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La rete di protezione è la penultima tappa del viaggio televisivo dedicato al Commissario Montalbano per celebrare il centenario della nascita di Andrea Camilleri. Un appuntamento che segna l’avvicinarsi della fine di un ciclo di repliche che da settembre accompagna gli spettatori nel mondo di Vigata, tra misteri da risolvere e quella Sicilia che è diventata casa per milioni di italiani. La rete di protezione ha una storia particolare che la rende ancora più preziosa. Pubblicato da Sellerio nel 2017, è il primo romanzo della saga che Camilleri non ha scritto di suo pugno ma sotto dettatura, già provato dall’abbassamento della vista e dalla malattia. Eppure lo scrittore siciliano non si è arreso, continuando a lavorare fino all’ultimo respiro. Dopo questo, sono arrivati altri tre romanzi: Il metodo Catalanotti, che chiuderà il ciclo di repliche il 4 novembre, Il cuoco dell’Alcyon e infine Riccardino, uscito postumo nel luglio 2020.

L’adattamento televisivo dell’episodio porta la firma congiunta di Alberto Sironi, storico regista della serie fin dal primo episodio Il ladro di merendine nel 1999, e di Luca Zingaretti, che qui veste anche i panni del regista oltre a quelli del commissario più amato della televisione italiana. Un passaggio di testimone simbolico, considerando che Sironi è scomparso il 5 agosto 2019, pochi giorni prima del suo settantanovesimo compleanno Ma cosa racconta La rete di protezione? A Vigata regna una calma apparente, quasi sospetta. Il commissariato è praticamente vuoto: solo Montalbano, Fazio e Catarella presidiano gli uffici, mentre il resto della squadra è disperso per la città a gestire il caos portato da una troupe svedese giunta in Sicilia per girare un film ambientato negli anni Cinquanta. Salvo è infastidito da questo trambusto che rompe l’equilibrio della sua Vigata, ma sa bene che la quiete è solo un’illusione. E infatti qualcosa accade.

Foto di scena dal set della serie Il Commissario Montalbano.
Foto di scena dal set della serie Il Commissario Montalbano.

Nella scuola frequentata da Salvuzzo, il figlio di Mimì Augello, risuonano degli spari. Una sparatoria a scopi intimidatori che manda in tilt la popolazione e il commissariato. Un fatto gravissimo e apparentemente inspiegabile che scuote le fondamenta della comunità. Chi potrebbe compiere un gesto simile e perché? Parallelamente, arriva sulla scrivania di Montalbano un caso bizzarro: dei filmini girati da un cittadino di Vigata ormai defunto. Video che riprendono sempre lo stesso muro, nello stesso giorno dell’anno, per sei anni consecutivi. Una coincidenza troppo precisa per essere casuale. Il commissario intuisce immediatamente che in quella particolare giornata deve essere accaduto qualcosa di terribile alla persona che ha girato quei filmati. O forse a qualcuno a lui vicino. Un segreto custodito gelosamente, documentato anno dopo anno con la silenziosa testimonianza di una videocamera.

La rete di protezione parla di segreti inconfessabili e di compassione umana, utilizzando come contrasto il contesto più caotico possibile: una città trasformata in un luna park televisivo. Mentre Vigata si apre al nuovo accogliendo la troupe svedese e i cittadini rovistano nei cassetti alla ricerca di filmati di repertorio utili per il film, Montalbano si scopre ormai troppo anziano per stare al passo con le nuove tecnologie e con il bisogno estremo di condivisione delle generazioni digitali. Su due binari paralleli si muovono la volontà di aiutare e proteggere chi si ama e la necessità di non perdere di vista l’etica, di fare giustizia anche quando è difficile, anche quando la verità fa male. Camilleri dipinge un mondo che cambia, in cui la pietà umana diventa l’unico sentimento possibile per accettare memorie e ricordi dolorosi. La trasposizione televisiva, come sempre fedelissima al testo originale, mantiene intatta questa tensione tra passato e presente, tra segreto e rivelazione.

Il Giovane Montalbano
Il Giovane Montalbano, fonte: RAI

Dopo La rete di protezione, mancherà solo un ultimo appuntamento. Il 4 novembre andrà, infatti, in onda Il metodo Catalanotti, episodio trasmesso per la prima volta nel 2021 e che rappresenta il vero congedo televisivo dal commissario. Per chi non riuscisse a salutare definitivamente Salvo, Mimì, Fazio, Catarella e quella Sicilia che è diventata patrimonio collettivo, tutti i 37 episodi della saga sono disponibili in streaming su RaiPlay, pronti a essere riscoperti o rivisti per l’ennesima volta. Ma prima di quel momento, c’è ancora una serata da passare in compagnia di Montalbano.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.