Robottoni giganti che se le suonano di santa ragione. Titaniche combattenti che difendono l’umanità, minacciato da strane creature, un tempo uomini. Non ci sono dubbi che Jason Howard abbia una certa affinità con creature imponenti e azione adrenalinica, come abbiamo potuto ammirare sia in Big Girls che in Transformers.
Presente a Lucca Comics & Games 2025, Jason Howard ha reso felici i fan che lo hanno raggiunto presso lo stand di saldaPress, dove noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo per scoprire qualcosa in più dei suoi mondi.
Jason Howard, grosso è bello!

Leggendo Big Girls, uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di Howard è la costruzione emotiva della protagonista. In un mondo in cui gli uomini possono mutare diventando creature mostruose, alcune donne diventano gigantesche e difendono un’umanità a rischio di estinzione. Con l’espediente della sci-fi, Howard lancia un messaggio forte, estremamente contemporaneo.
“Ci sono due cose che quando ho iniziato le hanno condotto a questo. Una era solo l’idea di problemi nel mondo che possono sembrare grandi e spaventosi, senza risoluzione, perché le risoluzioni devono essere queste cose massime e inattuabili che non sono in grado di fare, giusto? E poi, come artista, regolarmente lo faccio nel mio libro di schizzi, o in mezzo a scritti, o su un tavolo. Ho immaginato un mostro che attraversa una città e ho disegnato una ragazza soldato che lo combatteva.”
Da un semplice schizzo, se così possiamo dire, alla nascita di un fumetto in cui il dinamismo di combattimenti folli e la narrativa sci-fi si fondono per un’esperienza travolgente. Una lavorazione che Jason Howard ha vissuto con particolare trasporto.
“Ho pensato fosse divertente. Quindi ho fatto un paio di schizzi di queste ragazze soldato giganti in una città in cui i mostri originali sembravano più come zombie, e ho pensato fosse davvero divertente. Adoro Pacific Rim e i Kaiju e Godzilla, poi ho iniziato a pensare alla trama. Quindi ho iniziato con il personaggio principale, e una delle cose che non vedo molto in queste storie, ma che ho cercato di fare con Big Girls è avere una protagonista che è in una posizione di potere, e ho iniziato a chiedermi cosa significa se sei in una posizione di potere per fare qualcosa, quali sono le tue scelte, cosa puoi fare, deve essere per forza la violenza? Ci sono altri modi? Ma ho anche voluto divertirmi a disegnare della violenza e dei mostri, quindi, nella storia ho provato a trovare un modo di esplorare le cose.”
Storia e disegni, un’unica dinamica

Sicuramente questa grinta di Howard è evidente nelle sue tavole, in cui l’esplosività delle combattenti di Big Girls è evidente. Soprattutto, i loro movimenti, la dinamicità delle loro prodezze è un punto forte del fumetto, dove la naturale verticalità delle protagoniste non impedisce a Howard di sviluppare una spettacolare orizzontalità per imprimere movimento e rapidità.
“Quello è stato il divertimento che mi ha fatto davvero emozionato, che mi ha spinto a fare il disegnatore. Scrivere è divertente, ma è relativamente veloce rispetto a disegnare, quindi se scrivo una scena, voglio sapere che, quando sto in piedi per un paio di settimane per disegnare questa sequenza, sarà divertente e emozionante, ma anche ci farà sentire qualcosa di importante nella storia e non sarà un divertimento stupido che non significa nulla.”
Una visione da autore completo che consente di apprezzare quanto sia complesso questo duplice ruolo. Howard chiarisce il concetto condividendo quali siano gli aspetti che più lo affascinano come lettore, quali sono i dettagli che cerca in un fumetto:
“Per me i fumetti più complessi sono quelli che hanno azione, dove il personaggio fa qualcosa che spinge la storia avanti, ma deve farlo in modo ragionato.”
Transformers, il ritorno del mito

E proprio parlando di azione, non si può certo ignorare quanto questa componente sia essenziale in Transformers. I robot di Cybertron, tonati alla ribalta grazie all’Energon Universe, hanno visto Jason Howard cimentarsi con uno dei nomi forti della pop culture, un’occasione unica per chi ha sempre avuto una passione per gli heroes in disguise
“Sono cresciuto guardando il cartone animato, ho alcuni giochi ancora in casa, che ho passato ai miei figli, di cui sono molto geloso…infatti, per anni li ho protetti, dicendo che erano troppo piccoli per giocarci! Quando Skybound ha messo in moto Void Rivals, mi hanno chiesto di realizzare la cover, con Jetfire, ed è stata la mia esperienza come artista con i Transformers, ma sapevo come Lorenzo de Felici e Daniel Warren Johnson lo stavano facendo. Ero felice che per l’Energon Universe ci si affidasse allo stile della G1 dei Transformers, ma ho adorato i film di Bay. Ma alla fine, quesitti personaggi hanno una forte identità, come artista devi rendergli merito!”
Un ritorno per vecchi appassionati, una scoperta per una nuova generazione. L’Energon Universe ha questa duplice funzione, un ruolo che tramite Void Rivals, Transformers e G.I. Jose prende la forma di un’operazione tra nostalgia e riscoperta. Ma che ricorda, soprattutto, quanto Autobot e Decpticon siano intramontabili
“Credo che alla fine conti che anche in contesti noti, venga portato qualcosa di nuovo. Prendi Daniel Warren Johnson, in Transformers scrive con la stessa esplosività emotiva di The Moon is following us o Extremity, tanto che se non conosci i personaggi ti senti comunque coinvolto da questo livello di qualità. E questo succede quando hai delle IP che durano da tanto, che possono esser conosciute in Italia come a New York. Pensa che ho parlato con il proprietario di un grosso negozio di Soeul che mi ha svelato come Transformers sia venduto molto tra le ragazze, che trovano molto interessanti le tematiche e come sono raccontate.”



