A meno di due settimane dal lancio, iPhone Pocket ha fatto registrare il tutto esaurito in ogni mercato mondiale dove era stata messa in commercio. La custodia in maglia realizzata dalla collaborazione tra Apple e la maison giapponese ISSEY MIYAKE era stata lanciata il 14 novembre in otto paesi selezionati: Stati Uniti, Francia, Cina, Italia, Giappone, Singapore, Corea del Sud e Regno Unito. Il sold out negli Stati Uniti è arrivato in tempi rapidissimi, mentre altri mercati hanno mantenuto alcune varianti cromatiche disponibili fino a pochi giorni fa. L’accessorio è stato accolto con perplessità e ironia sui social network, dove i meme si sono moltiplicati fin dal primo annuncio. Una tasca da portare addosso, al collo o agganciata alla borsa, venduta a un prezzo oscillante tra 159,95 euro per la versione corta e 249,95 euro per quella lunga. Cifre che, come è stato fatto notare, si avvicinano pericolosamente al costo di uno smartphone Android di buon livello, soprattutto approfittando delle giuste offerte promozionali.

Eppure, nonostante lo scetticismo iniziale, iPhone Pocket ha dimostrato ancora una volta la capacità di Apple di imporre tendenze che a prima vista sembrano assurde. Ma cosa ha spinto migliaia di persone in tutto il mondo a spendere fino a 250 euro per quello che in sostanza è una tasca da indossare? La risposta risiede nell’incontro tra due filosofie progettuali complementari. Il team di ISSEY MIYAKE ha applicato la tecnica della maglia 3D che caratterizza gli iconici plissé del marchio nipponico, quella stessa lavorazione brevettata che ha reso celebre l’azienda nel mondo della moda d’avanguardia. La struttura nasce da un unico pezzo di tessuto lavorato in 3D, una strategia produttiva che permette di ridurre al minimo gli sprechi e che dona all’accessorio quella qualità quasi scultorea.

La composizione del materiale rivela l’attenzione ai dettagli: 85% poliestere, 14% nylon e 1% poliuretano. Questo mix permette alla struttura di trasformarsi da una striscia piatta a una custodia morbida capace di avvolgere completamente lo smartphone, pur consentendo di allungare il tessuto per visualizzare lo schermo o inserire altri piccoli oggetti personali come chiavi, auricolari o un rossetto. Apple Design Studio ha collaborato attivamente durante l’intero processo di sviluppo e produzione, fornendo consulenza tecnica per ottimizzare la compatibilità con i dispositivi iPhone. La produzione è avvenuta interamente in Giappone, mantenendo quegli standard qualitativi che contraddistinguono entrambi i marchi e che hanno contribuito al prezzo finale, decisamente non democratico per quella che, in fondo, rimane una sorta di tasca tecnologica.

L’accessorio era proposto in due lunghezze differenti accompagnate da una ricca palette cromatica. La versione corta offriva otto colorazioni vivaci: Limone, Mandarino, Viola, Rosa, Pavone, Zaffiro, Cannella e Nero. Le tinte sono state studiate nei laboratori design di Apple per adattarsi al meglio con le colorazioni degli iPhone attualmente sul mercato. La variante lunga presentava invece tre opzioni più sobrie: Zaffiro, Cannella e Nero, pensate per un pubblico che cerca un utilizzo più discreto e versatile. La struttura in maglia a coste aperte permette di utilizzare iPhone Pocket in molteplici modalità: tenuto in mano, agganciato a una borsa, indossato sulla spalla oppure al collo come una mini bag a tracolla. Il materiale elastico si adatta all’oggetto contenuto, allargandosi per accogliere l’iPhone e lasciando una porzione scoperta che permette di mantenere sott’occhio il display con l’orario o le notifiche in arrivo.

Uomo disperato con smartphone
Uomo disperato con smartphone

In Italia, l’accessorio era disponibile esclusivamente online sul sito ufficiale Apple e presso l’Apple Store di Piazza Liberty a Milano, unico punto vendita fisico nel nostro Paese ad avere l’esclusiva. La strategia di distribuzione limitata ha evidentemente contribuito a creare quella percezione di esclusività che, nel mondo Apple, si traduce quasi automaticamente in desiderabilità. Non è la prima volta che Cupertino propone accessori sopra le righe. I più nostalgici ricorderanno gli iPod Socks, le celebri calze per iPod lanciate negli anni d’oro del lettore musicale. Anche in quel caso, l’iniziale perplessità si era trasformata in un fenomeno commerciale inaspettato. iPhone Pocket sembra seguire lo stesso schema: un prodotto che sa molto di fashion e poco di tech, un articolo che sfida le convenzioni del mercato degli accessori tecnologici per proporsi come elemento di stile personale.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.