“Noi viviamo tra la gente, nascondendoci in piena vista”

La voce metallica di Optimus Prime rivelava la silenziosa amicizia che ha legato gli Autobot all’umanità, come veniva raccontato nel ciclo cinematografico dei cybertroniani. Una regola di vita che era già leggenda, per chi è cresciuto con la serie animata cult degli anni ’80. Un vero e proprio monumento della pop culture che ha suggestionato anche raffinati narratori, che ha reso i Transformers una presenza costante nel nostro immaginario.

Non è un caso che nel momento di portare in Italia uno dei capitoli fondamentali dell’Energon Universe, saldaPress abbia battezzato il primo volume di Transformers con un titolo che rende omaggio al mito degli Autobot: Robot in incognito. Avviatosi con Void Rivals, l’Energon Universe era oggetto di curiosità soprattutto per la serie dedicata agli heroes in disguise, affidata a un vero fuoriclasse dei comics contemporanei: Daniel Warren Johnson.

Più di quello che l’occhio vede

Transformers
Transformers – © Image Comics/saldaPress

In una sperduta cittadina mineraria americana, Spike Witwicky conduce un’esistenza tutt’altro che rosea. Poco più che adolescente, si prende cura del padre, Sparky, alcolista che non ha accettato la morte del figlio maggiore, Jimmy, durante un lancio di uno shuttle, creando una profonda spaccatura tra sé e il suo secondogenito. Mentre l’uomo cerca di affogare dolore e memoria nell’alcol, Spike si aggrappa con tutte le sue forze al ricordo del fratello, continuando a guarda alle stelle con la stessa passione e speranza con cui lo faceva assieme a Jimmy, nonostante con amarezza il padre cerchi di distaccarlo da questa sua decisione, sostenendo che:

“Dimenticare è molto meglio”

A sostenere Spike in questa sua personale elaborazione del lutto è l’amica Carly. Sveglia e intraprendente, Carly è l’unica amica di Spike, la sola a incoraggiarlo a seguire il suo sogno di divenire un astronauta, lasciandosi tutto alle spalle, compreso il padre.

Durante una delle loro serate di osservazione del cosmo, Carly e Spike fanno però una straordinaria scoperta: un’astronave aliena! Incastrato nel fianco della montagna, il vascello alieno sembra aver visto giorni migliori, ma il suo aspetto fatiscente non fa che stimolare la curiosità di Carly e Spike, che si avventurano al suo interno.

Nuovi, strani amici

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Transformers – © Image Comics/saldaPress

Scelta che cambierà radicalmente le loro vite, visto che una volta all’intero dell’astronave scoprono la presenza di giganteschi robot, apparentemente distrutti. Solo uno di essi, che scopriranno chiamarsi Jetfire, pare essere ancora funzionante, ed essere intento a riportare in vita i propri simili, cercando un modo per far sì che si possano confondere con la popolazione terrestre:

“Fino a quando non avremo abbastanza energia per tornare a casa, vi ho trovato nuove forme…forme che le creature della Terra troveranno familiari.”

Sotto gli occhi increduli dei due umani, un secondo robot prende vita, iniziando subito un’accesa lite con il suo salvatore. Apparentemente, a bordo dell’astronave ci sono due diverse fazioni di robot, da secoli in lotta, e mentre qualcuno vorrebbe porre drasticamente fine al conflitto con un’esecuzione sommaria, altri si oppongono

Carly e Spike assistono a questa lite, interrotta dalla comparsa di un nuovo robot che interviene per fermare questo scempio prima che sia troppo tardi. Durante la lotta, Spike in vede in quest’ultimo, Optimus, un’affinità emotiva e sceglie di aiutarlo, nonostante la sua amica lo avvisi di non farsi coinvolgere.

