Immaginate di incontrare i vostri miti e di poter dialogare con loro dei lavori che vi hanno formato o hanno nutrito i vostri sogni per anni e anni. A noi è capitato con Bilquis Evely e Matheus Lopes; disegnatrice e colorista di “Helen di Wyndhorn”, firmato Tom King ed edito in Italia da Bao Publishing.

Durante Lucca Comics & Games 2025, grazie a BAO Publishing, abbiamo partecipato a un incontro con Bilquis Evely e Matheus Lopes, durante il quale abbiamo avuto il piacere di scoprire i segreti del loro lavoro.

FIABE NERE

Tavola
C’era una (s)volta – ©baopublishing

Helen di Wyndhorn Sembra quasi una fiaba che, a un certo punto, abbia dimenticato di dover offrire la rassicurazione tipica delle fiabe. Da un punto di vista del disegno e del colore, che cosa si prova a raccontare una fiaba che deve generare inquietudine?

Bilquis Evely

“È difficile da spiegare, perché il mio disegno nasce in modo molto intuitivo. Cerco sempre di capire cosa serve davvero per trasmettere le atmosfere giuste della storia su cui sto lavorando. In Helen di Wyndhorn ci sono stati momenti in cui ho dovuto usare moltissimo nero, e altri in cui le scene dovevano essere più luminose e ariose. Tutto il lavoro si è giocato sull’equilibrio, sul “peso” della linea: trovare la misura tra ombra e luce, tra inquietudine e poesia.”

Matteus Lopes

“Per me è quasi lo stesso. Il mio compito è prendere il lavoro che ricevo e completarlo, cercando di restituire le intenzioni di chi ha disegnato la pagina. Ovviamente ho consapevolezza tecnica: la saturazione, le sfumature, le sovrapposizioni, ma ciò che cerco è un approccio più pittorico, più istintivo, in cui l’obiettivo non è solo usare strumenti, ma restituire un’emozione. Quando coloro, provo a proteggere e ad amplificare ciò che l’artista ha espresso, mettendoci anche qualcosa di mio, forse la mia “anima”, se posso dirlo così. In questo libro i personaggi sono emotivamente complessi e profondi, e il mio lavoro è far sì che il lettore senta quel legame, che percepisca la loro umanità.” ”

EMOZIONI CONTRASTANTI

Tavola 02
Giochi di Luce – ©baopublishing

Nel panorama fumettistico attuale non capita facilmente di incontrare un duo artistico capace di intercettare e rendere su carta le emozioni dei propri personeggi. C’è un’emozione che preferite disegnare e colorare?

Bilquis Evely

“Non credo di avere un’emozione preferita da rappresentare, ma sono molto orgogliosa di riuscire a rendere la complessità emotiva dei volti. Mi piace dare attenzione agli occhi. Quando Helen è triste, può essere anche fredda; quando è felice, può essere malinconica. Amo rappresentare queste sfumature. Non mi interessa il dramma puro, ma la sottigliezza: le ombre profonde, gli sguardi intensi, le espressioni ambigue.”

Matheus Lopes

“Anche per me non esiste un’emozione preferita. Però devo fare molta attenzione, perché le emozioni che Bilquis disegna sono spesso molto delicate. Se esagerassi con le luci o con le ombre, rischierei di rendere tutto troppo “cartoon”. È un lavoro di bilanciamento continuo: devo accentuare ciò che serve, ma senza sovraccaricare. In certi casi, meno aggiungo, più riesco a trasmettere fedelmente le sue intenzioni. È un equilibrio sottile, ma è lì che nasce la magia del colore.”

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