Negli ultimi mesi l’Italia è diventata il bersaglio di una nuova ondata di truffe telefoniche orchestrate attraverso numeri con prefisso internazionale +33, quello della Francia. Un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, con migliaia di segnalazioni da parte di cittadini che ricevono chiamate, messaggi WhatsApp e SMS da numeri francesi mai visti prima. Se anche tu hai notato squilli sospetti o messaggi allettanti provenienti da Oltralpe, fermati un attimo: potresti essere nel mirino dei cybercriminali.

Non si tratta di semplici call center molesti. Dietro questi numeri si nascondono vere e proprie organizzazioni specializzate nel furto di dati personali, nell’accesso ai conti correnti e nell’estorsione di denaro attraverso tecniche di ingegneria sociale sempre più raffinate. Il prefisso +33 si aggiunge così alla lista nera dei numeri internazionali utilizzati per raggiri telefonici, dopo che già +31 dei Paesi Bassi, +351 del Portogallo, +34 della Spagna e +44 del Regno Unito avevano fatto suonare campanelli d’allarme. Ma come funziona esattamente questa truffa? E soprattutto, come possiamo difenderci efficacemente senza cadere nella rete dei malintenzionati? Facciamo chiarezza su un fenomeno che sta mettendo a rischio la sicurezza digitale e finanziaria di migliaia di italiani.

In Italia, dove la popolazione è particolarmente esposta a minacce digitali e telefoniche, la diffusione del Wangiri rappresenta un rischio notevole per la sicurezza
Le implicazioni per i consumatori italiani e le iniziative di tutela (screenworld.it)

I truffatori che operano attraverso il prefisso +33 utilizzano diverse modalità per avvicinare le vittime, tutte accomunate da un elemento fondamentale: la creazione di fiducia. Le chiamate possono provenire da voci registrate, sistemi elettronici o persone in carne e ossa che parlano un italiano fluente, proprio per abbassare le difese dell’interlocutore. Una delle tecniche più diffuse è quella del pagamento anticipato mascherato da opportunità di guadagno. La vittima riceve un messaggio, spesso via WhatsApp o Telegram, in cui le viene proposto un lavoro online semplicissimo: mettere like su post social, seguire account Instagram, guardare video su YouTube. La ricompensa promessa è allettante, si parla di centinaia di euro per poche ore di attività. C’è però un piccolo dettaglio: per accedere alla piattaforma e ricevere il pagamento, bisogna versare una somma iniziale, apparentemente simbolica. Qualche decina di euro, giusto per verificare l’identità o sbloccare il profilo. Inutile dire che una volta effettuato il pagamento, i truffatori spariscono nel nulla.

Ancora più insidiosa è la variante del phishing bancario, declinata in diverse forme. Il cosiddetto vishing (voice phishing) prevede una telefonata da parte di chi si spaccia per un operatore della tua banca. Il tono è professionale, rassicurante. Ti informano di movimenti sospetti sul conto corrente, di tentativi di accesso non autorizzati, di operazioni che devono essere bloccate immediatamente. Per risolvere il problema, ti chiedono di confermare alcuni dati: il codice IBAN, il PIN della carta, le credenziali di accesso all’home banking. Sembrano richieste legittime, contestualizzate in un’emergenza che richiede una risposta rapida. Ma è proprio questa urgenza artificiale a rappresentare il cuore della truffa.

truffa telefonica
La truffa del Wangiri: come funziona e perché è pericolosa (screenworld.it)

Lo smishing (SMS phishing) funziona con la stessa logica, ma attraverso messaggi di testo che contengono link fraudolenti. Il messaggio può apparire come una comunicazione ufficiale della tua banca, di un corriere espresso, di un ente governativo. Il link rimanda a pagine web costruite per sembrare identiche a quelle originali, dove inserire i propri dati significa consegnarli direttamente ai cybercriminali.

La situazione si complica ulteriormente con l’utilizzo dello spoofing, una tecnica che permette di falsificare il numero chiamante visualizzato sul display del telefono. In pratica, anche se vedi un prefisso italiano o un numero che ti sembra familiare, la chiamata potrebbe comunque provenire dall’estero. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto filtri anti-spoofing per contrastare questo fenomeno, ma i truffatori continuano a trovare escamotage per aggirare le difese. Questo significa che non possiamo più fidarci nemmeno del prefisso visualizzato. I call center stranieri mascherano la loro vera origine per aumentare le probabilità che la vittima risponda, sapendo che un numero italiano ispira più fiducia di uno internazionale sconosciuto.

