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Il 2026 segna una svolta storica per WhatsApp. L’app di messaggistica più usata in Italia sta implementando in queste ore una funzione rivoluzionaria che consente agli utenti europei di chattare con contatti che utilizzano altre piattaforme, senza dover scaricare applicazioni aggiuntive. È la fine dell’isolamento digitale: messaggi, foto, video e documenti potranno viaggiare tra ecosistemi diversi, abbattendo barriere che sembravano invalicabili. Ma attenzione: non si tratta di una scelta volontaria di Meta. Questa apertura forzata arriva direttamente dalle prescrizioni del Digital Markets Act dell’Unione europea, diventato applicabile dal 2 maggio 2023. Bruxelles ha imposto ai colossi tecnologici di abbattere i muri dei loro giardini recintati, e WhatsApp è la prima grande piattaforma a dover rispondere all’appello con una soluzione concreta.

La novità tecnica prende il nome di chat di terzi ed è già in fase di distribuzione graduale. Il meccanismo di attivazione è sorprendentemente semplice: basta accedere al menu delle impostazioni, seguire il percorso Account, poi Chat di terzi, quindi Attiva e infine Continua. A quel punto compare l’elenco delle app esterne compatibili, da cui scegliere quali abilitare per ricevere e inviare messaggi incrociati. E qui arriva il primo colpo di scena. Al momento del lancio, l’unica applicazione disponibile per sperimentare questa interoperabilità è BirdyChat, un servizio semi-sconosciuto sviluppato dalla software house lettone Fyello Productivity. Con una singola recensione su App Store e poco più di 5.000 download su Google Play, BirdyChat non è esattamente un nome che fa tremare i polsi. Ma è solo l’inizio: presto arriveranno i pesi massimi come Telegram, Signal e persino iMessage di Apple.

Chat WhatsApp
WhatsApp, a cosa serve davvero il segno “+” – Screenworld.it

Una volta selezionate le app esterne, il sistema offre due modalità di visualizzazione. La prima è quella combinata, dove i messaggi di WhatsApp e quelli provenienti da altre piattaforme convivono nella stessa casella di posta, mescolandosi in un flusso unico. La seconda è quella separata, con le chat di terzi raccolte in una cartella dedicata all’interno della schermata principale. Un ultimo tocco su Attiva e il collegamento diventa operativo, con la possibilità di revocarlo e riattivarlo in qualsiasi momento. Cosa si può condividere attraverso questi nuovi ponti digitali? Il centro assistenza di WhatsApp conferma che la funzione supporta messaggi di testo, foto, video, messaggi vocali e documenti. In sostanza, tutto ciò che costituisce l’ossatura della comunicazione quotidiana su app di messaggistica. Le conversazioni fluiranno da un’app all’altra come se fossero parte dello stesso sistema, almeno in teoria.

Ma è proprio qui che si apre il capitolo più delicato: la privacy. WhatsApp avverte esplicitamente gli utenti che le piattaforme esterne hanno le proprie normative sulla gestione dei dati e potrebbero trattarli in modo diverso rispetto agli standard di Meta. Nel caso specifico di BirdyChat non ci sono problemi, essendo anch’essa protetta da crittografia end-to-end, lo stesso sistema che rende WhatsApp uno degli strumenti di messaggistica più sicuri al mondo. Meta ha dichiarato che richiederà a tutte le app di messaggistica che vogliono integrarsi con WhatsApp di utilizzare il protocollo Signal per garantire la crittografia end-to-end delle comunicazioni. Si tratta dello stesso standard già adottato da numerose applicazioni che puntano sulla sicurezza. Tuttavia, la percentuale di tutela non raggiunge il cento per cento: ogni nuova app rappresenta un contratto separato, con policy potenzialmente diverse.

L’evoluzione delle spunte su WhatsApp – screenworld.it

Ed è qui che scattano i campanelli d’allarme. Meta stessa mette in guardia: le truffe e lo spam potrebbero essere più comuni quando si inviano messaggi con app di terzi. Peggio ancora, gli utenti che hai bloccato su WhatsApp potrebbero riuscire a contattarti attraverso altre piattaforme collegate. È uno scenario che ribalta completamente la logica del blocco, trasformando quella che sembrava una protezione definitiva in un argine poroso. La raccomandazione fondamentale è quindi quella di prendere attentamente visione delle policy sulla privacy di ogni servizio che si intende collegare. Leggere le condizioni d’uso non è mai stato così importante: in gioco c’è la sicurezza delle proprie conversazioni, dei propri dati personali, delle foto e dei video che ogni giorno transitano attraverso questi canali.

Vale la pena ricordare il contesto normativo che ha reso possibile tutto questo. Il Digital Markets Act rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi dell’Unione europea di regolamentare i giganti tecnologici, imponendo loro di aprirsi alla concorrenza e all’interoperabilità. L’obiettivo dichiarato è restituire potere di scelta agli utenti, evitando che restino intrappolati in ecosistemi chiusi dominati da pochi player globali. La domanda che molti si pongono ora è se questa apertura forzata rappresenti davvero un progresso o nasconda insidie impreviste. Da un lato c’è il vantaggio concreto di poter comunicare senza vincoli di piattaforma, superando quella frammentazione che costringe a destreggiarsi tra app diverse a seconda del contatto. Dall’altro c’è il rischio di creare nuove superfici di attacco per malintenzionati, moltiplicando i punti deboli del sistema.

la nuova funzione di whatsapp
A cosa serve la nuova funzione di WhatsApp – screenworld.it

Non è obbligatorio attivare questa funzionalità. Chi preferisce mantenere WhatsApp nel suo stato tradizionale, isolato dal resto del mondo digitale, può continuare a farlo senza limitazioni. La scelta spetta all’utente, ed è una scelta che va ponderata con attenzione, valutando pro e contro sulla base delle proprie esigenze di comunicazione e del proprio livello di sensibilità verso i temi della privacy. La partita dell’interoperabilità è appena iniziata. Quando arriveranno Telegram, Signal e le altre piattaforme maggiori, il panorama cambierà radicalmente. Milioni di utenti potrebbero trovarsi a gestire conversazioni che attraversano confini tecnologici mai valicati prima, con tutto ciò che questo comporta in termini di opportunità e responsabilità.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.