Pagare per usare un bagno pubblico non è certo una novità. In molti paesi europei, dalla Francia alla Germania, è prassi comune lasciare qualche moneta per accedere ai servizi igienici. Ma quello che sta accadendo in alcuni bagni pubblici cinesi porta il concetto di monetizzazione a un livello completamente diverso, trasformando un bisogno primario in un’esperienza pubblicitaria obbligata. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web, scatenando reazioni che oscillano tra l’incredulità e l’indignazione. Alcuni bagni pubblici in Cina hanno installato distributori di carta igienica che funzionano in modo piuttosto controverso. Per ottenere qualche strappo di carta, gli utenti devono scansionare un QR code e guardare uno spot pubblicitario. Solo dopo aver visionato l’intero annuncio, il dispositivo eroga una quantità limitata di carta. Se la porzione non è sufficiente, o se proprio non si ha voglia di sopportare l’ennesima pubblicità, esiste un’alternativa: pagare 0,5 RMB, l’equivalente di circa 5 centesimi di euro, per saltare lo spot.

Un video condiviso da China Insider ha documentato il funzionamento di questi dispositivi, mostrando un utente che, smartphone alla mano, completa l’intero rituale: scansione del codice, visione della pubblicità, attesa della dispensazione della carta. La clip ha rapidamente fatto il giro dei social media internazionali, finendo anche sul subreddit dedicato all’anti-consumismo, dove è stata etichettata senza mezzi termini come distopica. Le autorità locali hanno giustificato l’iniziativa come una misura per combattere gli sprechi. Secondo quanto dichiarato, alcuni utenti avrebbero preso l’abitudine di prelevare quantità eccessive di carta igienica gratuita dai bagni pubblici, arrivando addirittura a riempire borse intere per portarla a casa. Un problema che, a quanto pare, non è nuovo per la Cina.

In China if you want toilet paper you first have to watch ads.
byu/Shaddes_ inCyberpunk

Al di là delle motivazioni ufficiali legate alla riduzione degli sprechi, l’implementazione di questo sistema solleva interrogativi significativi. Il primo riguarda l’igiene: cosa succede se qualcuno ha bisogno urgente del bagno ma il suo smartphone è scarico o non ha con sé monete. In un’epoca in cui i pagamenti digitali dominano la scena cinese, l’assenza di alternative accessibili potrebbe creare situazioni problematiche. Il secondo aspetto tocca una questione più ampia, quella della pervasività della pubblicità nella vita quotidiana. Esiste un limite oltre il quale la monetizzazione di ogni aspetto dell’esistenza diventa invasiva. Guardare uno spot per ottenere carta igienica in un bagno pubblico significa trasformare anche i momenti più privati e fondamentali in opportunità commerciali. È un confine che molti utenti online ritengono sia stato ampiamente superato.

Le reazioni sui social media sono state prevalentemente negative. Numerosi commentatori hanno dichiarato che, di fronte a una simile prospettiva, preferirebbero semplicemente portare con sé dei fazzoletti di carta. Una soluzione pratica che, se adottata su larga scala, potrebbe vanificare l’intero scopo commerciale di questi dispositivi. E mentre qualcuno cerca di trasformare anche i bisogni più elementari in occasioni di profitto, forse vale la pena ricordare che alcuni aspetti della vita dovrebbero rimanere liberi dalla logica del mercato. O almeno, così si potrebbe pensare prima di trovarsi davanti a un distributore di carta igienica con lo schermo acceso e un countdown pubblicitario in corso.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it