sì”, diventato celebre grazie alla vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo. La notizia ha immediatamente catturato l’attenzione perché, a differenza di quanto si potrebbe pensare, la domanda non proviene dal cantante né da persone a lui collegate. Il deposito, ancora in fase di lavorazione, è registrato sul sito del Ministero del Made in Italy ed è relativo alla classificazione Nizza, ovvero per i gioielli. Questo significa che chi ha depositato il marchio punta a tutelare prodotti come anelli o altri oggetti di gioielleria collegati al nome “Per Sempre Sì”.

La vicenda si è complicata a causa di una pagina Instagram chiamata “Per Sempre Sì Shop”, che aveva pubblicato video promozionali con anelli regalati da una voce simile a quella di Sal Da Vinci, tra cui un gesto rivolto a Mara Venier. Tuttavia, il cantante ha precisato attraverso i suoi canali ufficiali che non esiste alcun merchandising ufficiale e che la pagina non ha alcun legame con lui. Dopo la segnalazione, la pagina Instagram ha rimosso uno dei reel e aggiornato la bio con la precisazione “Non siamo Sal”.

Una scena dal videoclip di Per sempre si di Sal Da Vinci
Una scena dal videoclip di Per sempre si di Sal Da Vinci fonte: YouTube

L’anello mostrato nei video, in latta, viene venduto al prezzo simbolico di 19,99 euro con consegna prevista entro cinque giorni, ma non ha alcun legame ufficiale con il cantante. La situazione ha creato un caso mediatico: se in futuro Sal Da Vinci volesse registrare ufficialmente il marchio “Per Sempre Sì”, potrebbe non riuscirci, perché la priorità di registrazione appartiene già ad altri soggetti.

Il fenomeno è un esempio pratico di come il successo di un brano musicale possa generare dinamiche complesse nel mondo dei marchi e del merchandising, e sottolinea l’importanza di proteggere tempestivamente nomi, simboli e prodotti legati a eventi di grande popolarità. Si può osservare come registrare un marchio non sia solo una formalità burocratica, ma un passo strategico per salvaguardare diritti e opportunità commerciali.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.