Per chi vive lontano dall’Italia, ottenere documenti aggiornati è sempre stata una corsa a ostacoli tra code interminabili ai consolati, viaggi costosi e tempi biblici. Ma qualcosa sta finalmente cambiando. Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunito a Roma il 18 e 19 novembre, ha portato a casa risultati concreti che potrebbero semplificare la vita a milioni di connazionali sparsi per il mondo. L’incontro con il sottosegretario Giorgio Silli e con il direttore generale uscente della Direzione generale per gli italiani all’estero, Luigi Maria Vignali, ha confermato progressi significativi su fronti che da anni rappresentano spine nel fianco della comunità italiana oltre confine. Tra le novità più attese c’è il rilascio della carta d’identità elettronica direttamente ai Comuni italiani per gli iscritti all’AIRE, l’anagrafe dei residenti all’estero. Una svolta che promette di eliminare la necessità di rientrare fisicamente in Italia per uno dei documenti più utilizzati nella vita quotidiana, ma non solo perché ci sono anche svolte legate allo SPID.
Il ministero degli Esteri sta lavorando per dotare i funzionari itineranti e i consoli onorari degli apparecchi necessari per il rilevamento dei dati biometrici. Questo significa che entro il 2026 sarà possibile ottenere sia il passaporto che la carta d’identità direttamente presso le sedi consolari, senza dover attendere mesi per un appuntamento nelle grandi città. Una rivoluzione tecnologica e burocratica che avvicina finalmente i servizi ai cittadini, anche se il MAECI non ha fornito una data precisa per l’implementazione completa del sistema. Un’altra questione finalmente in via di risoluzione riguarda lo SPID, il sistema pubblico di identità digitale. Per anni, gli operatori dei patronati stranieri si sono scontrati con l’impossibilità di ottenere le credenziali necessarie per assistere i connazionali nelle pratiche online con la pubblica amministrazione italiana. Il sottosegretario Silli ha annunciato che la soluzione è imminente, eliminando un ostacolo che ha complicato l’accesso a servizi previdenziali e assistenziali per migliaia di persone.

Sul fronte dell’anagrafe, è in arrivo l’attivazione del comitato anagrafico-elettorale per l’allineamento delle anagrafi degli italiani all’estero. Un problema storico che ha generato incongruenze, difficoltà nel voto e complicazioni burocratiche infinite. L’obiettivo è creare finalmente un sistema coordinato che rispecchi la realtà della presenza italiana nel mondo, stimata in circa 6 milioni di persone ufficialmente registrate all’AIRE, senza contare i milioni di oriundi e chi mantiene legami con il Paese.
Questi progressi rappresentano una prima risposta concreta alle rivendicazioni storiche della comunità italiana nel mondo. Certo, rimangono ancora molte sfide da affrontare: i tempi di implementazione delle novità tecnologiche, l’adeguatezza delle risorse finanziarie, la necessità di una comunicazione efficace verso milioni di persone sparse in tutti i continenti. Ma la direzione sembra finalmente quella giusta, verso un sistema che riconosce gli italiani all’estero non come cittadini di serie B, ma come parte integrante e vitale del sistema Paese.



