Non tutti sanno che sfruttando i nuovi modelli di intelligenza artificiale, oggi è possibile scoprire praticamente tutte le informazioni di un persona online, anche quelle che non sono state rese pubbliche in modo chiaro e preciso. Sì, avete capito bene: non si tratta di fantascienza o di programmi estremamente complessi utilizzare, ma basta inserire la frase corretta (il prompt) in tecnologie già esistenti per ottenere tutte le informazioni, anche quelle apparentemente nascoste, di una persona che naviga sul web.
Uno dei sistemi più avanzati per cercare le informazioni su una persona è Google AI Mode, una nuova modalità di ricerca che non si limita a mostrare link presenti online, ma costruisce risposte complete analizzando centinaia di fonti contemporaneamente. Il sistema infatti utilizza modelli avanzati per comprendere le domande, generare ricerche parallele e sintetizzare i risultati in pochi secondi, rendendo estremamente semplice scoprire la “storia sul web” di una persona.
Nello specifico, basta inserire una domanda su una persona, ovviamente inserendo nome e cognome della persona al centro della ricerca, e l’AI inizia a raccogliere dati da siti web, social, articoli e altre fonti pubbliche. Proprio in tal senso è importante effettuare una precisazione che sfugge a molti: con il consenso dell’utente, questi sistemi controllati dall’intelligenza artificiale possono accedere anche ad informazioni teoricamente private e provenienti da email, cronologia di ricerca, posizione geografica e attività online.

In sintesi i nuovi sistemi di ricerca gestiti dall’IA non si limitano a rispondere ad una domanda, ma costruiscono un quadro molto preciso delle abitudini, degli interessi e persino delle preferenze quotidiane di una persona, mettendo a dura prova la privacy di una persona che non credeva potesse essere “spiata” così facilmente su internet.
Ma come funziona nello specifico questo sistema? È tutto piuttosto semplice, con l’utente che deve semplicemente accedere alla ricerca di Google IA o Chat GPT, inserire la classifica frase “chi è (con nome e cognome della persona su cui si vogliono scoprire le informazioni) ed il gioco è fatto, con l’intelligenza artificiale che analizza la richiesta, la divide in tante sotto-domande, recupera informazioni da più fonti e le combina in un’unica risposta complessa ed articolata.
In ambito tecnico, questo processo viene chiamato “ricerca parallela”, e consente di ottenere risultati molto più completi rispetto ad una ricerca tradizionale, con l’AI capace di effettuare in pochi secondi centinaia di ricerche per ricostruire il profilo della persona cercata.

Il risultato di tutto questo è che una persona può essere “conosciuta”, in modo estremamente approfondito, anche senza un’interazione diretta oppure una conoscenza approfindita. E tutto ciò senza essere un hacker o avere chissà che tipo di competenza in ambito tecnologico: basta utilizzare strumenti intelligenti che collegano dati già esistenti, inserendo una semplice e banale richiesta.
Ad ogni modo, come abbiamo accennato ad inizio articolo, tutto ciò solleva questioni importanti sulla privacy e sulla consapevolezza delle azioni che vengono effettuate online, visto che si rischia di essere spiati sul web da persone che conoscono soltanto il proprio nome e cognome. Precisiamo che per difendersi (almeno un minimo) da questi sistemi di ricerca IA è fondamentale prendere i seguenti e semplici accorgimenti: capire il loro funzionamento, limitare la condivisione dei dati, controllare le autorizzazioni delle app e gestire le impostazioni della privacy con cognizione di causa, evitando di premere su “consenti” in modo compulsivo senza leggere attentamente a cosa si sta acconsentendo.
In definitiva, le ricerche che sfruttano l’AI non effettuano azioni illegali ma si limitano ad analizzare i dati che spesso forniamo noi stessi. Per questi motivi è sempre cosa buona e giusta prendersi il proprio tempo, facendo attenzioni a cosa si preme sul web, con la consapevolezza però che anche un perfetto sconosciuto dall’altra parte del globo può sapere degli altri vita, morte e miracoli.
Sempre restando in tema IA, segnaliamo che in questi giorni è esplosa una nuova polemica sugli occhiali smart di Meta, registravano anche i momenti intimi degli utenti.
