Il mercato degli occhiali smartsta vivendo una fase di fermento senza precedenti, e Snap ha deciso di giocare d’anticipo con una mossa che ha colto di sorpresa molti osservatori del settore. Mentre Meta continua a perfezionare le sue Ray-Ban Stories e Apple lavora nell’ombra al suo dispositivo di realtà mista, l’azienda di Evan Spiegel ha presentato ufficialmente Specs, un paio di occhiali a realtà aumentata che ambiscono a essere molto più di un semplice accessorio tech: un vero computer indossabile.
L’annuncio è arrivato durante l’AWE USA 2026, dove il CEO di Snap ha svelato un prodotto dalla dotazione tecnica particolarmente ambiziosa. Gli Specs si distinguono immediatamente per una caratteristica che lascia intuire la complessità del progetto: al loro interno lavorano due processori Snapdragon distinti, uno dedicato esclusivamente alla gestione delle lenti e l’altro all’elaborazione della visione artificiale. Una scelta ingegneristica che testimonia quanto Snap abbia voluto spingere sull’acceleratore dell’innovazione, anche a costo di sfidare i limiti della miniaturizzazione.
Il sistema sensoriale degli occhiali è degno di nota: due fotocamere a colori ad alta risoluzione catturano il mondo circostante, affiancate da due telecamere a infrarossi dedicate alla computer vision e da sensori inerziali a sei assi che permettono di tracciare con precisione i movimenti della testa. Questo arsenale tecnologico consente agli Specs di comprendere l’ambiente circostante e offrire esperienze contestuali che vanno ben oltre la semplice sovrapposizione di elementi digitali alla realtà.
La struttura è realizzata in polimero svizzero TR90, un materiale scelto per garantire il giusto equilibrio tra leggerezza e resistenza. Snap ha previsto due versioni: la prima con montatura da 47 millimetri pesa 132 grammi, mentre quella da 52 millimetri raggiunge i 136 grammi. Non sono piume, certo, ma considerando la tecnologia racchiusa al loro interno, il peso risulta gestibile per un utilizzo prolungato. Un dettaglio che farà felici molti utenti è la possibilità di inserire e sostituire facilmente lenti graduate, rendendo il dispositivo accessibile anche a chi normalmente porta gli occhiali da vista.
Sul fronte dell’esperienza visiva, gli Specs offrono un campo visivo di 51 gradi attraverso un display stereo waveguide con oscuramento automatico che si adatta alle condizioni di luce ambientale. Le immagini vengono proiettate tramite mini proiettori LCoS, una tecnologia simile a quella già adottata da aziende come Xreal e Viture. Per dare un’idea concreta dell’effetto, Snap paragona l’esperienza alla visione di uno schermo da 115 pollici osservato da circa tre metri di distanza: una promessa allettante per chi cerca un’alternativa portatile ai grandi schermi domestici.
L’audio non è stato trascurato: altoparlanti stereo integrati offrono un’esperienza spaziale, mentre un array di microfoni con riconoscimento vocale permette di interagire con il dispositivo senza utilizzare le mani. Gli Specs supportano infatti il controllo tramite gesti, aprendo scenari d’uso decisamente interessanti: dalla visione di filmati e serie TV all’utilizzo delle celebri Lenses di Snapchat, dal gaming all’assistenza pratica in tempo reale, fino alla possibilità di lavorare su lavagne virtuali condivise.

Ma c’è di più: grazie alla connessione USB-C, gli occhiali possono funzionare anche come display esterno collegato a computer, smartphone o console. È proprio qui che emerge l’ambizione di Snap: non limitarsi a creare un dispositivo di realtà aumentata, ma unire due mondi distinti, quello degli occhiali che fungono da schermo portatile e quello dei dispositivi AR che permettono di interagire con il mondo reale attraverso sovrapposizioni digitali.
Per quanto riguarda l’autonomia, Snap dichiara un utilizzo misto fino a quattro ore, un dato in linea con dispositivi simili ma che potrebbe rappresentare un limite per sessioni d’uso prolungate. La custodia di ricarica inclusa estende però l’utilizzo complessivo fino a 20 ore, mentre la ricarica avviene tramite un cavo magnetico dedicato, soluzione che garantisce praticità e velocità.
E arriviamo al punto dolente, quello che farà storcere il naso a molti: il prezzo. Gli Specs sono già prenotabili con un anticipo rimborsabile di 200 dollari e arriveranno sul mercato in autunno negli Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Il costo è di 2.195 dollari, una cifra che colloca il prodotto in una fascia premium decisamente elevata, ben lontana dai Meta Ray-Ban e sicuramente destinata a una nicchia ristretta di early adopter e appassionati.

La domanda è lecita: può Snap giustificare un prezzo così elevato? L’azienda punta sul fatto che si tratti di un prodotto unico nel suo genere, tecnologicamente una spanna avanti rispetto ai competitor diretti. Non stiamo parlando di un semplice paio di occhiali con fotocamera integrata, ma di un vero dispositivo di computing indossabile con capacità AR avanzate, doppio processore dedicato e un ecosistema software che promette di evolversi rapidamente.
Resta da capire se il pubblico sarà disposto a investire una cifra così elevata per una tecnologia ancora agli inizi della sua diffusione. Però una cosa è già evidente: la corsa agli occhiali smart è ormai entrata nel vivo, con aziende sempre più determinate a trasformare questi dispositivi nel prossimo grande mercato dell’elettronica di consumo.
Ma insieme all’innovazione cresce anche un altro interrogativo, quello legato alla privacy, visto che proprio nelle scorse ore ha fatto discutere il caso che ha coinvolto gli occhiali smart di Meta, finiti al centro di una polemica dopo le rivelazioni sul trattamento dei dati degli utenti. Un promemoria che ricorda come il futuro di questi dispositivi non dipenderà soltanto da potenza, autonomia o qualità delle lenti, ma anche dalla capacità delle aziende di conquistare la fiducia delle persone.
