La crescente sofisticazione delle truffe digitali riguarda anche l’app di messaggistica più utilizzata al mondo: WhatsApp.
Negli ultimi mesi, le autorità, tra cui la Guardia Civil spagnola, hanno intensificato gli avvisi contro un nuovo metodo di frode che mira a sottrarre il codice di verifica degli utenti per impossessarsi delle loro utenze personali. La protezione di questo codice è fondamentale per salvaguardare la privacy e la sicurezza nelle comunicazioni digitali.
Il codice di verifica di WhatsApp è un codice numerico a sei cifre indispensabile per accedere all’applicazione su un dispositivo nuovo o diverso. Chiunque lo ottenga può potenzialmente prendere il controllo della chat personale e accedere a informazioni sensibili. Le truffe di questo tipo iniziano spesso con un contatto inatteso da parte di un soggetto che si spaccia per un operatore del servizio clienti di WhatsApp o per un funzionario di un’istituzione ufficiale.
I malintenzionati utilizzano chiamate, messaggi o email per creare un senso di urgenza, ad esempio segnalando presunti blocchi imminenti o attività sospette sull’account della vittima. In altri casi, simulano un errore amichevole, affermando di aver sbagliato numero e chiedendo di inoltrare il codice ricevuto. Entrambe le tattiche mirano a ingannare l’utente e fargli consegnare il codice di accesso.
La Guardia Civil, forza di polizia spagnola con competenze anche in materia di sicurezza digitale, ha ribadito più volte che mai e in nessuna circostanza si deve fornire il codice di verifica a terzi, né tramite messaggio né telefonicamente. Consegnare questo dato può significare perdere completamente il controllo del proprio account e subire la violazione della propria privacy.
Pericoli derivanti dal furto del codice e strategie di prevenzione
Una volta che un malintenzionato riesce a registrare il numero di telefono su un nuovo dispositivo, può attivare la verifica in due passaggi, modificare le informazioni di recupero e bloccare il legittimo proprietario fuori dall’account. Questo consente agli hacker non solo di leggere messaggi privati, ma anche di accedere a foto, video, documenti, contatti e conversazioni di gruppo. Spesso, l’account WhatsApp è collegato a servizi bancari e professionali, aumentando il rischio di furti di identità e truffe finanziarie.
WhatsApp, piattaforma di Meta, rafforza la sicurezza tramite la crittografia end-to-end, che protegge i messaggi e le chiamate, rendendoli leggibili solo ai partecipanti della conversazione. Tuttavia, la sicurezza si basa anche su un uso consapevole da parte degli utenti. La Guardia Civil e il supporto tecnico di WhatsApp invitano tutti a non condividere mai il codice di verifica e a diffidare di richieste sospette, siano esse telefoniche, testuali o via email.
Un ulteriore livello di protezione è rappresentato dall’attivazione della verifica in due passaggi, che consente di impostare un PIN personale. Questo sistema impedisce l’accesso anche a chi fosse in possesso del codice originale, aumentando significativamente la sicurezza dell’account.

Nel contesto della sicurezza digitale, la Guardia Civil si conferma un organismo chiave in Spagna, con una lunga tradizione e un’organizzazione articolata che spazia dalla sicurezza pubblica all’antiterrorismo. I suoi interventi includono anche la lotta contro i crimini informatici, come dimostrato dalla collaborazione con WhatsApp nel diffondere informazioni di prevenzione.
Un esempio recente che ha attirato l’attenzione mediatica riguarda la tragica vicenda del dj napoletano Michele Noschese, noto come Dj Godzi, morto a Ibiza. Secondo la versione ufficiale della Guardia Civil, ripresa dal quotidiano Diario de Ibiza, il giovane avrebbe manifestato segni di essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e avrebbe avuto un comportamento violento prima di essere soccorso dagli agenti. Il decesso sarebbe stato causato da un arresto cardiaco, ma la famiglia ha espresso dubbi e richiesto ulteriori accertamenti, denunciando presunti abusi da parte della polizia spagnola.
Questa vicenda, benché diversa dal tema del furto del codice WhatsApp, evidenzia il ruolo centrale della Guardia Civil nella gestione di casi complessi, compresi quelli che coinvolgono la sicurezza personale e digitale.
