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Sono in una relazione complicata con i supereroi. Sono cresciuto leggendo le storie dei supertizi, più dalla parte della Casa delle Idee – pur avendo nel cuore la Santa Trinità della Distinta Concorrenza – ma ultimamente fatico a trovare storie che mi ridiano quel sense of wonder provato anni fa. Sarà che si cresce, che le letture ti portano a espandere gli orizzonti o più semplicemente che tolto rari casi – come Ultimate e Absolute – mancano story arc davvero appassionanti, ma i tizi in calzamaglia li sento meno vicini.

Trovo conforto nelle vecchie storie, una comfort zone pericolosa in cui si nasconde ‘quello che ti piace’ ma che rischia di bloccare l’espansione dei tuoi orizzonti. Perché i super continuo ad adorarli, ma guardo con sempre più curiosità alle variazioni sul tema. Invincible, Black Hammer o il cult del momento The Boys mi hanno raccontato un altro modo di intendere i super, ma anche loro tendono a cadere nella trappola del prevedibile, anche se poi arrivano robe fuori di tesa come Battle Beast. E come esci da questa situazione di stallo? Magari scoprendo chi ha ucciso Retro Girl con Brian Michael Bendis, che assieme a Michael Avon Oeming ci accoglie in Powers.

Powers, crime story tra supereroi

Powers
Powers -© Dark Horse Comics

Ennesima variazione sul tema supereroico? Esattamente, ma con quel tocco alla Bendis che cambia le carte in tavola. Quando uscì Chi ha ucciso Retro Girl?, Bendis non era ancora l’autore completo che conosciamo ora, ma aveva già ben chiara la sua impostazione narrativa, con una certa predisposizione al crime, utilizzato come strumento per dare nuova linfa a generi differenti. Reduce da una run su Sam and Twitch – i due sbirri dell’universo di Spawn – Bendis era pronto a portare la crime story nel mondo supereroico.

Christian Walker e Deena Piglrim sono due investigatori della polizia, che si ritrovano a dover far luce sulla morte di Retro Girl, la supereroina più amata del mondo. Compito non facile in una società che ha accolto i supereroi come se nulla fosse, integrandoli all’interno della propria quotidianità e costruendo attorno a loro una vera e propria forma di adulazione. Classico caso che nessuno vorrebbe, affidato ai due piedipiatti più critici. Walker è un veterano burbero e dalla vita estremamente riservata mentre la Pilgrim è più giovane e irriverente, la coppia perfetta per un buddy movie che diventa invece protagonista di una delle più interessanti variazioni sul genere.

Il crime secondo Bendis

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Powers -© Dark Horse Comics

Con Powers, Bendis era ancora libero di sperimentare sganciato dai vincoli che lo avrebbero poi contenuto nei suoi rapporti con le due colonne del fumetto supereroico. È evidente la fascinazione per il crime, virato al noir, che viene esaltata da una delle principali dote di Bendis: i dialoghi. Pungenti, dissacranti e provocatori, i baloon di Powers – graziati dalla traduzione di Matteo Casali – sono il motore della dinamica tra Christian e Deena, lasciano quella sensazione di complicità ruvida, il provocare come forma di contatto che ha caratterizzato un intero filone cinematografico.

Bendis porta questo meccanismo su un altro livello, legandolo a una trama in cui l’indagine mette a nudo le fragilità dei personaggi e del mondo che li circonda. Non una classica detective story, ma un susseguirsi di momenti improntati a un cinico realismo che porta i due investigatori in vicoli ciechi e false piste, da cui escono con dei colpi di fortuna, a volte provvidenziali.

Specialmente il primo arco – recentemente riproposto da Panini in volume – segna un evidente punto di svolta per il fumetto supereroico del periodo. I super non son più i protagonisti ma sono messi in secondo piano, vengono quasi depotenziati nella percezione che i due investigatori hanno, inacidita dalla visione continua di crimini che li coinvolgono. Erano gli anni in cui si cominciava a mostrare i super privati dell’aura di paladini sulla scia della Bronze Age, mettendo a nudo – anche estremizzando – le loro ombre, e Bendis con Powers non si sottrae a questa sfida, creando un modo meschino e greve, in cui bene poco sembra lasciare speranza.

La forza di Bendis rimane nella gestione impeccabile dei tempi, con un ritmo che tramite i dialoghi e il susseguirsi degli eventi tiene il lettore sempre in tensione. Una sua caratteristica che in Power trova nell’alternanza tra momenti di sferzante ironia, azione adrenalinica ed eventi drammatici  uno strumento perfetto per nascondere le fragilità di una sceneggiatura che si concede qualche piccola falla.

Un mondo diverso

Powers
Powers -© Dark Horse Comics

Contribuisce a questo la visione grafica di Oeming. La serie animata di Batman degli anni ’90 aveva colpito Oeming al punto di far proprio l’approccio grafico di Bruce Timm – Walker sembra sin troppo simile al Wayne della serie sul Cavaliere Oscuro – adattandolo in modo sinergico alla trama di Bendis. Il tratto semirealistico è sufficiente a dare credibilità alla storia, complice una libertà totale nella gestione della gabbia, che diventa una sperimentazione continua per la ricerca di soluzioni grafiche, con il rischio di incappare in escamotage a volte confusionari. Nulla da inficiare la lettura, che viene resa ancora più intrigante dalla colorazione di Pat Garrahay, che trasforma il concetto noir in una gamma cromatica dove dominano le tonalità acide nei momenti di maggior pathos.

A distanza di due decenni dal suo esordio, Powers non ha perso il suo fascino di variazione sul tema supereroico, ma risulta anzi ancora estremamente godibile. Come facilmente intuibile, il successo di Bendis ha poi portato a forti rallentamenti sulla serie e a successivi archi narrativi – come Federali – che hanno perso il fascino e il dinamismo dei primi cicli. Ma Chi ha ucciso Retro Girl? rimane ancora oggi un’ottima lettura per chi sta cercando nuovi stimoli in ambito supereroico.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva