X

La legge c’è, il blocco è attivo, ma i call center molesti hanno già trovato il modo per aggirare l’ostacolo. Dal giorno dell’entrata in vigore delle nuove misure imposte da Agcom contro lo spoofing telefonico, le chiamate indesiderate non sono sparite: si sono semplicemente trasferite oltre confine. Francia, Regno Unito, Germania. Sono questi i prefissi internazionali che hanno iniziato a comparire sui display degli smartphone italiani, portando con sé le solite proposte di azioni Amazon, connessioni in fibra ottica e offerte per luce e gas. Agcom aveva imposto agli operatori telefonici di verificare la corrispondenza tra la località della cella dalla quale parte la chiamata e il prefisso del numero chiamante. L’obiettivo era bloccare quei numeri farlocchi che fingevano di essere cellulari italiani quando in realtà erano generati artificialmente. Il sistema ha funzionato per quello che doveva fare: i finti numeri italiani sono stati effettivamente fermati. Ma i call center, come era prevedibile, hanno cambiato strategia in tempo reale.

Invece di utilizzare lo spoofing con numeri italiani contraffatti, hanno semplicemente iniziato a telefonare da numeri esteri reali, probabilmente corrispondenti al Paese dal quale effettivamente operano. Il filtro degli operatori, verificando la congruenza tra cella e prefisso, lascia passare queste chiamate senza problemi. Dal punto di vista tecnico, tutto risulta regolare. Dal punto di vista pratico, il problema rimane identico. C’è un aspetto positivo in questa vicenda: ora è molto più facile identificare una chiamata molesta prima ancora di rispondere. Nel 99% dei casi, una chiamata che arriva da un numero sconosciuto con prefisso estero è probabilmente un tentativo di telemarketing aggressivo o, peggio ancora, una truffa. Un numero che inizia con +33 dalla Francia, +44 dal Regno Unito o +49 dalla Germania difficilmente appartiene a un conoscente che ha cambiato numero senza avvisare.

Truffa telefonica
Truffa telefonica

Dietro questo gioco del gatto e del topo c’è un business che vale troppo per essere abbandonato facilmente. Il settore del telemarketing genera un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro all’anno in Italia. Un volume economico che giustifica qualsiasi adattamento tattico necessario a continuare l’attività. E attorno a questo mondo legale, o semi-legale, proliferano anche le truffe vere e proprie, quelle che colpiscono soprattutto anziani e persone vulnerabili. Ed è proprio qui che si annida il problema più serio di questa nuova fase. Non tutti sono in grado di riconoscere immediatamente un prefisso internazionale. Un anziano che vede comparire sul display un numero che inizia con +333 potrebbe facilmente confonderlo con un normale cellulare italiano, che notoriamente inizia con 3. La differenza è sottile, il rischio di cadere in trappola resta alto. Se prima bastava non rispondere ai numeri sconosciuti italiani, ora bisogna sviluppare una consapevolezza in più: distinguere i prefissi nazionali da quelli internazionali.

La partita tra regolatori e call center molesti è appena iniziata. Agcom ha fatto il suo primo passo, i call center hanno risposto con la prima contromossa. Resta da vedere se arriveranno nuovi filtri in grado di bloccare anche le chiamate estere sospette, o se toccherà agli utenti sviluppare una sorta di alfabetizzazione digitale per difendersi autonomamente da quello che ormai è diventato uno dei fastidi quotidiani più diffusi dell’era digitale.

Condividi.

Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it