X

L’ultima puntata di Euphoria è tornata a far parlare di sé, ma questa volta non solo per la trama o le interpretazioni. L’episodio trasmesso il 20 aprile ha riacceso un dibattito che va ben oltre la finzione: dove finisce la libertà creativa e dove inizia la censura televisiva negli Stati Uniti. Al centro della controversia, ancora una volta, Sydney Sweeney e il suo personaggio Cassie, protagonista di una delle scene più esplicite mai trasmesse dalla serie HBO.

Nell’episodio intitolato America My Dream, Sweeney appare completamente a seno nudo mentre il suo personaggio posa per una diretta su OnlyFans, nel tentativo disperato di racimolare denaro e attenzione. La scena non si ferma qui: Cassie viene mostrata quasi completamente nuda, con indosso soltanto un berretto, parastinchi e scarpe, mentre copre le parti intime con le mani. Un contenuto che, a tutti gli effetti, rientrerebbe nella categoria di materiale indecente o addirittura osceno secondo i parametri della Federal Communications Commission, l’organo federale statunitense che regola le comunicazioni.

La FCC definisce i contenuti indecenti quelli che raffigurano organi o attività sessuali in modo offensivo e troppo palese. E secondo le normative federali, i contenuti osceni sono vietati in qualsiasi orario, mentre quelli indecenti e volgari possono essere trasmessi solo tra le 22:00 e le 6:00 del mattino.


Ma allora come ha fatto HBO a trasmettere una scena così esplicita alle 21:00 ET, in piena fascia protetta. La risposta sta in una distinzione tecnica spesso ignorata dal grande pubblico: HBO è un canale via cavo in abbonamento, non una rete in chiaro. E proprio questo dettaglio fa tutta la differenza dal punto di vista normativo, visto che come chiarisce la stessa FCC, le regole sui contenuti indecenti e volgari non si applicano ai servizi via cavo, satellitari e radio satellitari, perché si tratta di piattaforme a pagamento. Il ragionamento alla base di questa eccezione è semplice: chi si abbona a questi servizi sceglie consapevolmente di accedere a un determinato tipo di contenuto, diversamente da chi accende la TV tradizionale e può incappare casualmente in programmi inappropriati.

Questo libertà garantita ai network via cavo, ha permesso a serie come Euphoria di spingersi ben oltre i confini della TV tradizionale americana, storicamente molto più rigida rispetto agli standard europei. HBO, forte del suo modello in abbonamento, ha sempre sfruttato questa possibilità per proporre narrazioni crude, esplicite e senza filtri, da Game of Thrones a The White Lotus, fino appunto a Euphoria.

La scena di Sydney Sweeney rappresenta probabilmente uno dei momenti più espliciti finora interpretati dall’attrice, che negli ultimi anni è diventata una delle protagoniste più discusse e apprezzate della serialità americana. Il suo personaggio, Cassie, è sempre stato caratterizzato da una fragilità emotiva e da una ricerca costante di validazione, spesso veicolata attraverso il corpo e la sessualità.
In questa terza stagione, la sua deriva verso piattaforme come OnlyFans è stata raccontata senza censure (ricevendo critiche anche dalla creator di OnlyFans Rain), con uno sguardo tanto impietoso quanto realistico su una generazione che vive la propria immagine come merce di scambio.


Il pubblico si è diviso, come prevedibile, tra chi applaude la coerenza narrativa della serie e la capacità di non edulcorare temi scomodi, chi invece ritiene che si sia superato il confine del buon gusto, anche considerando l’orario di trasmissione. Ma la questione non è solo estetica o morale: riguarda il potere delle piattaforme in abbonamento di operare in una zona grigia normativa, libere da vincoli che invece restano stringenti per le emittenti generaliste.

Per ora, però, HBO e gli altri network via cavo possono continuare a godere di questa libertà. E Euphoria, dal canto suo, continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: provocare, scomodare, raccontare senza filtri una generazione che vive sospesa tra fragilità e iperconnessione, tra desiderio di essere visti e paura di essere giudicati. Con buona pace della FCC e dei censori.

Condividi.