Rischio di truffa telefonica con prefisso greco
Donna con telefono

Imparare a riconoscere i campanelli d’allarme può fare la differenza tra una truffa sventata e un conto corrente compromesso. Ecco i segnali che dovrebbero farti drizzare le antenne. Ricevi chiamate da numeri con prefisso +33 senza avere contatti in Francia. Nessun parente, nessun amico, nessuna relazione d’affari. Il primo squillo deve già essere un indizio. Ti vengono promessi guadagni facili e veloci, senza particolari competenze richieste. Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è. Ti viene richiesto un pagamento anticipato, per qualsiasi motivazione: sblocco account, verifica identità, spese di attivazione. Le aziende serie non chiedono mai soldi prima di erogare un servizio legittimo.

Ricevi messaggi con link cliccabili, soprattutto se accompagnati da un senso di urgenza: il tuo conto è stato bloccato, operazione sospetta in corso, clicca entro 24 ore. La pressione temporale è una leva psicologica classica. Ti viene chiesto di confermare dati personali o bancari per telefono, via SMS o attraverso app di messaggistica. Nessuna banca seria opera in questo modo. Le istituzioni finanziarie non chiedono mai PIN, password o codici di sicurezza tramite canali non protetti. La difesa migliore è una strategia di prevenzione attiva. Non limitarti a sperare di non essere preso di mira: adotta comportamenti che riducono drasticamente il rischio. Prima regola: non rispondere a chiamate da numeri sconosciuti con prefisso internazionale, specialmente se provengono da Paesi con cui non hai alcun legame. Lascia squillare, ignora. Se fosse davvero importante, chi chiama lascerà un messaggio in segreteria o ti contatterà attraverso canali ufficiali.

Truffa telefonica
Truffa telefonica

Non richiamare mai un numero internazionale che ti ha lasciato uno squillo perso. Questa è una variante della truffa che punta a farti chiamare numeri a tariffazione maggiorata, con addebiti automatici che possono prosciugare il tuo credito telefonico o attivare abbonamenti indesiderati. Blocca immediatamente ogni numero sospetto. Sia iOS che Android offrono funzioni native per bloccare contatti specifici. Usa questa opzione senza esitazione e, se possibile, segnala il numero alle autorità competenti o attraverso app dedicate al tracciamento delle frodi telefoniche. Non cliccare mai su link contenuti in messaggi non sollecitati, anche se sembrano provenire da fonti affidabili. Se ricevi un SMS dalla tua banca con un link, non cliccarlo: apri il browser, digita manualmente l’indirizzo del sito ufficiale e accedi al tuo profilo da lì. Puoi anche chiamare direttamente il numero del servizio clienti riportato sul retro della tua carta di credito o sul sito ufficiale.

Non condividere mai informazioni personali, codici bancari, PIN o credenziali attraverso telefonate, chat o email. Questo vale anche per comunicazioni che sembrano provenire da enti istituzionali. Nel dubbio, interrompi la conversazione e contatta direttamente l’ente attraverso i canali ufficiali per verificare. Utilizza app di filtraggio chiamate e SMS. Esistono applicazioni, alcune gratuite, che identificano e bloccano automaticamente numeri segnalati come fraudolenti da altri utenti. Strumenti come Truecaller, Tellows o Should I Answer possono essere alleati preziosi. Attiva l’autenticazione a due fattori su tutti i tuoi account sensibili, soprattutto quelli bancari. Anche se un truffatore dovesse ottenere le tue credenziali, avrà bisogno di un secondo livello di verifica per accedere.

Truffe online in chiamata
Truffe online in chiamata, fonte: DepositPhotos

Se hai risposto a una chiamata sospetta, cliccato su un link o, peggio ancora, condiviso dati sensibili, agisci immediatamente. Il tempo è un fattore critico. Contatta subito la tua banca e spiega cosa è successo. Chiedi il blocco temporaneo della carta, il monitoraggio delle transazioni recenti e l’eventuale revoca di operazioni non autorizzate. Le banche hanno protocolli specifici per questi casi e possono intervenire rapidamente se allertate in tempo. Cambia tutte le password dei tuoi account online, a partire da quelli più sensibili: home banking, email, account dei social media. Usa password complesse, diverse per ogni servizio, e considera l’utilizzo di un gestore di password.

Presenta una denuncia formale alla Polizia Postale. Puoi farlo sia recandoti presso un ufficio territoriale sia attraverso il portale online. La denuncia non solo avvia un’indagine, ma contribuisce a mappare il fenomeno e a proteggere altri potenziali vittime. Monitora attentamente i tuoi conti correnti e gli estratti conto delle carte di credito nelle settimane successive. Qualsiasi movimento anomalo va segnalato immediatamente.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.