C’è un volto che ricorre spesso nelle serie Tv, appare quando meno te lo aspetti, lo intercetti in una scena e ti chiedi come mai sia lì. Titus Welliver ha questo dono, esser una presenza discreta ma magnetica anche quando non ha ruoli di primo piano, una capacità rara che semplicemente esplode quando è protagonista. Lo abbiamo incontrato durante le Italian Global Series, la manifestazione dedicata alla serialità che ha trasformato Rimini e Riccione nelle capitali dell’intrattenimento.
Difficile vedere arrivare Titus Welliver e ripensare che davanti a noi si siede l’Uomo in Nero di Lost. Sorriso aperto, una stretta di mano salda e una battuta che stempera subito l’ambiente, complice l’apprezzamento per i suoi numerosi tatuaggi. Si rompe il ghiaccio anche così, prima di andare nel vivo della sua carriera.
Italian Global Series: intervista a Titus Welliver

A partire da Bosch, il ruolo che negli ultimi anni lo ha visto protagonista nella serie di Prime Video tratta dai romanzi di Michael Connelly, conclusasi recentemente. Ma come ci ha insegnato proprio Bosch, la chiusura è un mito, qualcosa rimane sempre. E per un attore che si è impegnato a portare in scena un personaggio così complesso come l’investigatore di Connelly, è difficile pensare che non sia rimasto qualcosa di Bosch nel suo quotidiano.
La chiusura è un mito, le cose non si chiudono mai, è vero. Bosch è un personaggio molto nuovo, un antieroe, un uomo spezzato dentro che per questo risulta molto umano e, penso, molto accessibile. Per me è stato molto importante essere protettivo dell’integrità del personaggio dai libri, non farlo diventare sexy, farlo andare in un’auto veloce, volevo che fosse umano. Penso che ciò sia ciò che Michael ha messo nei libri e io ho cercato di interpretarlo come un attore e non distruggere l’integrità.
Non un compito semplice, considerato che nei romanzi di Connelly rimanevano dettagli di Bosch in attesa di essere definiti. Titus Welliver ha mostrato di avere compreso lo spirito del personaggio e averlo completato con garbo, sempre rispettoso del lavoro di Connelly.
Westies: muoversi tra due mondi

Un approccio che viene utilizzato anche per il suo nuovo personaggio in Westies, Glenn Kleenan. Un poliziotto di origini irlandesi diviso tra il suo rispetto per la divisa e le sue amicizie di una vita, in una New York violenta contesa da irlandesi e italiani negli anni ’80. Soprattutto, una figura bene diversa da Bosch.
Anzitutto, è proprio il completo opposto di Harry Bosch. All’inizio era un uomo per bene e aveva un senso d’onore, di rispetto per il suo servizio, ma è stato corrotto; quindi, ha rivoluzionato il suo compasso morale. E’ un uomo molto torturato, ma invece di internalizzarlo, lo esternalizza ed è molto brutale. Ma è un personaggio molto umano, quindi non voglio classificare personaggi come buoni o male, perché penso che non possa farlo come un attore. Keenan è davvero un personaggio complesso, interpretare qualcuno che ha una moralità così compromessa e perduta, per me è stato una sfida interessante. E piuttosto divertente, anche se è un tema molto scuro. Ma è come un buon cibo: quando ne prendi un morso, ne vuoi di più.
Lost: i segreti dell’Uomo Nero

In attesa di rivedere in azione Titus Welliver, non possiamo che ricordare il suo ruolo in Lost, la serie cult che alle Italian Global Series non vede nel solo Welliver un degno rappresentate, vista la presenza di Carlton Cuse, uno dei creatori della serie. Titus Welliver è entrato in scena in un secondo momento, prestando il volto a uno dei personaggi più criptici ed enigmatici, l’Uomo Nero.
È stata un’esperienza meravigliosa e ho ricevuto un chiamato dalla produttrice e scrittrice Elisabeth Sarnoff. Abbiamo lavorato assieme ad altre serie, come Big Apple e Deadwood, era una delle scrittrici e quando mi hanno contatto non avevo idea di chi era il personaggio.
Ma era comunque un appassionato di Lost, tanto da essere ansioso di prendere parte alla serie, ma non di spoilerarsi eventi e colpi di scena leggendo il copione. Un’impresa quasi impossibile, ma Welliver aveva trovato un metodo per rimanere ignaro dell’evolversi della storia.
Ero un fan del programma, non leggevo i copioni, ma solo le mie scene, perché non volevo spoilerami da solo. Penso che mi considerassero un po’ pazzo, ma è stata un’esperienza incredibile e meravigliosa. E sono stato fortunato ad aver preso parte a una serie così importante nella storia della televisione.
Ripensando al successo di Lost, Titus Welliver non ha dubbi su quale sia stata la formula vincente del suo successo, oltre a notare come la sua fama sia ben lungi dall’essere terminata
È stato molto originale, la scrittura, ed è stato bello vedere Carlton nella cerimonia di apertura e parlare con lui. È stato una storia perfetta. È molto imprevedibile, il programma viene scoperto da altri pubblici più giovani, che erano troppo piccoli quando il programma è stato scoperto, e anche rivisto da persone che avevano guardato il programma inizialmente e lo stanno apprezzando di nuovo per la seconda volta. E ci sono anche spettatori hardcore che lo hanno visto 5, 6, 7 volte.
Ripensando alla sua scelta di leggere solamente le proprie battute, viene da chiedersi se questo approccio abbia consentito a Welliver di dare al suo personaggio una maggior veridicità, soprattutto in momenti particolarmente intensi
Sì, è davvero così. Ti racconto una storia divertente. C’è un momento nella storia delle origini del personaggio di Nestor Carbonell, dove siamo nella giungla, e lui dice che il fumo nero ha preso sua moglie. E io avevo una battuta in cui dicevo “No, sono stato io”. E lui dice “Come lo sai?” e io dico “Io sono il fumo nero”. Quando stavamo girando quella scena, abbiamo fatto una prova, ma eravamo nella giungla, quindi c’erano molti uccelli ed era tutto molto rumoroso. Ma durante la prova, quando io dico la battuaa, tutto diventa molto silenzioso. Quindi mi guardo intorno e Nestor Carbonell mi dice, “Hai capito ciò che hai detto?” E io dico “Sì, sono il fumo nero… Oh mio Dio!” E lui dice “E’ lo stesso dire ‘No Luke, io sono tuo padre.’”
L’imitazione di Darth Vader di Welliver è perfetta, profonda e perentoria, ma svanisce dopo un secondo, seguita da una risata scoppiettante. Giusto il tempo di un saluto, di uno scambio di convenevoli e un ‘Ma non facciamo una foto?’ chiesto da Welliver che accogliamo ben volentieri, e l’Uomo Nero di Lost è già pronto alla prossima intervista.
A noi non resta che aspettare l’uscita di Westies, la nuova serie di MGM+, per rivedere uno degli attori più riconoscibili del mondo seriale.
