Il 16 luglio 2026 Marvel Comics ha annunciato due notizie destinate a cambiare profondamente la casa editrice: la prima è quella che vede Stephen Wacker diventare il nuovo Editor in Chief andando a rimpiazzare C.B Cebulski, la seconda che la storica sede di New York verrà trasferita a Burbank, in California, entro luglio 2027.
La notizia

Wacker subentra a C.B. Cebulski, che lascia il ruolo dopo quasi nove anni, il terzo mandato più lungo nella storia Marvel dopo le gestioni di Stan Lee e Jim Shooter, per trasferirsi in Giappone con il nuovo incarico di Editor, Asia Originals. Non un addio all’azienda dunque, ma l’apertura di un nuovo fronte, con la supervisione della narrativa grafica originale e dei manga nella regione Asia-Pacifico, e talent scouting sul campo in un mercato che Cebulski conosce da decenni (non a caso un suo pseudonimo delle origini da scrittore era Akira Yoshida).
Brad Winderbaum, Head of Marvel Television, Animation, Comics & Franchise, a cui il nuovo EIC Wacker riporterà direttamente, ha inquadrato il cambio con precisione:
“Pochi editor hanno avuto una carriera così lunga e ricca di successi come quella di C.B. Sono grato per la sua partnership nell’ultimo decennio e sono entusiasta che sarà sul campo in Giappone, connettendosi con gli artisti locali. Allo stesso tempo, sono felice di dare il bentornato a Stephen Wacker in Marvel. È un editor formidabile, un appassionato sostenitore dei creatori e qualcuno che comprende profondamente che i fumetti Marvel sono il codice sorgente di tutta la nostra impresa”.
Chi è Stephen Wacker

Con questa nomina Stephen Wacker diventa il quindicesimo Editor in Chief nella storia Marvel. Il suo è un ritorno, visto che durante la sua precedente esperienza nella casa editrice, durate oltre quindici anni di cui sette come senior editor, ha curato le ere Brand New Day e Superior Spider-Man su Amazing Spider-Man (è lui che nel periodo Brand New Day decide di racchiudere tutte le storie del ragno sotto l’unico cappello “The Amazing Spider-Man”, chiudendo le altre testate), le run Eisner Award winning di Daredevil e Hawkeye vita normale, il rilancio di Captain Marvel e l’introduzione di Kamala Khan come Ms. Marvel.
Sul fronte dell’animazione e dei media digitali ha coprodotto la serie animata Rocket & Groot (candidata agli Emmy nel 2017) e lavorato come co-executive producer su Avengers Assemble, Ultimate Spider-Man e Guardians of the Galaxy, oltre a produrre la serie audio Wastelanders. Wacker ha una esperienza anche in DC Comics, dove ha curato la celebre serie settimanale 52, che raccontava gli eventi che si sono svolti nell’anno successivo a Crisi infinita, coinvolgendo praticamente tutto l’universo DC e i suoi personaggi e la cui conclusione ha condotto alla serie settimanale, Countdown a Crisi finale. Inoltre ha seguito il progetto 3W3M di Jonathan Hickman e cofondato lo studio Stone Kite
Raccontando il suo percorso così come emerge dal comunicato di annuncio, sorge una riflessione spontanea, ovvero che questa esperienza trasversale tra fumetto, animazione e media digitali potrebbe probabilmente essere una delle ragioni per cui è stato scelto in questo momento specifico.
In seguito alla sua nomina, Wacker ha risposto con parole che dicono molto su dove vuole portare Marvel:
Prendere in mano Marvel Two-in-One #50 da bambino è ciò che mi ha reso un fan dei fumetti, quindi tornare in Marvel come Editor-in-Chief è un momento a cerchio chiuso che sto ancora cercando di metabolizzare. Credo davvero che i migliori fumetti Marvel debbano ancora essere scritti e disegnati, e non vedo l’ora di mettermi al lavoro per aggiungere nuovi piani alla Casa delle Idee.”
Il trasferimento a Burbank e le due notizie che si parlano

La, chiamiamola così, trasversalità transmediale di Stephen Wacker indirettamente potrebbe collegare la notizia del suo incarico, con la seconda notizia data da Marvel.
Dopo quasi novant’anni infatti, circa cento dipendenti lasceranno Manhattan per Burbank, in California, entro luglio 2027, con Marvel che sposterà quindi la sua sede sulla costa ovest. La scadenza del contratto di locazione per la sede sull’Avenue of the Americas, stando a quanto raccontato anche da The Wrap, ha accelerato una decisione già maturata sul piano strategico.
Nella nota interna inviata ai dipendenti che riporta sempre l’HR, Winderbaum e il nuovo general manager David Abdo hanno scritto:
“New York ha giocato un ruolo enorme in ciò che la Marvel è come azienda e nelle pagine dei nostri fumetti. Sebbene la nostra rete di scrittori e artisti sia ora un’operazione internazionale, New York è ancora intrecciata nel nostro DNA e questo non cambierà mai. Riunire i nostri team di fumetti, film, televisione e altri settori creativi ci aiuterà a imparare gli uni dagli altri, a collaborare e a costruire sui punti di forza che rendono la Marvel la vera Casa delle Idee.”
Dichiarazioni che lasciano poco spazio a interpretazioni: iòl fumetto viene ufficialmente posizionato accanto ai Marvel Studios, a Kevin Feige.
L’era Cebulski: bilancio

C.B. Cebulski aveva assunto la carica di Editor in Chief nel novembre 2017, non senza polemiche. Al momento della nomina emerse che in passato aveva scritto fumetti per Marvel usando lo pseudonimo giapponese Akira Yoshida, aggirando la policy interna che vietava ai dipendenti di scrivere per la casa editrice senza autorizzazione.
Sotto la sua gestione è nata la Krakoan Age degli X-Men, iniziata con House of X e Powers of X di Jonathan Hickman: una reinvenzione totale del franchise che ha visto i mutanti unirsi in una nazione sovrana, unendo buoni e cattivi sotto l’unico intento di creare qualcosa di forte e indipendente dal resto del mondo.
Un’iniziativa ambiziosa, acclamata nella sua fase inaugurale, poi collassata con la fine della nazione krakoana e il ritorno al punto di partenza. E il pattern si ripete: sotto Cebulski è rinato l’Ultimate Universe, con testate come Ultimate Spider-Man, Ultimate Black Panther e Ultimates, ma anche qui i segnali di chiusura si fanno già sentire, con Ultimate Spider-Man e il suo Peter Millennial padre di famiglia già chiuso. La sensazione, guardando al mandato nel suo complesso, è quella di una casa editrice che ha avuto il coraggio di cambiare ma non sempre quello di restare cambiata.
Ma ci sono anche storie che resteranno per sempre. Immortal Hulk di Al Ewing e Joe Bennett ha lasciato un segno permanente sul personaggio, ridefinendolo in chiave body horror e filosofica in modo difficilmente reversibile e proseguito anche nella gestione infernale di P.K. Johnson. Il Daredevil di Chip Zdarsky e Marco Checchetto ha ridisegnato il lato street-level dell’universo Marvel confluendo nel Devil’s Reign. Proprio Checchetto ha raccontato a Sky come quella decisione sia arrivata dall’alto:
“La serie è stata un grande successo di critica e vendita, quindi la Marvel ha deciso di prendere la fine della nostra run e farla diventare il classico evento annuale. Ci hanno chiesto di non abbandonarla.” Non senza fatica: “In ogni pagina mi ritrovavo con fiumi di supereroi. Credo di aver mandato Chip a quel Paese non so quante volte, praticamente mi diceva: ‘Disegna tutti gli abitanti di New York, tutti i supereroi che conosci’. Un incubo.”
E sempre sotto il cappello di Cebulski, la meno convincente gestione di Amazing Spider-Man affidata a Zeb Wells (2022-2025), diventata un caso editoriale: vendutissima, ma capace di generare reazioni durissime nella fanbase per la gestione del rapporto tra Peter Parker e Mary Jane e l’introduzione del personaggio Paul. E la cadenza serrata di grandi eventi, da Judgment Day all’acclamato King in Black, da X of Swords a Blood Hunt, ha sollevato critiche ricorrenti sulla cosiddetta “stanchezza da crossover”, con saghe che hanno garantito picchi di vendita ma raramente un impatto narrativo duraturo.
Il risultato complessivo è una Marvel esteticamente rinnovata ma commercialmente vulnerabile. Per la prima volta in questo secolo, come racconta l’Hollywood Reporter, la casa editrice ha perso la leadership del mercato, con la quota scesa al 29.4% nel Q1 2026 mentre DC, trascinata negli ultimi due anni dalla linea Absolute, saliva al 34.7%, costruendo il vantaggio più ampio tra i due publisher in oltre vent’anni.
Lo scouting: il lascito più solido

Se c’è un’area in cui Cebulski lascia un’impronta difficilmente eguagliabile, è però quella della ricerca di nuovi talenti. Già prima di diventare Editor in Chief aveva costruito la sua reputazione come uno dei migliori talent recruiter del settore, scoprendo nomi come Skottie Young, Pepe Larraz, Marco Checchetto e Peach Momoko. Come EIC ha formalizzato questo lavoro attraverso due programmi strutturati.
Il primo è il Marvel’s Stormbreakers, lanciato nel 2020: ogni due anni una selezione di artisti d’élite provenienti da tutto il mondo viene portata alla ribalta come nuova generazione Marvel.
Tra i nomi lanciati nelle ultime classi oltre ai già sopracitati: Alessandro Cappuccio (Moon Knight, Ultimate Wolverine), Simone Di Meo (X-Men of Apocalypse), Jonas Scharf (Dark X-Men), Luciano Vecchio (Iceman), il duo giapponese Gurihiru (vincitore dell’Eisner per It’s Jeff!). Cebulski li ha definiti “moderni miracoli che spingono i confini dello stile e della narrazione.” Il secondo programma è il Marvel’s Art Atelier, percorso di formazione per aspiranti artisti gestito in collaborazione con Disneyland Paris.
È un patrimonio visivo che Stephen Wacker eredita intatto.
