A Lucca Comics and Games 2025, grazie a Gigaciao, abbiamo intervistato Joshua Barkman, in merito al suo lavoro: False Knees. Un fumetto che racconta la melanconia attaverso la voce degli animali che abitano i parchi e i boschi.
Una storia di emozioni che si susseguono, si superano e si scontrano tra le pagine di un lavoro che merita più di una lettura e più di un’interpretazione.
BELONG HUMANS

Nel fumetto parli del rapporto tra esseri umani e natura. Secondo te gli esseri umani impareranno mai davvero a rispettarla?
“Me lo auguro. Nel fumetto mi chiedo se ci sarà mai un momento in cui la coesione sarà possibile. A volte credo di sí e altre no. Ma credo sia importante il rapporto con ciò che ci circonda. Spesso vado nei boschi e mi fermo a guardare gli uccelli, gli scoiattoli e altri animali.”
Nel fumetto uno scoiattolo dice: “La vita ogni tanto ti fa cadere una grossa noce in testa”. È mai capitato anche a te qualcosa del genere? Un episodio che, metaforicamente, ti ha fatto cambiare prospettiva?
“Sì, mi è successo mentre facevo un lavoro completamente diverso. Scalavo alberi e tagliavo rami. Un giorno ho commesso un errore davvero stupido e mi sono fatto molto male: un cavo telefonico, teso e sotto grande pressione, mi ha colpito in pieno volto. Sanguinavo e sono rimasto lì seduto, pensando a quanto fosse stato assurdo quello sbaglio. Da allora sono grato di aver fatto il passaggio ai fumetti: è un lavoro molto, molto più sicuro.”
ANIMALI SIMPATICI E DOVE LEGGERLI

La tagline del fumetto recita: “Gli animali ci parlano… per fortuna non possiamo capirli.” Se tu potessi finalmente parlare con un animale e lui potesse capirti, quale animale sceglieresti e cosa gli diresti?
“Ho due gatti, e ho spesso pensato a quanto sarebbe meraviglioso poter comunicare davvero con loro. Potrei spiegargli, per esempio: “Sto via dieci giorni, ma torno, te lo prometto.” Ma se dovessi scegliere liberamente, credo che mi piacerebbe parlare con un uccello. Penso che gli chiederei scusa… a nome di tutta l’umanità.”