Alla base del mito dei Transformers è sempre stata posta la profonda amicizia che lega gli Autobot agli umani, nonostante alcune voci fuori dal coro. Optimus Prime in particolare si legò ad alcuni umani, considerandoli amici e arrivando ad amare la Terra come fosse la sua casa. Una condizione che sembra, per i suoi più violenti simili, un tradimento, nonostante il gigantesco robot conservi il proprio amore per il mondo natio:

“Da un posto chiamato Cybertron. È bellissimo, in un freddo modo tutto suo. Per un millennio, prima che la mia scintilla si accendesse, abbiamo vissuto in pace. Ne ho sentito parlare tanto nella mia giovinezza, ma ho visto solo un breve tempo di prosperità prima della guerra.”

La fine di Cyberton è il culmine di una guerra che ha devastato il metallico mondo, costringendo i Cybertroniani a cercare una nuova dimora. Ma se qualcuno vede nella Terra una possibilità di rinascita, per altri, come i Decepticon, si tratta di ridare vita alla propria casa a qualunque costo. Mentre gli Autobot scoprono la bellezza di questo pianeta, i Decepticon seminano la morte, riaccendendo la fiamma di uno scontro, che costringerà umani e Autobot a reagire, seguendo le parole di Optimus Prime:

“Per quanto involontariamente, sono stato io a portare la nostra guerra in questo bel posto. Ora è mio compito difenderlo.”

La battaglia per la Terra è appena cominciata.

Transformers nell’Energon Universe

Transformers
Transformers – © Image Comics/saldaPress

Non volendo puntare direttamente al cuore del suo universo narrativo, Kirkman si è concesso di aprire le danze con Void Rivals, nel cui primo numero era presente il risveglio di Jetfire, essenziale per gli eventi di apertura di Transformers. Una curata attenziona nella creazione di legami e intrecci che leghino le diverse componenti dell’Energon Universe, come vediamo nello stesso Transformers #2, in cui il sopravvissuto allo scontro aereo con Starscream è quel Duke che sarà protagonista dell’altra serie del franchise, G.I. Joe.

Kirkman ha visto nella peculiare sintesi tra narrazione e interpretazione visiva di Daniel Warren Johnson il perfetto interprete per questo emozionante racconto, soprattutto per le sue battute iniziali. Murder FalconDo a Power BombExtremis: tre titoli che hanno fatto breccia nel cuore dei lettori, rendendo Jonhson uno degli autori del momento, grazie al suo mix di racconto emotivo e di estrema personalità grafica. Due elementi che si sono sposati perfettamente alla caratterizzazione di Transformers.

I Transformers secondo Daniel Warren Johnson

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Transformers – © Image Comics/saldaPress

Sin dalle prime batture, Daniel Warren Johnson imprime ai suoi Transformers una forte carica emotiva. La difficoltà familiare di Spyke è evidente, vive tanto nei dialoghi, ben adattati da Chiara Balestri, quanto nella sua ritrattistica delle tensioni dei personaggi. Johnson è particolarmente abile nel dare concretezza alle sofferenze dei suoi personaggi, specialmente in presenza di vissuti intensi che coinvolgono rapporti complessi e sofferti.

In Transformersl’elemento cardine è la creazione di un legame forte tra Spike e Optimus. Uniti dalla perdita, che si tratti di un fratello o di un mondo, schiacciati dal  peso della responsabilità, subendolo, ma mai rinnegandolo. Se per il leader degli Autobot questo significa fare di tutto per difendere i propri amici, per Spike prendersi cura del padre nonostante un rapporto venefico è un compito a cui non vuole sottrarsi, a costo di rinunciare ai propri sogni.

Nuovamente, Johnson riesce a trovare la giusta cifra emotiva per ritrarre i suoi personaggi, enfatizzando le loro fragilità tramite un racconto fatto di frasi rapide e di flashback ben inseriti, veicolando la tragicità in modo delicato ma inequivocabile. Sparkly diventa in questo il protagonista assoluto del primo arco narrativo di Transformers, fulcro emotivo ed elemento catartico per altri personaggi.

