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Condannati a vagare nelle vastità dello spazio, perennemente in fuga, braccati da coloro che un tempo fratelli ora sono divenuti i più acerrimi nemici. Un’eterna lotta con la sopravvivenza, costellata di perdite e con la oscura sensazione che l’estinzione sia l’unico fine ultimo della propria esistenza. Questa è l’esistenza a cui sono condannati i Night Lords, un tempo Ottava Legione dell’Imperium, che dopo il tradimento durante l’Eresia di Horus si è schierata contro la Terra. Nel mito della Black Library, ad Aron Demski- Bowden è stato riservato l’onore di raccontare l’epopea dei sopravvissuti dei Night Lords, iniziando con Cacciatore d’Anima.

Abituati a vedere da sempre gli Adeptus Astartes lealisti protagonisti di grandi saghe, può sembrare strano che venga riservato spazio anche all’eroismo delle Legioni Traditrici. Nel momento di realizzare il ciclo dei Night Lords, Demski-Bowden era un giovane autore che si approcciava al grimdark future di Warhammer 40k, il primo, tuttavia, a osare cimentarsi con una Legione Traditrice, mentre la Horus Heresy si stava all’epoca formando, giunta allora al quinto capitolo, Fulgrim.

La Trilogia dei Night Lords

I Night Lords visti da DAvid Sondered
I Night Lords visti da DAvid Sondered

Nella complessa e stratificata morale del 41esimo millennio, prendere le parti dei lealisti può fare pensare di essere nel giusto in senso assoluto, ma sarebbe ingiusto non cercare di comprendere come alcuni Astartes Traditori siano stati spinti, in un certo senso, su questo percorso. I Mille Figli di Magnus il Rosso sono forse uno degli esempi più evidenti, come ben spiegato nell’Eresia di Horus, ma anche i Night Lords sono stati segnati da momenti che hanno causato lo scisma col Trono Dorato.

Leggendo l’Eresia di Horus è chiaro come i Poteri Perniciosi hanno smosso le giuste pedine, sapendo dove toccare i nervi scoperti di sin troppo umane debolezze insite in alcuni Primarchi. Ma non si può dimenticare come certe scelte dell’Imperatore e le macchinazioni di altri personaggi siano stati propizi a questi tradimenti, spesso causati da una serie di mal riposte fiducie e lealtà che sono divenute la condanna di intere Legioni.

Su questi presupposti, Aron Demski-Bowden ha modellato il suo ciclo dedicato ai Night Lords, mostrando le conseguenze delle scelte maturate durante il grande tradimento, ma da una prospettiva completamente nuova.

Cacciatore d’Anima

La copertina di Cacciatore d'Anima di Jon Sullivan
La copertina di Cacciatore d’Anima di Jon Sullivan -© Games Worksjop

Dopo il loro tradimento, i Night Lords sono stati condannati a una perenne fuga tra le stelle. Animati dall’istinto di sopravvivenza e dalla divorante sete di vendetta contro il Trono Dorato, i sopravvissuti dell’Ottava Legione vagano nel cosmo, decimati nei numeri, sempre più vicini al totale annientamento.

Un pensiero che logora Talos, un tempo apotecario della Decima Compagnia dell’Ottava Legione, oggi sua guida sul campo. A bordo dell’incrociatore Alleanza di Sangue comandata dal Supremo – un Astartes ora legato ai Poteri Perniciosi – Talos cerca di preservare gli ultimi rimasti della sua squadra. Un compito improbo, che vive come una pesante eredità lasciategli dal suo padre genetico, Konrad Curze.

Dal suo progenitore, Talos ha ereditato la seconda visione, il dono – o la maledizione – di avere fugaci visioni del futuro. Una capacità che lo ha trasformato nel profeta della sua Compagnia, odiato da chi vede in lui una minaccia del suo potere e seguito da altri che lo considerano una delle poche possibilità di salvezza.

Nella già impari lotta per la sopravvivenza, si aggiunge al decisione di Abaddon il Distruttore – divenuto Signore della Guerra dopo la caduta di Horus – di attaccare un pianeta sotto il controllo del Mechanicus, per rubarne le preziose risorse. Ma il costo di questa azione scriteriata potrebbe costare sin troppo alla Compagnia di Talos, un prezzo che il profeta potrebbe non voler pagare

Lo sguardo dei Traditori

I Night Lords visti da IAmFactor
I Night Lords visti da IAmFactor

La Trilogia dei Night LordsSoul Hunter, Blood Reaver, Void Stalker – è uno dei cicli letterari più affascinanti della Black Library. Demski-Bowden non si limita a raccontare scontri e rimanere nella sicurezza di una violenta avventura, ma vuole scavare nell’intimo di questi personaggi, non rinchiudendoli nella sin troppo scontata caratterizzazione dei Traditori.

Se è vero che la storia viene scritta dai vincitori, è altrettanto vero che spesso si dimentica di raccontare la verità dell’altra parte. Nella Trilogia dei Nights Lords non si vuole far passare per buoni Talos e compagni, ma si cerca di dar loro una giustizia emotiva, mettendo a nudo come non tutti i Traditori siano obbligatoriamente condannati al servizio dei Poteri Perniciosi, discorso valevole anche per altre Legioni, persino lealiste come posso testimoniare i Dark Angels.

Mettendo al centro della trama Astartes che hanno partecipato al tradimento di Horus, Demski-Bowden può alternare il racconto tra il cupo presente e il doloroso passato dei Night Lords, compresa la morte del Primarca Konrad Curze e il senso di smarrimento dei primi istanti successivi alla tragica morte. Ne risulta un discorso umano sulla sofferta ostinazione alla sopravvivenza, che passa anche dal saccheggio e dal riciclo di armature di lealisti sconfitti, in cui la figura di Talos emerge come un personaggio drammatico, che sente il peso di un comando mai desiderato ma vissuto come un dovere morale verso il suo padre genetico.

L’edizione italiana

I Night Lords visti da StoryKillinger
I Night Lords visti da StoryKillinger

La nuova edizioni di Panini Comics si apre con Cavaliere d’Ombra, il racconto di Aron Demski-Bowden da cui poi si è sviluppato il ciclo dei Night Lords. Un tassello fondamentale per la caratterizzazione di Talos, in cui viene raccontato il suo percorso da semplice essere umano a Astartes. Il focus non è solo la sua ascesa a Night Lord, quanto la radice etica ed emotiva della sua personalità, maturata nel feroce mondo di Nostramus, in cui violenza e crimine erano il cuore di una società ferale.

Non a caso ritorna spesso, nella narrazione di Demski-Bowden, il richiamo alla cultura sanguinosa di Nostramus, come una prima maledizione per il seme genetico dei Night Lords. Una pesante eredità che traspare anche nei rapporti con i pochi umani presenti – tra cui i devoti servitori di Talos – presentati come una componente emotiva fondamentale, non solo per il pratico funzionamento della Compagnia, ma anche come ultimo legame umano a una distorta ma sentita reliquia di onore e fedeltà.

Con Cacciatore d’Anima, Panini conferma l’estrema cura con cui viene presentata la pubblicazione della Black Library. Un volume solido, impreziosito dalla copertina di Jon Sullivn, che ben si concilia con il tenore epico del racconto di Demski-Bowden, tradotto con precisione da Francesco Serluca e supervisionato come sempre dall’impagabile attenzione di Nicholas Sacco.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva