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Mentre il suo Ratto conquista Lucca Comic & Games 2025 parodiando Daredevil con Occhi di Ratto, Leo Ortolani in fiera presenta anche Tapum!, volume a fumetti edito da Feltrinelli Comics in cui Ortolani racconta uno dei capitoli fondamentali della storia italiana del secolo scorso.

Grazie a Feltrinelli Comics, abbiamo incontrato Leo Ortolani durante Lucca Comics & Games 2025, ascoltando dalla sua voce il percorso creativo dietro la nascita di Tapum!

Le origini di Tapum!

Tapum - © Feltrinelli Comics
Tapum – © Feltrinelli Comics

In una dichiarazione relativa a Tapum!, Ortolani ha paragonato la lavorazione di questo fumetto all’andare in trincea. Vuoi perché si è cimentato con una tecnica diversa, vuoi perché il tono narrativo è diverso da quello dei suoi precedenti lavori, per Ortolani Tapum! è stato una nuova sfida

“Per quanto riguarda la tecnica, è comunque una tecnica nuova che mi ha suggerito l’amico pittore e fumettista Luca Conca, quella di usare le chine acquarellate, per cui è la prima volta che lo faccio in vita mia e mi sono divertito moltissimo, per cui è stato solo che un piacere. La vera trincea è stata proprio quello di cercare di raccontare una storia nel rispetto di quelli che la storia l’hanno vissuta, perché tutti pensano sempre alla storia con la S maiuscola.”

La Storia, quella S maiuscola, non può essere riscritta, ma forse si può raccontare da prospettive differenti. In Tapum! questo avviene grazie alla presenza di personaggi che non figurano nei libri di storia, ma che hanno vissuto quei momenti:

“Alla fine, la storia è la storia di Giovanni, la storia di Mattia, la storia di Roberto, di persone che hanno a un certo punto dovuto prendere e lasciare quello che stavano facendo e andare in trincea o in prima linea, perché c’erano trincee ovviamente anche sui monti, lassù, sull’Oltigara, ma erano più trincee, diciamo così, posti in cui potevano stare nell’attesa di un attacco, mentre la guerra vera di trincea era più per le zone come Nisonso, In Friuli. Qua invece c’erano degli attacchi continui e il dramma era stato proprio questo.”

La storia dietro la Storia

Tapum
Tapum – © Feltrinelli Comics

In Tapum!, i lettori sono guidati alla riscoperta di un momento preciso della Prima Guerra Mondiale. La prima guerra moderna, devastante per il suo impatto e spesso dimenticata

“Stiamo parlando dell’Oltigara, ma stiamo parlando del giugno del 1917, Prima guerra mondiale. La guerra dell’Oltigara è una guerra che ha coinvolto centinaia di migliaia di giovani in attacchi continui per venti giorni, lungo un fronte inizialmente di 14 km che poi dopo si è concentrato di più sulla cima di questa montagna che viene ricordata infatti come il Calvario degli Alpini, anche perché durante questa battaglia vennero impiegati più che altro battaglioni di alpini. C’erano anche fanti, bersaglieri, ma gli alpini su questi monti hanno veramente lasciato parecchie vite e parecchi uomini.”

Un conflitto ha sempre due parti in causa, ognuna con una propria visione dello scontro. Nel caso di Tapum!, Ortolani ha scelto un approccio preciso, scegliendo un punto di vista che consentisse di entrare nel dettaglio dell’evento storico

“La mia storia ovviamente è un racconto parziale perché io tratto la parte italiana e non racconto la parte austriaca, dove comunque ci sono state delle perdite ingenti, non come quelle italiane perché loro erano ben arroccati, però umanamente parlando è stato drammatico per entrambe le parti. Storia vera, macro-storia, ma la microstoria sono personaggi inventati.”

Ricerca storica e vissuti personali

Scrivere una storia simile non può trascendere un lavoro di ricerca, che unisca la Storia con il racconto di chi ha vissuto questi eventi

“Sicuramente sullo scenario della storia, quella realmente accaduta, io ho inserito addirittura un battaglione inventato per rispetto verso i battaglioni che hanno partecipato a questa battaglia, quindi i personaggi sono inventati. Le loro storie ovviamente sono pur romanzate, prendono spunto da quello che ho letto su libri, su testimonianze di chi effettivamente ha vissuto questa tragedia e in effetti la parte di preparazione a questo libro è durata parecchi mesi, perché di libri ce ne sono tantissimi, a partire da Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu che era tenente nella Sassari, lui era in fanteria, però comunque la Sassari tra l’altro fu uno dei battaglioni che si distinse talmente tanto in questa battaglia che addirittura da quelle parti esiste un cimitero dove vengono sepolti questi fanti che pervenivano dalla Sardegna il cui territorio è stato donato da questi territori alla Sardegna, quindi è territorio sardo questo cimitero.”

A sorpresa, Ortolani confida un aneddoto che aiuta a comprendere come anche in queste condizioni estreme, ci fosse sempre la ricerca di una minima fuga dall’orrore

“Rigoni Stern con quella trilogia dei suoi libri, La guerra è bella ma scomoda, al di là di raccontare quella che era comunque la difficoltà, la tragedia, c’era sempre però spazio per la battuta, per il sorriso, per cui in qualche maniera è anche un modo per riuscire a sopravvivere a queste cose.  Addirittura, quando Rosi fece il film Uomini contro tratto da Un anno sull’altipiano di Lussu, Lussu andò a vedere il film e uscì e si confidò con Rigoni Stern che l’aveva accompagnato dicendo “sì però noi abbiamo anche cantato”, per cui nonostante veramente i momenti terrificanti c’era sempre spazio per l’umanità, ecco questa è la cosa più e ho cercato di metter anche nel mio libro.”

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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.