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Il palco dell’Ariston torna a essere teatro non solo di musica ma anche di frecciate. Durante la serata delle cover di Sanremo 2026, Gianluca Grignani ha deciso di lanciare una vera e propria stoccata a Laura Pausini, riaccendendo una tensione mai del tutto sopita. La battuta, pronunciata davanti al pubblico e alle telecamere, è diventata immediatamente virale, alimentando come prevedibile discussioni e commenti online.

Adnkronos ricorda che l’episodio si verifica al termine dell’esibizione di Grignani in duetto con Luché sulle note di “Falco a metà”. Secondo la scaletta ufficiale, è proprio Laura Pausini a presentare l’artista prima della performance. Dopo il brano, mentre Carlo Conti si avvicina per consegnare i tradizionali fiori di Sanremo, Grignani coglie l’occasione per dire: “C’è anche il numero di Laura Pausini? Così la posso chiamare…”. Una frase all’apparenza leggera, ma carica di significato alla luce delle dichiarazioni rilasciate dalla cantante nei giorni precedenti al Festival: “Non me lo aspettavo da lui. Vorrei avere il suo punto di vista.

Gli ho scritto tante volte, ma non mi risponde”. Per comprendere la portata della battuta occorre tornare all’estate 2025. Laura Pausini annuncia l’uscita di “La mia storia tra le dita” come singolo tratto dall’album “Io canto 2”, proponendo una nuova versione multilingue del celebre brano scritto e interpretato da Grignani nel 1994, pubblicato originariamente come primo singolo dell’album “Destinazione Paradiso”. L’annuncio social della cover, però, non contiene un’esplicita menzione dell’autore, dettaglio che spinge Grignani a intervenire pubblicamente per ricordare la paternità dell’opera. Inizialmente lo scambio tra i due mantiene toni civili, con reciproci auguri di successo. Tuttavia, la situazione si complica quando Grignani sostiene che nella versione pubblicata siano state apportate modifiche al testo senza il suo consenso, arrivando a parlare di uno “stravolgimento” del significato originale. In particolare, contesta una variazione ritenuta significativa sul piano emotivo e semantico e lamenta di non aver potuto ascoltare la versione definitiva prima dell’uscita.

La vicenda assume un profilo legale quando l’avvocato del cantautore invia una diffida formale per tutelare il diritto morale d’autore previsto dalla normativa italiana. L’entourage di Pausini replica affermando che tutte le autorizzazioni necessarie sarebbero state ottenute e che Grignani fosse stato informato del progetto. Le tensioni proseguono per mesi, alimentando il dibattito mediatico, fino a quando, nel novembre 2025, viene comunicato ufficialmente il raggiungimento di un accordo tra le parti.

È su questo sfondo che si inserisce la frase pronunciata all’Ariston. Una battuta che richiama implicitamente le dichiarazioni della cantante e il passato recente, trasformando un momento di protocollo – la consegna dei fiori – in un episodio destinato a far discutere. Tra ironia, memoria delle controversie e dinamiche mediatiche, Sanremo 2026 conferma ancora una volta la propria natura di palcoscenico dove musica, narrazione pubblica e fatti passati si intrecciano, alimentate (esponenzialmente) in tempo reale dal web.

Consigliamo infine di scoprire i tanti meme che hanno inondato il web dopo la terza serata. Aggiungiamo inoltre che nella quarta serata ha partecipato anche Schettini, ma non tutto è andato come previsto.

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