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Non è certo un mistero che Star Wars non esisterebbe se Akira Kurosawa non avesse girato La Fortezza nascosta. O forse non esisterebbe nella forma con cui lo conosciamo oggi, ma allora sarebbe la galassia lontana lontana che amiamo? Dubbio che rimarrà, ovviamente. Ma nel concreto l’influenza dei chambara e di alcuni spunti filosofici giapponesi sono parte integrante della galassia di Lucas, al punto che quando Peach Momoko si è avvicinata artisticamente a questo universo si è creata una rara e potente sinergia, come ben evidenziata dal volume Star Wars – Visions: Peach Momoko.

Il nuovo corso fumettistico di Star Wars dettato dal Canon ha visto una forte presenza di autori esterni al mercato americano – compresi diversi italiani come David Messina e Giuseppe Camuncoli – che hanno dato una rivisitazione all’universo di Luca, preservandone lo spirito originario. L’arrivo di Peach Momoko nel contesto starwarsiano ha spinto ulteriormente questa dinamica, proprio in funzione di un background  comune con l’ispirazione primigenia della saga.

La potenza di Peach Momoko

Star Wars Visions - Peach Momoko
Star Wars Visions – Peach Momoko – © Marvel Comics

La carriera di Peach Momoko, specialmente in ambito marveliano, si è subito contraddistinta per la sua stupefacente sintesi tra il comparto della Casa delle Idee e la tradizione nipponica, in cui convivono demoni e spiriti. Demon Days e Demon War sono stati una rivelazione per i lettori Marvel, che hanno poi ulteriormente amato lo stile di Momoko nella sua run di Ultimate X-Men, dove il mito dei Figli dell’Atomo si è intrecciato meravigliosamente alla cultura e società nipponica.

La bellezza dell’arte di Momoko è proprio in questa sintesi, in cui si possono trovare richiami grafici anche alle tradizionali stampe xilografiche o alle grafiche pubblicitarie nipponiche del secondo dopoguerra. Differenti suggestioni che concorrono a creare uno stile fresco, dalle mille sfumature ma sostenuto da un’anima bene precisa. La colorazione ad acquerello con cui Momoko completa il suo lavoro contribuisce a dare una sensazione di onirico, grazie a sfumature delicate, che contribuiscono a dare un ulteriore profondità emotiva ai suoi personaggi.

Star Wars Visions – Peach Momoko, nuova visione della galassia di Lucas

Star Wars Visions - Peach Momoko
Star Wars Visions – Peach Momoko – © Marvel Comics

Per Peach Momoko, Star Wars è un universo che bene conosce, che la ha affascinata per alcune peculiarità che sono poi divenute un elemento fondante del suo stile:

“La costruzione dell’universo di Star Wars mi affascina molto. Quando penso alla fantascienza, di solito mi immagino macchine e robot con un’immagine fredda, il che è fantastico. Ma Star Wars aggiunge un’estetica molto organica, e questo mi piace molto”

Nella visione di Momoko, questa organicità si presta al meglio alla sua vena creativa. In quasi tutti i suoi lavori, traspare una certa vena orrorifica, mai splatter ma sempre persistente, inquietante e riferita all’emotività della storia. Anche nel recente Ultimate X-Men si sente questa vena orrorifica, spesso moderata dai dialoghi, un meccanismo che viene meno nelle due storie di Star Wars con cui Panini celebra il rapporto tra Momoko e la galassia lontana, lontana.

Sia in I seguaci di Ankok che in Ineluttabile, si percepisce come Peach Momoko abbia scelto di rimanere fedele al proprio stile, alle proprie vene narrative senza però perdere di vista il cuore di Star Wars. Un approccio non semplice, ma che Momoko affronta con due storie mute, in cui tutto viene deciso dalla sua espressività

Due storie, un unico mito

Star Wars Visions - Peach Momoko
Star Wars Visions – Peach Momoko – © Marvel Comics

Non servono riferimenti ulteriori, per quanto siano presenti dei rudimenti di trama. Basta perdersi nelle tavole per ritrovare i giusti rimandi all’iconografia di Star Wars, l’essenza della saga è così ben rappresentata che identifichiamo immediatamente i personaggi e i loro ruoli.

In I Seguaci di Ankok domina un ritualismo Sith che viene rappresentato in primis con tavole virate al pacato svolgimento liturgico di una cerimonia, in cui si infiltrano forze avverse che vogliono fermare questo rito. Al momento in cui le due forze in campo arrivano, le tavole esplodono di una vitalità magnetica, mista a quel tocco di body horror delicato ma viscerale che contraddistingue lo stile dell’autrice.

Il senso di orrore autentico, più marcato e inquietante alberga in Ineluttabile. La presenza di Darth Vader è trasformata in un incubo che invade il sonno di una ragazza, soffocato dalla presenza del Signore Oscuro dei Sith, resa attraverso un body horror di maggior impatto. Meno tavole rispetto alla precedente storia, ma molto più intense, in cui Momoko ha interpretato la minaccia di Vader in modo più fisico e aggressivo.

Un volume come Star Wars – Vision: Peach Momoko è un testamento alla vitalità dell’opera dell’autrice. La cover gallery che raccoglie le sue copertine per diversi fumetti di Star Wars ribadisce questo suo stretto rapporto con l’universo di Star Wars, ma è innegabile come le due storie siano la riconferma della potenza dell’opera di Momko.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva