Nonostante i suoi quasi sessant’anni di onorata carriera, Corto Maltese rimane uno dei pilastri del fumetto italiano. Quando nel 1967 Una ballata sul mare salato viene pubblicato, Hugo Pratt affascina i lettori con un racconto corale che ha il sapore delle avventure marinare di Salgari, ma lo arricchisce di un taglio più aspro, incastonando in questa storia delle frasi che trasmettono subito la profonda sensibilità di questo uomo di mare.
Dieci anni fa, mentre Corto Maltese festeggiava i sui cinquant’anni, in casa Disney si celebravano i venticinque anni di carriera tra topi e paperi di Giorgio Cavazzano. In questa congiuntura, a un altro pilastro del fumetto disneyano made in Italy, Bruno Enna, è stata offerta un’occasione imperdibile: fare incontrare, seppur solo artisticamente, due eccellenze del fumetto nostrano. Sfruttando mirabilmente il comparto parodistico disneyano, questo incontro ha preso la forma di Topo Maltese: Una ballata del Topo Salato
Omaggio o parodia?

Si parla spesso in questi casi di parodie, termine che per quanto corretto, non coglie l’essenza di questi racconti disneyani. Tolto alcuni casi in cui l’intento parodistico, ossia una riscrittura secondo la comicità disenyana, trova facile sbocco, con eventi come Una ballata del Topo Salato sarebbe meglio parlare di omaggio.
È evidente come il rispetto giustamente tributato a un mito del fumetto nostrano sia alla base di questo racconto, in cui Enna calibra al meglio la presenza la concezione del fumetto secondo Hugo Pratte e le possibilità offerte dal parterre di personaggi disneyani. Per comprendere la dialettica di Pratt, possiamo affidarci alle parole di un esperto come Vincenzo Mollica:
“Aveva sempre dentro di sé la voglia di raccontare, di cercare, di stupire e di stupirsi”
Basta prendere Una ballata sul mare salato per vedere la lucidità di questa affermazione, un racconto marinaro che ha la stessa potenza di Hemingway nel far percepire al lettore il gusto della salsedine e la dialettica autentica di un’avventura in cui subentrano epicità, comicità e una visione a tratti malinconica e anarchica dell’esistenza.
Su questi presupposti Bruno Enna ha modellato il suo omaggio, andando alla ricerca dell’essenza del personaggio di Corto, per poi posarlo, nemmeno troppo delicatamente, sulle spalle di Topolino. E quando si mettono a contatto Topolino e Cavazzano, non ci sono dubbi che il risultato sarà strabiliante, specie quando il disegnatore veneziano può usarlo come attore dalla ricca mimica, come dimostrato nel suo Casablanca.
Una ballata del Topo Salato, l’avventura autentica

Per apprezzare Una ballata del topo salato, sarebbe da rileggere Una ballata sul mare salato. Corto Maltese emerge come una figura predominante all’interno del racconto, pur essendo parte di un coro di voci uniche e affascinanti. Nessun eroe in senso stretto, solo personaggi che tentano di ritagliarsi il proprio posto in un mondo all’alba della modernità, ancora regolato da leggi scritte con sangue, sale e sabbia.
La visione di Pratt non è esattamente quello che ci attenderemmo da un racconto disneyano – per quanto Pratt fosse un grande amante dei fumetti Disney- eppure Enna riesce a trovare quel terreno comune che avvicina Corto Maltese e Topolino: l’avventura
“Volevo trasmettere attraverso il fumetto lo spirito romantico dell’avventura con in sottofondo il rumore del mare”
Personaggi in cerca di attori

E questa volontà traspare nel divertente adattamento della prima storia di Corto Maltese. Ogni ruolo è affidato al giusto personaggio disneyano, i dialoghi sono chiaramente più delicati ma seguono l’indole dei protagonisti echeggiando l’epopea di Pratt.
L’affinità è nei piccoli dettagli, negli scambi di battute e nei rimandi onnipresenti ma non invasivi, come quel Romantica Bijou con cui Topo Maltese apostrofa Minnie Dora, riprendendo il tono impenitente di Corto Maltese. Pur riscritto secondo i canoni disneyani, Una ballata del Topo Salato non tradisce lo spirito originario della poetica di Pratt, la assimila, la rispetta al punto di escogitare trovate divertenti che sia comunque occasione per catapultare il lettore nella vera avventura.
Enna imbastisce una trama che sia godibile come avventura marittima anche da chi non ha mai letto Corto Maltese. Testimonianza della bravura dello sceneggiatore nel dare i necessari spunti per sentire come concreti i personaggi, definendoli e giocando abilmente con le caratteristiche degli alter ego disneyani, creando sinergie felici che contribuiscono al godimento di questo omaggio.
Ritrarre l’avventura

Enna è indubbiamente un maestro nella scrittura di storie disneyane, capace di adattare con garbo e sensibilità grandi classici, esperienza mostrata anche con mostri sacri della letteratura come Duckenstein, Lo strano caso del Dottor Ratkill e di Mister Hyde e Dracula di Bram Topker. Ogni storia necessita del giusto interprete, e fortuna ha voluto che la concomitanza di ricorrenze avesse messo nelle sapienti mani di Cavazzano l’avventuroso Topo Maltese.
L’esperienza di Cavazzano ha consentito di avere tavole che trasmettono – anche con intuizioni visive innovative – la potenza dello spirito d’avventura alla base di questa storia. Il maestro veneziano eccelle non solo nella ritrattistica delle espressioni dei personaggi, attenzione di cui giova soprattutto Gambarasputin, ma ritrae paesaggi che sanno di esotico e avventuroso.
Anche nell’omaggiare direttamente le tavole di Pratt, Cavazzano inserisce questi elementi in modo rispettoso, senza forzare l’adattamento al canone disneyano, ma creando una perfetta sintesi tra i due linguaggi. Dalla prima apparizione di Topo Maltese sino al saluto con Minnie Dora, sono diverse le ispirazioni al lavoro di Pratt, ma si percepisce sempre la reverenza mostrato da Cavazzano a Pratt, grazie a un segno pulito, che negli sfondi trova forse la sua migliore vivacità, incarnando al meglio lo spirito di avventura marittima, che ha spinto Cavazzano a cercare sempre soluzioni visive nuove, che interpretassero al meglio la grande dinamicità di questo racconto.
Una ballata sul Topo Salato, omaggiare un cult

Una ballata sul Topo Salato è una prova autoriale di innegabile valore. La scelta di tagliare alcuni personaggi – legati a temi non adatti ai lettori disneyani più giovani – non inficia la sostanza della storia, ma denota anzi una padronanza della narrativa di Pratt tale da consentire di rielaborare il tutto senza privarlo di solidità.
Umorismo e avventura ben calibrati, all’interno di un racconto d’avventura di stampo classico, fatto di colpi di scena e batture impeccabili. Simili operazioni sono ottime letture anche se ignari del materiale originario, ribadendo come Topolino e soci non siano solo personaggi per giovani lettori, ma veri e propri attori capaci di adattarsi perfettamente a diversi copioni.



