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Il primo libro dedicato al tema dell’Eresia di Horus aveva l’arduo compito di creare una storia coinvolgente che catapultasse il lettore all’interno di un setting che iniziava il percorso di concretizzare la propria ambientazione. Non poteva che essere Dan Abnett l’autore che ci apriva le porte della letteratura dedicata al mito fondante di Warhammer 40.000.

La sua è sicuramente la penna che ha più di tutte forgiato il 41esimo millennio.

“Io c’ero” avrebbe detto in futuro

Oath of Moment by Elijah Gurenko
Oath of Moment by Elijah Gurenko

Come per la maggior parte dei miti, siano essi letterari o folkloristici, noi sappiamo come finirà l’Eresia di Horus. Siamo già consapevoli che questa è una storia senza lieto fine e non c’è salvezza per nessuno dei protagonisti che impareremo ad amare nel corso della lettura. Ed è proprio con questa consapevolezza che gioca Dan Abnett fin dall’incipit. Un inizio potente che mi ricorda il titanico “Chiamatemi Ismaele” con cui si apre Moby Dick di Hermann Melville.

Garviel Loken

“Io c’ero” avrebbe detto in futuro, finché il futuro stesso non divenne un tempo privo di allegria. “Io c’ero, il giorno in cui Horus uccise l’Imperatore”

Dan Abnett ci colpisce subito, gioca con noi, presentandoci un capitano dei Luna Wolves, Garviel Loken, che dichiara di aver visto Horus uccidere l’Imperatore. Scopriamo però che non si tratta del duello che chiuderà la tragica storia dell’Eresia. Eppure, dà un senso di circolarità e di profezia.

Il futuro sarà un tempo privo di allegria, ma il presente con cui si apre l’Ascesa di Horus è un tempo sereno. Il Signore della Guerra ha preso le redini della Grande Crociata di unificazione, l’Imperium è al suo massimo splendore. Nulla sembra lasciar presagire la catastrofe imminente.

Horus, l’astro dell’Imperium

Horus Lupercal by Mauro Belfiore
Horus Lupercal by Mauro Belfiore

Conosciamo Horus Lupercal prima che diventi l’ombra di se stesso, traviato dal Chaos. Il figlio prediletto dell’Imperatore, il Signore della Guerra, il Primarca per eccellenza. Fa male vederlo nel suo massimo splendore, consapevoli di come finirà. Horus è carismatico, dotato di una intelligenza finissima. Abile guerriero ma non guerrafondaio ( piccola ma sostanziale differenza ). Nonostante il suo essere letteralmente un semidio, ha anche molta umanità. Sia nei dubbi, nelle paure, negli inconfessabili timori che addolorano il suo animo e su cui un domani faranno leva i poteri perniciosi. Dan Abnett ce lo fa letteralmente amare, perché sa che così farà più male il tradimento. Che non sarà più solo nei confronti dell’Imperium, ma anche di noi lettori.

Horus racchiude in sé il perfetto archetipo del “migliore che cade”. Come Anakin Skywalker che diventa Darth Vader, come Arthas Menethil di Warcraft, infine come Lucifero stesso. L’angelo prediletto, il più bello, l’astro del mattino che si ribella e per questo viene punito.

Ne L’Ascesa di Horus, il Signore della Guerra è al suo picco, ma questo non impedisce che infinitesimali crepe siano presenti nel suo animo. Prima tra tutte il sentirsi abbandonato dall’Imperatore, chiuso nelle sue stanze per portare avanti un progetto segreto di cui non ha messo a parte neanche lui. Colui che agli occhi di tutti è il figlio più amato.

Dan Abnett è bravissimo ad inserire questi dettagli, ma senza palesarli troppo apertamente. Con il suo stile di scrittura ci permette di sentirci presenti e di percepire il disagio di Horus anche solo da uno sguardo appena accennato, una smorfia delle labbra, una parola detta in un momento di sconforto.

E questo ci avvicina empaticamente al Primarca dei Luna Wolves.

Il Capitano Garviel Loken, lo sguardo sull’inizio della fine

Garviel Loken by Egor Gafidov
Garviel Loken by Egor Gafidov

Horus è innegabilmente il protagonista del romanzo, ma leggiamo di lui per lo più dalle parole degli altri, dalle sue rare apparizioni che riempiono la narrazione. Ma lo sguardo che ci fa entrare ne L’Ascesa di Horus è quello ceruleo di Garviel Loken, capitano della 10esima compagnia dei Luna Wolves.

Lui è il primo punto di vista. Diventa i nostri occhi e le nostre orecchie all’interno della storia. Viviamo attraverso le sue emozioni il momento in cui tutte le certezze iniziano lentamente a scricchiolare. Ci accorgiamo con Garviel che qualcosa non va, percepiamo il suo formicolare allo stomaco dettato da una sensazione ancora intangibile di male che serpeggia, ma non ne siamo ancora sicuri. Ma con lui non viviamo solo le ansie di qualcosa che percepiamo ma di cui non distinguiamo i contorni.

Abnett  ci introduce magistralmente nella cosiddetta “quiete prima della tempesta”. Con Garviel conosciamo gli altri Luna Wolves e i membri del Mournival, il concilio ristretto con il compito di consigliare e supportare il Signore della Guerra nelle sue decisioni. Ed è bello vederli interagire insieme, confrontarsi. Soprattutto sapendo che alcuni di loro, come Abaddon, li ritroveremo nel 41esimo millennio a seminare distruzione nell’Imperium.

Garviel Loken è un eroe, ce ne rendiamo subito conto. Lo è per le vittorie sul campo, ma anche per come si muove, quello che pensa, che dice con coraggio pur attirandosi l’astio di altri. Un Astartes leale ma anche innegabilmente fedele a sé stesso. Dan Abnett con lui ha creato uno degli Space Marine migliori che potremmo mai incontrare. E sicuramente un personaggio letterario, destinato a rimanere impresso.

I Rimembranti: protagonisti umani

Mersadie Oliton by Marta Dettlaff
Mersadie Oliton by Marta Dettlaff

Menzione d’onore per i protagonisti più umani della vicenda: i Rimembranti. Nell’Eresia di Horus, sono coloro che sono incaricati di seguire la Grande Crociata per narrare le gesta eroiche del Signore della Guerra e dei suoi Luna Wolves. Essi sono scrittori, poeti, artisti, pittografi. L’arte in tutte le sue forme che serve per esaltare l’Imperium al suo massimo splendore.

Dan Abnett mescola storia e letteratura, per ricordarci come il culto dell’immagine e della propaganda va sempre di pari passo con la cementificazione di un Impero. Gli Astartes dipinti come “angeli”, Horus Lupercal un semidio. Pompando al massimo le loro qualità, divinizzando al massimo le loro figure, per rendergli gli eroi di cui gli uomini hanno bisogno.

Per questo è ancora più netto il divario quando ci si rende conto, attraverso di loro, che non tutto è oro quel che luccica. Come se il velo si squarciasse e mostrasse le problematiche di un Imperium solo apparentemente privo di problematiche.

Abnett usa i Rimembranti per mostrare le contraddizioni del potere, il concetto mellifluo di verità quando si parla di politica e come anche il governo che si professa migliore di tutti gli altri, ricorra alla violenza per nascondere le proprie crepe.

L’Ascesa di Horus: l’epica entrata nel mito fondante del 40k

False God, copyright Black Library
False God, copyright Black Library

La magistrale bravura di Dan Abnett ci porta in un mondo sereno ma sull’orlo di una delle guerre più sanguinose che infiammerà la galassia. Questa quiete prima della tempesta ci permette di empatizzare con i personaggi, conoscerli, vederli muoversi in contesti che non siano solo di conflitto. Proviamo simpatia anche per coloro che nel 41esimo millennio saranno tra i più crudeli nemici dell’Imperium.

L’Ascesa di Horus è potente, colpisce con la sua narrazione intrigante, i protagonisti tridimensionali con le loro luci e ombre. I temi archetipici e universali, che ci toccano nonostante si parli di superuomini o dèi in terra.

Nello scorrere delle pagine passiamo da una naturale calma, ad una sempre più opprimente sensazione di disagio, fino al cliffangher finale dove viene nominato il pianeta Davin fulcro degli eventi che travieranno Horus Lupercal.

Ma questo sarà il nodo gordiano di “Falsi Dei”.

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Classe 1994, cresciuta a Girsa e Diablo II. Conosciuta online come Il Cigno NerD, è una giocatrice di ruolo con quasi vent’anni di esperienza e un’appassionata wargamer da oltre dodici anni. Il suo nome nasce dall’immaginario nordico del Cavaliere del Cigno, e dal 2022 è attiva su Instagram, dove condivide contenuti dedicati al mondo del gioco e della cultura pop. Organizzatrice di eventi, Content Creator e relatrice, Benedetta porta la sua voce e la sua passione sui principali palchi italiani, diventando un punto di riferimento nella community nerd.