Dieci anni di amore. Così Cèdric Sapin-Defour vede il tempo passato al suo amico Ubac, splendido bovaro bavarese con cui ha condiviso una parentesi della sua vita, la più intensa, che ha visto proprio nel suo amico a quattro zampe un fedele e impagabile compagno di avventure. Sapin-Defour ha raccontato questo viaggio assieme a Ubac in Il suo odore dopo la pioggia, divenuto ora una delicata graphic novel firmata da José Luis Munuera.
Se non avete mai avuto un cane e vi siete sentiti dire per anni ‘se non hai avuto un cane, non puoi capire..’, non abbiatene a male, ma è vero. La presenza di un animale ci abitua a un amore incondizionato, un’affinità di cuore e sensi che crea un sodalizio dell’anima, una purezza – soprattutto da parte dell’animale – che arricchisce il suo compagno umano, o come diceva in modo sublime Schopenhauer:
Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi amare
Il destino che chiama

E questo amore incondizionato entra nella vita di Cèdric, insegnante precario. Amante della montagna, poco incline ad accettare le regole imposte, Cèdric vive la sua vita cercando di non lasciarsi modificare dall’ambiente circostante, rimanendo fedele a sé stesso. La sua unica regola è fare colazione nel suo bar, leggendo il giornale mentre scambia batture con il barista, occasione in cui il suo occhio, distrattamente, cade su una notizia del quotidiano, travestimento usato dal destino per condurre l’uomo verso una meravigliosa amicizia.
Dodici cuccioli di bovaro bernese sono in attesa di una famiglia. Nonostante ami la sua vita da scapolo senza alcuna regola, Cédric vede in questa notizia il segno che nella sua vita c’è nuovamente spazio per un cane, tanto che non esita a viaggiare sino alla fattoria dell’annuncio e prendere con sé uno dei cuccioli. Basta uno sguardo, una carezza a uno dei cuccioli e la vita di Cèdric prende una direzione inattesa.
L’arrivo di Ubac, come chiama il suo cucciolo, cambia la prospettiva di Cèdric, che nella presenza del cane sembra trovare la forza di rompere gli ultimi indugi nel distaccarsi completamente da un’esistenza ancora legata a certi obblighi. Ubac è il suo liberatore, mettendolo al primo posto, l’uomo inconsciamente diventa pienamente libero, sl punto da rinunciare al suo bell’appartamento quando gli si comunica che non sono graditi gli animali, non esitando a vivere come un ramingo, dentro a un furgone.
Rinuncia fatta con gioia, per poter goder della compagnia di Ubac e essere più vicino alla natura che tanto ama, riscoprendo il mondo non con la sensibilità di un essere umano, ma con la gioiosa curiosità di un cucciolo
‘La vita con Ubac è una scoperta continua […]Imparo insieme a lui’
Il suo odore dopo la pioggia, come un cane cambia la vita

La nuova vita di Cèdric è l’occasione per mettere a nudo anche il comportamento con cui spesso ci si relaziona ai cani. La fascinazione che tutti abbiamo per questi angeli sotto mentite spoglie è evidente, ma al contempo siamo spaventati di prenderci cura di loro o – anche peggio – li accogliamo nelle nostre vite, egoisticamente pensando che siano solo animali.
Munuera è attento a questo particolare, portando spesso Cèdric a confrontarsi con altre persone in merito al suo cane, dando un volto a tutte queste voci che sanno di scuse e di paura, ignare di quale ricchezza si stiano privando. Meravigliose le risposte, date con sorriso scanzonato, con cui Cèdric sminuisce queste inutili barriere, mentre lui respira il mondo con una vitalità nuova, condivisa con Ubac.
Stupendo in tal senso la parte di Il suo odore dopo la pioggia dedicata al mondo visto con i sensi di Ubac. Un inno alla serenità e alla gioia di vivere, poetico nella sua semplicità fatta di odori e si sensazioni, in cui la voce narrante del cane è una delicata colonna sonora che accompagna la scoperta del mondo tramite i sensi di Ubac.
Munuera ci guida con il suo tratto delicato in un racconto in cui si alternano punti di vista ed emozioni. Un mosaico di percezioni e sensazioni, fatto di personalità diverse che si cercano e completano, che si scelgono e impegnano per amore, che sia quello romantico dei due protagonisti umani o l’istintivo affetto di Ubac.
Dieci anni di amore incondizionato

Il suo odore dopo la pioggia non si legge, ma si vive nelle espressioni di Cèdric e di Ubac, nel loro modo unico e coinvolgente di scoprire la vita ogni istante, creandosi una famiglia – o un branco – in cui sentirsi amati, protetti. Una vicinanza che traspare nelle piccole abitudini quotidiane, gesti di straordinaria normalità, delicati nella loro autenticità, nello straziante ultimo saluto a un amico e nella ritrovata speranza per una nuova vita che arricchisce la nostra, non colmando un vuoto ma aiutando ad accettarlo.
Leggere Il suo odore dopo la pioggia, se avete mai avuto un cane, vi colpirà al cuore, ricordandovi tutte le emozioni vissute con il vostro amico a quattrozampe, dalle più dolci alle più dolorose. Se non lo avete mai avuto, Ubac vi mostrerà a quale incredibile esperienza state rinunciando.



