La guerra dei browser entra in una nuova era. OpenAI ha svelato ChatGPT Atlas, un browser completamente ripensato attorno all’intelligenza artificiale che elimina la tradizionale barra di ricerca per sostituirla con ChatGPT come cuore pulsante dell’esperienza di navigazione. L’annuncio è arrivato martedì 21 ottobre con una livestream che ha messo fine alle speculazioni innescate poche ore prima da un misterioso video teaser pubblicato sui social della compagnia. Atlas rappresenta la mossa più audace di OpenAI nel suo confronto diretto con Google, che domina il mercato dei browser attraverso Chrome, utilizzato dalla stragrande maggioranza degli utenti internet a livello globale.

Il browser è disponibile da subito su macOS in tutto il mondo, mentre le versioni per Windows, iOS e Android arriveranno prossimamente, secondo quanto comunicato dall’azienda. Ma c’è un dettaglio importante: la modalità agente, quella che permette all’AI di agire autonomamente per conto dell’utente, è riservata agli abbonati ChatGPT Plus e Pro. Durante la presentazione, Adam Fry, product lead per ChatGPT Search, ha descritto la funzione memoria come uno dei punti di forza del browser: “Lo rende più personalizzato e più utile per te“. Ma è la modalità agente a rappresentare il vero salto concettuale. “In Atlas, ChatGPT può ora compiere azioni per te. Può aiutarti a prenotare ristoranti o voli, o semplicemente modificare un documento su cui stai lavorando“. Gli utenti mantengono comunque il controllo: possono visualizzare e gestire i “”ricordi”” del browser nelle impostazioni e aprire finestre in incognito quando preferiscono non lasciare traccia.

Quando clicchi su un link dai risultati di ricerca, il browser mostra di default una schermata divisa: da un lato la pagina web, dall’altro la trascrizione della conversazione con ChatGPT. L’obiettivo dichiarato è quello di avere sempre un compagno intelligente a fianco, anche se l’utente può disattivare questa visualizzazione se preferisce un’esperienza più tradizionale. Una funzione chiamata cursor chat permette di selezionare testo da un’email e, con un semplice click, far sì che ChatGPT lo riformuli direttamente in linea. Il browser offre anche capacità di sintesi delle pagine web, trasformando lunghi articoli in riassunti immediati.

Resta da vedere se OpenAI riuscirà a convincere centinaia di milioni di persone ad abbandonare abitudini radicate da decenni. Eliminare la barra di ricerca non è solo una scelta di design: è una dichiarazione di intenti, un modo per dire che il futuro della navigazione non passa più attraverso parole chiave e liste di link blu, ma attraverso conversazioni con un’intelligenza artificiale che capisce cosa vuoi prima ancora che tu finisca di formulare la domanda. Ambizioso, certo. Rivoluzionario, forse. Ma in un mercato dove Chrome detiene una posizione dominante quasi inattaccabile, OpenAI avrà bisogno di molto più di una buona idea per cambiare davvero le regole del gioco.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it