Nayt, nome d’arte di William Mezzanotte, è uno dei protagonisti emergenti del rap italiano che debutta al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Prima che”. Nato a Isernia nel 1994 e cresciuto a Roma, il rapper ha iniziato a scrivere musica a soli 14 anni e a 16 ha pubblicato il suo primo singolo “No Story”, segnando l’inizio di una carriera costellata di collaborazioni importanti e riconoscimenti nella scena hip hop nazionale. La sua partecipazione all’Ariston rappresenta la prima esperienza in un contesto così mainstream, ma l’artista ha voluto mantenere intatta la propria identità musicale, presentando un pezzo rap che non si era mai visto sul palco del Festival.
Con la canzone, Nayt esplora temi di introspezione, identità e relazioni sociali, consolidando la sua reputazione come artista riflessivo e tecnico, capace di unire la profondità dei testi alla musicalità del rap contemporaneo. Nayt, nome d’arte di William Mezzanotte, è nato nel 1994 a Isernia, cresciuto a Roma. Il suo esordio musicale è avvenuto a 16 anni con il singolo “No Story” e primo album “Nayt One” a 18 anni. Ha collaborato con Primo Brown, Gemitaiz, MadMan e Marco Mengoni consacrandosi sulla scena rap italiana così arrivando al suo debutto a Sanremo.
impariamo dagli errori e non sottovalutate questa canzone di nayt come avete sottovalutato il ritmo delle cose di rkomi l’anno scorso pic.twitter.com/lR7eiZ2iZg
— chia’ (@kyaradls) February 25, 2026
Il suo brano “Prima che” è stato scritto e prodotto da lui e Zef, con tema centrale sulla ricerca dell’identità e sulla volontà di superare le barriere tra le persone. Riconoscibile grazie al suo look da cappotto militare elegante con richiami. Venerdì sera, per la serata delle cover, proporrà “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André in duetto con Joan Thiele. Nayt ha sempre mantenuto coerenza tra il proprio stile e le richieste del mercato: ha scelto di partecipare a Sanremo solo se avesse potuto presentare un brano autentico, senza “sanremizzarsi”. La sua musica combina tecnicismi rap con un approccio poetico e introspettivo, trattando temi come identità, relazioni e introspezione.
Il Festival di Sanremo 2026 ha riservato altre sorprese capaci di sparigliare le carte della competizione. Tra i debutti più convincenti spicca quello di Sayf, che con il suo stile freschissimo si è imposto come una delle grandi rivelazioni dell’Ariston, confermando il momento d’oro della nuova scena urban. Parallelamente, non è passata inosservata la carica travolgente di Serena Brancale: la sua “Qui con me” è non solo emozionante ma racconta una storia personale e ancora molto dolorosa.



