Ci sono momenti televisivi che nascono per caso, quando la professionalità consolidata di una conduttrice incontra l’irriverenza totale di una band che ha fatto della provocazione il proprio marchio di fabbrica. L’ultima puntata della prima stagione di Canzonissima, andata in onda su Rai Uno, ha regalato uno di questi momenti destinati a entrare nella storia della tv italiana. Protagonisti: Milly Carlucci, visibilmente spiazzata, ed Elio e le Storie Tese, fedeli a se stessi come sempre.
Tutto è iniziato quando la conduttrice ha introdotto l’esibizione della band con un’ammissione che, da sola, valeva il prezzo del biglietto. “Se per i fan di Baglioni c’è ‘Questo piccolo grande amore’, per i fan di Renato Zero c’è ‘Il cielo’, per i loro fan c’è questa che ha un testo di fronte al quale ho avuto un momento di smarrimento“. Parole che anticipavano l’incredulità di quanto stava per accadere sul palco più tradizionale della televisione pubblica italiana.
Elio e le Storie Tese si sono presentati travestiti dai Bee Hive, la band del cartone animato Kiss Me Licia che ha accompagnato l’infanzia di milioni di italiani negli anni Ottanta. La scelta del brano non poteva essere più provocatoria: “Servi della gleba“, uno dei pezzi più espliciti e surreali del loro repertorio.
Al termine dell’esibizione, quando Pierluigi Pardo ha chiesto a Milly Carlucci come si sentisse, la risposta è stata degna di un momento cult: “Non so se sono viva: sono l’ologramma di me stessa“. Una frase che sintetizzava perfettamente lo smarrimento provato di fronte a una performance che aveva portato il sabato sera generalista in territori inesplorati. Francesca Fialdini, nel commentare la scelta, ha sottolineato il coraggio della conduttrice nell’aver accettato di trasmettere un testo del genere in una fascia oraria solitamente dedicata a contenuti più rassicuranti.
Ma il momento più esilarante doveva ancora arrivare. Simona Izzo, ignorando i consigli di chi le stava intorno, ha deciso di cimentarsi in un’analisi del testo. “Questa è una metafora, i servi della gleba asserviti alla terra voi asserviti a una bellissima donna“, ha spiegato con un candore che ha strappato sorrisi in studio. “Anche più di una“, ha prontamente replicato Elio, scatenando le prime risate.
Poi è arrivata la domanda che ha fatto esplodere lo studio. “Non ho capito questa cosa del triangolino“, ha dichiarato la Izzo, aprendo involontariamente un vaso di Pandora che Milly Carlucci si è affrettata a richiudere con un tempestivo: “Andiamo avanti che è meglio“. Un intervento diplomatico che ha salvato la situazione prima che la conversazione prendesse pieghe ancora più imbarazzanti per il prime time della tv di Stato.
Nonostante il disorientamento generale e l’imbarazzo palpabile, Elio e le Storie Tese hanno incassato il pieno di cartellini verdi, dimostrando che il pubblico apprezza ancora la capacità di sorprendere e rompere gli schemi consolidati della televisione italiana. La loro esibizione ha rappresentato una boccata d’aria fresca in un contesto spesso prevedibile, ricordando che la provocazione intelligente e l’ironia possono convivere anche negli spazi più istituzionali.
A questo punto Elio e le Storie Tese, fedeli alla loro natura, hanno portato a compimento l’ennesima missione impossibile: far ascoltare “Servi della gleba” a milioni di italiani in prima serata su Rai Uno. Una performance che conferma come la band di Elio sia ancora capace di stupire e provocare, anche dopo decenni di carriera, senza mai scendere a compromessi con la propria identità artistica.
