Jon Stewart, l’ex conduttore del The Daily Show, non le manda a dire. Nel suo ultimo intervento, ha commentato con la sua consueta ironia tagliente il ritorno di Jimmy Kimmel alla conduzione del suo late-night show su ABC, dopo la sospensione seguita alle proteste contro la sua cancellazione. “Kimmel vola alto come l’Advil oggi“, ha scherzato Stewart, riferendosi alla conferenza stampa di Trump in cui il presidente ha collegato l’autismo all’uso di paracetamolo.
Ma il vero bersaglio di Stewart è stato proprio Donald Trump. L’ex conduttore ha criticato duramente l’atteggiamento dei sostenitori dell’ex presidente, invitandoli a prendere una posizione netta di fronte alle sue continue “prese di potere autoritarie“. Stewart ha citato i recenti post di Trump su Truth Social, in cui esortava il procuratore generale Pam Bondi a perseguire i suoi rivali politici. “Non dovete fare i salti mortali per far sembrare legali le mire autoritarie di Trump. Non gliene frega più niente. Lo dice apertamente“.
Stewart ha poi riportato alcune dichiarazioni di Trump, come quella in cui afferma che “alla gente piacciono i dittatori” e quella in cui dichiara di odiare i suoi avversari e di volerli puniti. “Trump sta dicendo: ‘Userò tutte le leve del governo a mia disposizione per raggiungere questo obiettivo’“, ha continuato Stewart. “Quindi potete schierarvi dalla sua parte e dire ‘Sono d’accordo’, oppure potete unirvi al resto di noi e combattere con tutte le vostre forze per questa repubblica costituzionale“.
Un attacco frontale, quello di Stewart, che non si limita a criticare le singole azioni di Trump, ma mette in guardia contro la deriva autoritaria che il presidente sembra voler imprimere alla politica americana. La campagna lanciata dai fan di Kimmel per il suo ritorno in onda, boicottando Hulu e divorando le stagioni di Only Murders in the Building, ha dimostrato la potenza del pubblico. Ora, secondo Stewart, è il momento di usare questa stessa potenza per difendere i principi democratici.
L’intervento di Stewart ha acceso un dibattito infuocato negli Stati Uniti, dividendo l’opinione pubblica tra chi lo applaude per il suo coraggio e chi lo accusa di faziosità. Resta il fatto che le sue parole, pronunciate con la consueta miscela di sarcasmo e passione civile, hanno colpito nel segno, riaccendendo i riflettori sul delicato equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità politica.



