Disney+ ha riportato in Italia, dopo sedici anni dalla sfortunata nona stagione, Scrubs con una serie revival che vede coinvolto non solo Bill Lawrence, autore dell’opera originale, ma anche buona parte del cast che abbiamo amato in passato.
Zach Braff, Donald Faison, Sara Chalke, Judy Reyes e John C. McGinley tornano infatti a vestire i panni di JD, Turk, Elliot, Carla e Cox. Tuttavia, i sedici anni trascorsi dall’ultima trasposizione televisiva della comedy medica hanno inevitabilmente cambiato il Sacro Cuore e le dinamiche al suo interno.
Il Sacro Cuore

All’inizio del primo episodio scopriamo che JD ha trascorso gli ultimi sedici anni della sua carriera a operare nel ruolo di medico privato, lontano dall’ospedale nel quale si è formato e lo abbiamo conosciuto. In questo arco di tempo, non ha mai varcato la soglia del Sacro Cuore pur vivendo a circa un’ora di auto dall’edificio. Tuttavia, nella prima puntata di questo revival targato ABC e hulu, il personaggio interpretato da Zach Braff è costretto a visitare una sua paziente che è stata ricoverata proprio all’interno del Sacro Cuore. Nessuno dei suoi ex colleghi è a conoscenza del suo ritorno che diventa, in questo modo, il più genuino possibile.
Proprio come JD, anche noi spettatori varchiamo l’ingresso dell’ospedale per la prima volta dopo sedici anni, accompagnati nella scoperta di tutti i cambiamenti attraverso gli occhi dello stesso protagonista. Al primo impatto, non riusciamo a notare alcuna differenza con il passato: troviamo Carla che si fa rispettare dai pazienti e mantiene l’ordine all’interno della sala d’ingresso (prima di gioire alla presenza del suo amico Bambi); Turk fiuta la presenza del suo migliore amico nel bel mezzo di un intervento e si precipita ad accoglierlo prendendolo sulle spalle e “spiccando il volo” in una gag che abbiamo visto tante volte nella serie originale.
È proprio qui, tuttavia, che Bill Lawrence sceglie di catapultarci nel presente e ci dice chiaramente che gli anni trascorsi hanno lasciato un segno non solo nei personaggi, ma anche nell’ospedale. Turk non riesce a reggere il peso di JD e i due cadono rovinosamente a terra sotto gli occhi di Carla che li sprona a “ritirarsi dal servizio di volo”. JD, a questo punto, tenta di constatare l’ora del decesso segnando di fatto la morte di quello che sono stati in passato il medico e il chirurgo. L’iconica sigla della serie chiude questa gag portandoci definitivamente nella nuova era di Scrubs.
A questo punto, JD prende a vagare per l’ospedale, ricordando quello che un tempo hanno significato per lui delle semplici stanze come il ripostiglio nel quale ha conosciuto Elliot che, tuttavia, acquista da subito un nuovo valore. È proprio nei pressi di uno dei luoghi che hanno simboleggiato l’intimità della coppia che apprendiamo della fine di questa relazione. È solo il primo di una serie di momenti che chiudono il passato e aprono una finestra su quello che sarà il futuro di Scrubs.
Risorse umane