Un fumetto di Daniel Warren Johnson si basa sulla sua complessa, spontanea narrazione emotiva, che si estende anche ai villain, come in questo caso. Se da un lato è facile farsi affascinare dall’epicità dei dialoghi di Opitmus o dall’umorismo di Cliffjumper e Jazz, dall’altro non si può ignorare l’ottima caratterizzazione di uno Starscream sfrenato e ansioso di comandare, irruento e impulsivo, guidato da una smania di potere che lo acceca.

Va riconosciuto a Johnson di avere voluto giocato bene le sue carte, mostrando anche un certo coraggio nel tenere inizialmente fuorigioco due figure centrali del mito dei Transformers: Bumblebee e Megatron. Parti integranti della vita di Optimus, il leader dei Decepticon e il fedele Autobot sono rapidamente citati all’inizio di Transformers, con addirittura Bumblebee che viene apparentemente ucciso da un folle Starscream, lasciando al futuro della saga spiegare il loro destino, rendendoli anche parte integrante di serie corollarie.

Johnson preferisce creare una origin story completamente nuova che, pur assimilando idee tipiche del franchise non manca di spingersi in altre direzioni, evitando la trappola della sicurezza in favore di un nuovo racconto che rappresenti un punto di partenza anche per nuovi lettori.

Da questa scelta nascono anche amicizie specifiche, come quella che lega Carly e Cliffjumper, due anime che hanno perso tutto, mosse dalla vendetta ma che trovano nel reciproco sostegno una nuova speranza. Allo stesso modo, Optimus impara da Spike e Sparkly l’essenza di esser umani, trovando un’affinità che si fonda sulla sua innata bontà e il suo senso di responsabilità, trovando in questo modo una nuova casa e una nuova famiglia.

Metallo, coraggio e sacrificio

Transformers
Transformers – © Image Comics/saldaPress

Potendo firmare tanto la sceneggiatura quanto i disegni, in Transformers Daniel Warren Johnson regala nuovamente la sua perfetta combinazione emozionale da autore unico. Se la storia tradisce la classica tradizione narrativa di Johnson, l’impatto grafico è ugualmente devastante.

I primi numeri della serie presentano numerosi scontri tra i titanici robot, che in una prima fase sembrano troppo rigidi, quasi come se Johnson stesse prendendo le misure. Bastano poche pagine per vedere una maggior fluidità, una perfetta sintesi tra la spettacolarità delle mosse e la rigidità di un corpo metallico.

Da qui, il lettore viene galvanizzato con tavole iperdinamiche in cui gli scontri sono sempre più adrenalinici ed emotivamente coinvolgenti, con una perfetta sintesi tra azione e dialoghi, creando un’epica metallica che interpreta al meglio lo spirito autentico degli heroes in disguise. Una vis espressiva che si fortifica grazie alla toccante ritrattistica dei momenti più intesi e drammatici, in cui Johnson rende straordinariamente umani anche i metallici volti dei Transformers, realizzando un vero miracolo nel riuscire a cogliere i robot nel momento della trasformazione, acuendo la vivacità delle scene.

Una potenza visiva impagabile impreziosita dalla colorazione di Mike Spicer, colorista che accompagna Johnson da tempo. Il sodalizio tra i due ha contribuito al successo del disegnatore, che grazie all’opera di Spicer vede le proprie tavole ulteriormente valorizzate, con effetti grafici particolarmente appassionanti soprattutto nelle battaglie e nella gestione dei toni oscuri.

Come leggere Transformers

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Transformers – © Image Comics/saldaPress

Come il resto dell’Energon Universe, saldaPress pubblica Transformers con una particolare attenzione alla valorizzazione di questo appassionante universo. Dopo aver presentato i primi numeri delle serie in spillato, con variant cover e white cover, i primi archi narrativi sono pubblicati in volumi di ottima fattura, cartonati solidi e impreziositi da copertine, regular e variant, che trasmettono in pieno la potenza delle serie.

 

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva