Salvatori, protettori, martiri; che si stia parlando di Superman e Wonder Woman o Batman e Freccia Verde, l’aura divina con la quale vengono presentati gli eroi DC è un sempreverde delle loro storie. Ma anche gli dei falliscono. Combattono, cadono, a volte si rialzano. Ed è proprio in questa nuova rubrica che vi parleremo della loro caduta. Dopo Batman: Knightfall e La Morte di Superman, è il momento di un’altra storia, forse passata un po’ in troppo in sordina: Zero Hour.

La storia che sconvolse totalmente Hal Jordan e il Corpo delle Lanterne Verdi.

Parallax è qui

Continuando con gli eventi che avrebbero scosso i lettori e le fondamenta di DC Comics, dopo La Morte di Superman e Knightfall, Dan Jurgens ritorna, nel 1994, a toccare uno degli eroi più brillanti della galassia: Hal Jordan, alias Lanterna Verde. La miniserie Zero Hour: Crisis in Time! partiva dal #4 allo #0, proprio per indicare una sorta di timer che si apprestava alla sua fine.

Durante questo evento, che mise in scena di nuovo realtà e linee temporali alternative, molti degli autori che erano al lavoro su altre serie poterono risolvere alcuni problemi di continuity e appunto far ripartire tutto da 0, un po’ come fu per l’evento Crisi Sulle Terre Infinite.

Il plot era semplice: durante il Regno Dei Supermen!, tra le pagine di Emerald Twilight, la città di Coast City viene totalmente rasa al suolo e in preda alla rabbia Hal Jordan cercò di ricostruirla utilizzando il suo anello. Ammonito dai Guardiani dell’Universo, la Lanterna Verde raggiunge il pianeta Oa, ostinato a prendere tutto il potere dalla batteria centrale del corpo delle Lanterne Verdi. Il supereroe ci riesce e durante lo scontro elimina tutte le lanterne presenti tra cui Sinestro, compresi i Guardiani; appropriandosi del potere della batteria rinasce con un nuovo costume, nuovi poteri e un nuovo nome: Parallax.

Da questo momento in poi l’obiettivo di Parallax è uno soltanto: creare un mondo dove non esista più malvagità, per farlo, però, dovrà prima cancellare ogni cosa esistente. Zero Hour presenterà poi Extant, prima conosciuto come il primo Falco, nemico giurato della pace, che avrà lo stesso piano di Hal Jordan: eliminare definitivamente ogni linea temporale passata, presente e futura. Con le barriere del tempo eliminate, le linee temporali inizieranno a distruggersi da entrambi i lati, permettendo intanto agli universi di convergere su sé stessi.

Altro giorno, altra crisi

Narrativamente parlando, Zero Hour rappresenta il punto più basso toccato da Hal Jordan come Lanterna Verde e indubbiamente la sua caduta. Proprio come alcuni degli eventi prima di questo, che avevano visto le cadute di Superman e Batman, per Dan Jurgens non era altro che un modo per riportare in alto il nome della Lanterna, scuotendone le fondamente. Il mini-evento, però, fu l’opportunità giusta per eliminare errori di continuity dalle altre serie e ripristinare un po’ “l’ordine delle cose”.

Scaduto il countdown che portava al #0, Zero Hour divenne Zero Month, un’iniziativa che riportava tutte le testate DC al numero zero, appunto, per poi farle ripartire. L’evento ha visto la rinascita di personaggi come Doctor Fate e Starman, per esempio. Ma anche personaggi cardine come Superman, Batman e la stessa Justice League si sono ritrovati davanti le loro versioni di realtà alternative, il risultato finale furono alcuni cambiamenti nelle loro origini e la miglior collocazione di altri personaggi.

Inoltre, Zero Hour, dal punto di vista editoriale, fu ancora una volta una svolta per gli autori coraggiosi. Da questo evento, DC Comics diede poi effettiva possibilità agli autori di narrare le proprie storie, senza particolari paletti. Altra cosa realmente importante, fu far capire ai lettori cosa aspettarsi da un evento Crisi, di cui l’ultimo era avvenuto svariati anni prima per mano di Marv Wolfman e George Pérez.

Qui, Dan Jurgen si era ben incaricato di scrivere e disegnare totalmente la miniserie e di sconvolgere Lanterna Verde e l’intero universo DC, aprendo la strada a molti degli autori che avrebbero fatto lo stesso anni dopo. Consiglio spassionato: recuperate assolutamente questo evento che è la vera e propria testimonianza di un miracolo editoriale.

Habemus Lanterna Verde

Tornando ad Hal Jordan e alla totale distruzione del corpo delle Lanterne Verdi, è doveroso far notare come da quella devastazione sfuggì solamente il guardiano Ganthet, che con l’ultimo spiraglio di forze generò un’ultima Lanterna Verde: Kyle Rayner.

Il personaggio, in pochissimo tempo, diventò una delle più brillanti Lanterne Verdi in circolazione, partendo pressoché da zero. Negli anni, inoltre, Rayner è stato capace di riuscire a controllare tutti i colori delle Lanterne, guadagnandosi quindi il potere e il nome di Lanterna Bianca. Una delle sue avventure più iconiche è quella in relazione agli Omega Men, nell’omonima serie scritta da Tom King e disegnata da Barnaby Bagenda.

Il focus della storia ruota tutt’intorno al “non convenzionale”, un gruppo di eroi minori da scrivere, un modo di fare fumetto diverso dal solito, partendo anche già dalle copertine. All’interno temi come religione, filosofia, terrorismo e guerra. La chiave di volta della storia è appunto Kyle Rayner in quanto Lanterna Bianca, approfondendolo e donandogli ancora più spessore lato psicologico, complice anche la scrittura che non diventa mai moralistica e retorica, spiazzando il lettore ragioni all’antitesi e che non permettono scelte assolute. O

mega Men è una maxiserie che dovrebbe essere nelle librerie di tutti gli appasionati, anche per chi volesse solo approfondire un personaggio cardine del mondo di Lanterna Verde.

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Classe '95, appassionato di videogiochi, fumetti e cultura pop. Ci prova costantemente a scrivere qualcosa, continuando però a non capirci nulla.