A creare la definitiva frattura con il passato, nella serie revival di Scrubs, è il personaggio di Sibby Wilson, nuova rappresentante delle risorse umane allocata al Sacro Cuore. La vediamo per la prima volta durante uno dei classici monologhi del dottor Cox che sta strigliando una delle nuove specializzande colpevole di non aver mostrato l’interesse richiesto per una procedura medica. Sibby, interpretata da Vanessa Bayer, appare da dietro una tenda rivelandosi al pubblico come se provenisse dalle quinte nascoste dietro un sipario teatrale. La sua immediata richiesta, nei confronti del dottor Cox è quella di fare “molto meno”, minacciandolo di dover andare a un seminario di formazione sulla sensibilità.
La figura delle risorse umane, infatti, è quella che più di tutte segna uno spaccato tra quello che è stato Scrubs e quello che sarà. Con questa scena, infatti, Bill Lawrence ci dice che è stato bello scherzare in modo così brutale su argomenti delicati come la stabilità emotiva con battute che mettono in discussione l’orientamento sessuale dei personaggi o che incitano a comportamenti aggressivi, ma nel contesto attuale non c’è più spazio per questo genere di cose. Scrubs non può fingere che i canoni della comicità non siano cambiati e, come ogni altro prodotto audiovisivo, deve adeguarsi alle nuove regole del gioco.
Tuttavia, questo passaggio non avviene con il semplice addolcire i personaggi o l’abolizione di gag che, ad oggi, potrebbero essere viste come eccessive. Gli sceneggiatori, infatti, scelgono di inserire Sibby per guidare alcuni dei personaggi più problematici (come appunto Cox o Todd) in un passaggio che da soli non sarebbero stati in grado di completare. Questo, inoltre, avviene generando molta resistenza e attrito proprio nei personaggi che hanno sempre avuto una personalità sopra le righe. Allo stesso tempo, la rappresentante delle risorse umane guida anche lo spettatore e lo aiuta a calarsi nella nuova realtà del Sacro Cuore.
Passaggio di testimone

L’attrito maggiore generato da Sibby è sicuramente quello con il dottor Cox, il quale mostra più volte di non riuscire a contenere il suo carattere e sottostare alle nuove politiche del Sacro Cuore. Non importa quante minacce riceverà dalle risorse umane, la sua tendenza sarà sempre quella di insegnare ai suoi specializzandi con i soliti vecchi metodi. Tuttavia, non è più il suo tempo e, per lui, è troppo tardi per potersi adeguare a un mondo che evolve in modo fin troppo veloce. Dopo aver ricevuto la prima minaccia da Sibby, infatti, non passano nemmeno cinque minuti prima che Cox torni a punzecchiare Sam, specializzanda rea di essere impreparata nella stessa procedura medica che avrebbe voluto insegnarle la scena prima.
Il risultato è che il primario di medicina si lascia andare a un’altra sfuriata nella quale sottolinea con veemente ironia l’incompetenza della specializzanda con unico esito – quello di ricevere l’obbligo di presentarsi al seminario tenuto da Sibby il sabato successivo. Come conseguenza di questo episodio, Cox scopre le sue carte con JD e gli chiede apertamente di tornare. In una insolita dimostrazione di fragilità, il mentore ammette di non riuscire più a stare al passo coi tempi, di non riuscire a essere il tipo di medico che ci si aspetta in questo periodo storico e di non avere più le forze per cambiare.
JD chiede del tempo per riflettere sulla proposta, ma si accorge ben presto di voler tornare al Sacro Cuore. Quando accetta l’offerta, tuttavia, scopre che non lavorerà al fianco del dottor Cox, bensì è chiamato a diventare il dottor Cox. Si tratta di un ennesimo punto di chiusura con il passato e un simbolico passaggio di testimone tra quello che è stato il Sacro Cuore e quello che invece dovrà diventare per potersi adeguare a un nuovo mondo. Non è più il tipo di ospedale nel quale ciò che conta è imparare a eseguire le procedure e, per farlo, i medici più esperti sono autorizzati a essere duri nei confronti degli specializzandi.
Trasferire il ruolo di primario di medicina da Cox a JD vuol dire preferire la gentilezza e la vulnerabilità alla virilità brutale che non lascia spazio alle ammissioni di fragilità. Il passaggio di testimone indica che il vecchio Scrubs è ormai superato e possiamo ora addentrarci in una nuova era del Sacro Cuore – un’era tutta da scoprire per un Sacro Cuore in cerca di un’identità che permetta alla serie di reggersi sulle sue gambe, anche se orfana del carisma di personaggi come il dottor Cox e il dottor Kelso che per anni si sono dati battaglia su cosa fosse meglio per il bene dell’ospedale.
