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Il famosissimo marchio cinese che produce, tra le altre cose, smartphone ha annunciato uno stop clamoroso.

Il 2026 segna un passaggio storico per il mercato mobile: Asus ha annunciato ufficialmente lo stop alla produzione di smartphone, decretando la fine delle linee Zenfone e ROG Phone, due serie che negli ultimi anni avevano conquistato una nicchia di utenti fedeli.

La notizia, inizialmente circolata come indiscrezione, è stata confermata dal presidente Jonney Shih, che ha spiegato come l’azienda abbia deciso di concentrare tutte le risorse su settori considerati più strategici, in particolare intelligenza artificiale, computer e dispositivi emergenti.

Stop alla produzione di smartphone per questo famoso marchio cinese

Secondo Shih, Asus “non lancerà più nuovi modelli di telefoni”, pur continuando a monitorare il settore e a garantire supporto e aggiornamenti ai dispositivi già in commercio. Una scelta che, come confermato anche da diverse testate internazionali, rappresenta un vero cambio di rotta: l’azienda ha infatti congelato in modo indefinito lo sviluppo di nuovi smartphone, lasciando intendere che un eventuale ritorno non è escluso, ma neppure previsto nel breve periodo .

La decisione va letta all’interno di un contesto più ampio: il mercato degli smartphone sta attraversando una fase di forte consolidamento, in cui solo i colossi globali riescono a sostenere i costi di ricerca, sviluppo e innovazione necessari per restare competitivi. Le aziende intermedie, come Asus, faticano invece a emergere in un panorama dominato da margini sempre più ridotti e cicli di aggiornamento meno frequenti da parte degli utenti. Non sorprende, quindi, che il marchio abbia scelto di riallocare risorse verso settori in crescita come robotica, smart glasses e sistemi AI, confermati come priorità strategiche anche da fonti internazionali .

Quasi in contemporanea con l’annuncio di Asus, si è diffusa la voce che anche OnePlus fosse pronta a lasciare il mercato degli smartphone. L’indiscrezione è stata però smentita dal CEO della divisione indiana, Robin Liu, che ha invitato a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali. Secondo OnePlus India, infatti, le operazioni proseguono regolarmente e non è previsto alcun ritiro dal settore.

Smartphone negozio
Stop agli smartphone per questo famoso marchio cinese – Screenworld.it

La smentita, tuttavia, non ha dissipato del tutto i dubbi: il comunicato dell’azienda fa riferimento esplicito solo al mercato indiano, senza menzionare le altre divisioni globali. E il silenzio della filiale statunitense, dove il marchio sta vivendo un periodo di difficoltà, alimenta ulteriori interrogativi sul futuro del brand fuori dall’Asia. Per ora, comunque, OnePlus resta operativa e non ha annunciato cambi di strategia. La crisi di Asus e le incertezze su OnePlus riflettono una trasformazione profonda del settore. Oggi non basta più produrre smartphone di qualità: i consumatori chiedono ecosistemi completi, servizi integrati, funzioni avanzate basate sull’IA e dispositivi connessi. Un livello di complessità che solo le big tech possono sostenere.

Di fronte a queste sfide, molti utenti scelgono alternative più economiche e minimaliste, come i cosiddetti dumb phone, dispositivi essenziali utilizzati per periodi di “digital detox”. Allo stesso tempo, cresce l’interesse verso tecnologie che potrebbero sostituire lo smartphone tradizionale: gli smart glasses, in particolare, stanno vivendo una fase di forte sviluppo, con aziende come Meta, Google e altri player pronti a investire in soluzioni di realtà aumentata sempre più avanzate. Secondo diversi analisti, il 2026 potrebbe essere un anno decisivo per la diffusione di questi dispositivi, che stanno diventando più leggeri, potenti e accessibili .

La scelta di Asus non è solo la fine di un’era, ma anche il segnale di un cambiamento strutturale: il mercato mobile non è più il terreno fertile di un tempo. Le aziende che non riescono a sostenere la corsa all’innovazione preferiscono spostarsi verso settori più promettenti, come l’IA e i dispositivi indossabili. Per gli utenti Asus, almeno nel breve periodo, non cambierà molto: i dispositivi già in circolazione continueranno a ricevere aggiornamenti e assistenza. Ma per il mercato nel suo complesso, la notizia rappresenta un campanello d’allarme: la competizione si restringe e il futuro dello smartphone, così come lo conosciamo, potrebbe essere più incerto di quanto sembri.

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