X

Due legende del mondo televisive si incontrano nelle riviere romagnole per parlare del mondo televisive. Il futuro della produzione internazionale in ambito seriale e il ruolo delle grandi case creative nel nuovo ecosistema audiovisivo sono stati al centro della Conversazione che si è svolta domenica 5 luglio al Cinema Fulgor, tra David W. Zucker, Chief Creative Officer di Scott Free Productions (The Good Wife, The Good Fight, The Man in the High Castle e Raised by Wolves), e Steve Stark, produttore ed executive di lunga esperienza che ha contribuito allo sviluppo di serie di grande impatto internazionale come The Handmaid’s Tale, Fargo, Vikings e Mercoledì. Ha moderato l’incontro Hakim Zejjari.

Steve Stark e David W.Zucker -©Italian Global Series
Steve Stark e David W.Zucker -©Italian Global Series

La conversazione è partita sulla situazione del cinema americano dove sembra esserci sempre meno libertà creativa. Per David W. Zucker: “Ė frustrante, sì. La crisi del settore è iniziata con l’avvento di Netflix che ha modificato i contenuti e ha influenzato anche il pubblico, che adesso ha un arco di attenzione più breve. E poi c’è l’intelligenza artificiale che avrà sicuramente un impatto importante sul business di Hollywood, c’è già un film, Hell Grind interamente girato con quella tecnologia, in futuro non ci sarà più bisogno né di studios né di distribuzione”. Steve Stark: “Ma io concepisco la serialità come film divisi in vari pezzi, e qui la creatività conta eccome, siamo sempre alla ricerca di buone idee”.

L’algoritmo lascerà ancora spazio per il produttore? Per David W. Zucker “non puoi soffocare la creatività, ho imparato che devi perseverare in quello che hai fatto fin dall’inizio della tua attività e soprattutto trovare il partner giusto”.

Entrambi hanno contribuito allo sviluppo di adattamenti seriali di celebri opere cinematografiche. Come si rapportano con il prodotto originale?

Steve Stark: “Non bisogna riprodurre o imitare ma rendere omaggio, non replicare e fare qualcosa di originale mantenendo lo spirito che animava il film. Ma bisogna avere anche rispetto: quando ho fatto la serie Fargo non avevo alcun obbligo contrattuale verso i fratelli Coen ma quando ho avuto qualche dubbio ho chiamato Joel che mi ha dato una grande mano”.

David W. Zucker: “Si tratta di rendere omaggio e, nello stesso tempo, creare nuove esperienze come stiamo facendo ad esempio con Alien: Pianeta Terra di cui abbiamo appena iniziato a girare la seconda stagione”.

Dichiarazione

“A me mancano i cowboy e le cowgirl” ha detto Steve Stark “che però non possono più fare parte del gioco. Ora abbiamo esaurito i filoni e dobbiamo intercettare i cambiamenti. Ogni serie che si fa oggi non ha più la freschezza delle serie di qualche anno fa, abbiamo un peso enorme sulle spalle”.

Dichiarazione

“Produrre” ha concluso David W. Zucker – “richiede un grande entusiasmo e per riuscire a fare un grande prodotto devi riuscire a portare dalla tua parte i grandi talenti!”.

L’Italian Global Series è ideato e organizzato da APA – Associazione Produttori Audiovisivi con il sostegno del Ministero della Cultura, in collaborazione con Cinecittà, con il supporto di Regione Emilia-Romagna e di APT Servizi Emilia-Romagna, dei Comuni di Rimini e Riccione e di AGIS, con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Enel e Gruppo FS e VisitRomagna, diretto da Marco Spagnoli.

Condividi.

Sono nato nel 1999, lo stesso anno di "Il gigante di ferro", "Tarzan", "Matrix", "Ghost Dog" e "Terror firmer". Grande appassionato di cinema, di storia, di videogiochi e di arti marziali. Laureato alla triennale di "Antropologia", amo analizzare i i film e il giochi tramite la loro importanza culturale, storica, sociologica e non solo.